“La bella giovinezza. Sillabari per millennials”: le nuove frontiere del linguaggio

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La bella giovinezza. Sillabari per millennials: le nuove frontiere del linguaggio

millennialsIl modo di comunicare, e in particolare le parole adottate per raggiungere certi fini, rappresenta uno dei fattori che rende ciascun periodo storico o contesto sociale originale, nonché irripetibile, per la storia dell’uomo. A questo proposito, se concentriamo la nostra attenzione su un ambito preciso, si può notare quanto i giovani di oggi, più precisamente i millennials, abbiano ormai modificato il loro modo di vivere, di abitare nella nostra epoca modellandolo sulla base di un sistema di comunicazione non sempre facile da comprendere.

Francesco Ricci, docente di letteratura italiana e latina al liceo classico di Siena, ha scritto e pubblicato La bella giovinezza. Sillabario per Millennials, edito da Primamedia, dove, partendo dalla sua esperienza, da ricordi personali e dalla lettura di studi dedicati all’adolescenza, ha voluto fornire una precisa interpretazione dell’universo giovanile di oggi.

Chi sono? Cosa pensano? Cosa sognano i giovani di oggi?

Sono queste le domande a cui l’autore tenta di dare una risposta, con una pungente ironia, in grado di suscitare anche riflessioni di una certa intensità. Il libro è suddiviso in 32 saggi brevi, riguardanti 32 ambiti oggi essenziali per comprendere alcuni punti di vista degli adolescenti. Tra essi troviamo l’alcol, la bellezza, Dio, la droga, Internet, l’omosessualità, la ribellione, il sesso, il viaggio e la violenza. Il pubblico a cui Ricci si rivolge vuole essere non solo quello dei genitori, insegnanti o adulti in generale, che tentano di comprendere figli, alunni o i giovani con cui hanno a che fare nella loro quotidianità, ma anche gli adolescenti stessi. Per questo l’autore ha adottato uno stile piacevole, interessante e tanto eclettico da inserire anche richiami letterari o musicali. Basti pensare alla prima citazione nell’introduzione, del poeta Arthur Rimbaud.

Nessuno è molto serio quando ha 17 anni.

millennialsD’altra parte, l’impulsività che spesso spinge i giovani a mettersi in gioco, per dimostrare le proprie peculiarità, ha portato i cosiddetti millennials a essere immersi in un mondo comunicativo soggetto a continui cambiamenti, operato il più delle volte da loro stessi. In un’epoca in cui a ognuno è infatti concesso, senza alcun prerequisito, di esprimere se stessi apertamente sulle piattaforme sociali più disparate, come Youtube, sono infatti gli adolescenti a proporre i propri contenuti. Spesso hanno inoltre l’enorme potenziale di saper attirare un grande numero di “uditori”, compresi soprattutto i loro coetanei, senza però rispettare, un’adeguata forma linguistica che, oltre ad arricchire loro stessi, darebbe notevole risalto alle loro proposte. Sono infatti ormai molti gli influencer o comunque gli adolescenti che, sfruttando i social network tentano di dare una visione originale delle situazioni più disparate che un ragazzo di oggi può affrontare nella sua quotidianità, offrendo di conseguenza metodi di risoluzione.

Si tratta di occasioni in cui il linguaggio viene però quasi messo in secondo piano,a favore dell’idea di una generazione che fatica a trovare la giusta attenzione per migliorare e dare maggior risalto al proprio messaggio.

Del resto, la letteratura, lo strumento più efficace da adottare per perfezione il proprio modo di esprimersi, viene spesso lasciata da parte, a favore di altri mezzi di scambio comunicativo che non hanno, e non avranno mai, lo stesso valore educativo. Gli stessi “classici” infatti vengono raramente riconosciuti come un mezzo per dare più solidità e autenticità, allontanandosi dal pensiero comune che la loro utilità sia limitata allo studio di un singolo autore, pensiero e contesto storico.

millennials
Calvino

A questo proposito Calvino avrebbe da ridire.

Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire.

Per questo infatti nella sua analisi Ricci inserisce alcuni richiami letterari.

È quindi necessario riconoscere che i millennials possano offrire una visione del mondo nuova, vista anche dagli occhi di chi ha voluto modificare il proprio linguaggio per andare alla stessa velocità dei cambiamenti sociali e comunitari che hanno investito la nostra epoca. Tuttavia, per comprendere appieno i messaggi che gli adolescenti vogliono trasmettere al mondo bisogna innanzitutto far sì che possano sfruttare al meglio i giusti espedienti culturali, così che il loro linguaggio sia all’altezza dei contenuti che vogliono trasmettere. Solo così è infatti possibile far giungere il loro messaggio a più persone possibili e far sì che esso susciti un adeguato interesse.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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