Naby e la sua ricerca del piacere in mostra a Lucca

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Naby e la sua ricerca del piacere in mostra a Lucca

NabyUn tuffo nel passato è in corso di svolgimento presso lo spazio espositivo Olio su Tavola, nel centro di Lucca, che sta ospitando dal 6 ottobre una personale dell’artista Naby dal curioso titolo Play with me. L’installazione si avvale di pochi elementi compositivi ma che hanno il mirato intento di catturare l’attenzione del visitatore sull’aspetto ludico degli oggetti presenti: la mostra è totalmente incentrata su un cavallo da giostra, montato su di un piedistallo, attorno al quale sono state disposte delle casse in legno riempite di altrettanti cavallini in diversi materiali e formati. Questa ridondanza dell’elemento del gioco è particolarmente accentuata dagli effetti persistenti delle luci e dei suoni, ripresi certamente da quei luoghi di divertimento quali parchi tematici, circhi e giostre. Nelle intenzioni dell’artista vi è perciò una riflessione sulla politica dell’oggetto, ormai cara al contemporaneo, quale emblema di mercificazione e dispendio di denaro, per puro piacere personale.

La giostra con il cavallo rappresenta soltanto il simbolo tangibile della presenza di questi non-luoghi, nelle parole di Marc Augè, ovvero quegli spazi in cui il visitatore si rifugia in cerca di attività di piacere a pagamento, nella speranza di distrarsi dalla monotona quotidianità del mondo contemporaneo. I non-luoghi sono però anche metafora di isolamento, solitudine e stato di abbandono, come appunto le periferie e gli spazi al di là dei centri urbani, proprio dove sono soliti sorgere i parchi gioco.

A partire dalla disperata ricerca di appagamento all’interno di una società che oggi limita la socialità ed accentua l’isolamento in sé stessi, questi paradisi commerciali tendono a inglobare chi ne fa uso in un turbinio di autodistruzione psico-fisica.

La ricerca continua e disperata di benessere e distrazione dal quotidiano non ha nulla a che fare con la libertà di scelta, sono pacchetti predisposti dal sistema capitalista che controlla le nostre vite. Questo è il mondo prospettato da Guy Debord, che nel suo testo La società dello spettacolo analizza come lo svago non è altro che illusione di non-lavoro, dove il tempo libero del lavoratore è comunque considerato merce di consumo.

Il visitatore della mostra è così chiamato a partecipare attivamente all’installazione, sedendo e godendosi questo momento di euforia da gioco, luci e suoni inebrianti, venendo immortalato nel suo breve momento di gloria. A sua discrezione, le fotografie potranno poi comporre il catalogo della mostra.

Play with me – particolare

Naby nasce a Vejntilmy, nella regione di Pryghisc in Afghanistan, il 20 ottobre del 1989 da una famiglia di origine nobile – a tutt’oggi il padre possiede uno dei più importanti allevamenti di cavalli dell’Asia – avendo così la possibilità di studiare all’estero e conoscere diverse culture, arricchendo il suo bagaglio culturale. Si è avvicinata al mondo dell’arte dapprima come collezionista e successivamente come artista, sperimentando diversi mezzi espressivi. Naby diviene famosa per aver realizzato una serie di lavori in cui gli animali giocattolo (soprattutto cavalli e gatti) sono esposti come monumenti simbolo di una ricerca di “liberazione”. Il più noto di questi è appunto Play with me, un’installazione di quattro cavalli pensata per la prima volta nel 2007. Ha poi realizzato la serie dedicata agli aerei e ai razzi, creati con materiali di recupero, e Moods of paper, un documento concettuale composto da tarsie ispirate all’arte antica dei tappeti.

Play with me
A cura di Giuseppe Virelli
Olio su Tavola, Lucca
Dal 6 ottobre al 5 novembre 2017

Fabio De Liso per MifacciodiCultura

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