Dior, lo stilista dei sogni: 70 anni di stile e bellezza in mostra a Parigi

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Dior, lo stilista dei sogni: 70 anni di stile e bellezza in mostra a Parigi

tailleur Bar

Entriamo in un sogno, entriamo in una fiaba… entriamo nel Musée des Arts Décoratifs di Parigi per ammirare non capolavori di arte antica, ma oltre 300 abiti ed accessori firmati Christian Dior (Granville, 21 gennaio 1905 – Montecatini Terme, 24 ottobre 1957) esposti in una spettacolare retrospettiva. Fino al 7 gennaio 2018 nelle sale del museo si celebrano i 70 anni della creazione della Maison nella mostra Christian Dior, couturier du rêve (sarto del sogno), la più grande mai organizzata al mondo e la prima in Francia da trent’anni. Emozioni, storie vissute, affinità, ispirazioni, creazioni passate e presenti connettono una selezione di oltre 300 tra vestiti, cappelli, borse, scarpe, profumi e gioielli realizzati dal 1947 ad oggi.

Insieme alla storia dello stilista e della sua Maison, la mostra cronologica traccia anche la storia della haute couture, l’alta moda francese, e di come Dior abbia rivoluzionato e continui ad influenzare il modo in cui vestiamo a partire dal famoso New Look, lo stile della prima collezione presentata il 12 febbraio 1947 nella sua boutique di Avenue Montaigne n.30.

Diabolique rosso

Dopo gli anni di guerra in cui le donne indossavano abiti dallo stile austero e mascolino, Dior esalta le linee del corpo femminile con abiti strettissimi in vita, aderenti sui fianchi e dalle spalle arrotondate per valorizzare le curve della figura (le famose gonne a corolla), di taglio accurato e in tessuti preziosi. Il nuovo stile ebbe subito successo perché esprimeva una femminilità moderna e sensuale: le donne di tutto il mondo volevano indossare i suoi modelli e tuttora gli stilisti continuano a imitarlo nelle loro creazioni. Le novità del couturier si sintetizzano nell’abito esposto nella prima sala, Diabolique del 1947 che colpisce l’osservatore per il colore rosso fuoco, ma soprattutto per la struttura rivoluzionaria, dalla gonna a corolla come i petali di un fiore al vitino di vespa…

Christian Dior

La mostra è divisa in settori: alla biografia dello stilista seguono le prime passioni – il collezionismo, la galleria d’arte, la moda, la fotografia e il cinema, i fiori – i modelli artistici e culturali che lo hanno ispirato, le collaborazioni con i singoli stilisti della sua azienda.

Nelle prime sale attraverso filmati, lettere, fotografie ed oggetti a lui appartenuti ci possiamo fare un’idea della storia e del carattere di Dior ma soprattutto della sua rivoluzione stilistica. Scopriamo così che Dior frequentava Giacometti, Dalí, Calder, Leonor Fini, Max Jacob… amava oggetti d’antiquariato e d’arte, era collezionista di Art Nouveau, decoratore affascinato dal XVIII secolo e appassionato di giardini. I suoi primi abiti erano pieni di riferimenti a pittura e scultura, a carte da parati, tessuti, porcellane e chinoiserie.

Nelle sale successive (Colorama) gli abiti e gli accessori abbinati sono suddivisi in una sorprendente scala cromatica; altre invece sono tematiche, come quelle dedicate alle contaminazioni con il gusto e le tradizioni di paesi esotici o momenti storici (il Settecento su tutti nella sala Trianon), o quella sull’impiego di stampe e fiori. La scenografa Nathalie Crinière presenta questi temi anche attraverso gli ambienti che Dior amava: una galleria d’arte, un atelier, una strada, un boudoir, i viaggi e un giardino incantato, che sottolineano il legame tra la Maison e il mondo dell’arte.

La mostra prosegue con un display cronologico che copre i 70 anni dal 1947 al 2017, mostrando l’eredità dello spirito Dior negli anni. La forma iconica del tailleur Bar in avorio e nero, manifesto della prima sfilata che incarna il New Look, apre la porta a questo viaggio nel tempo.

Soirée Brillante

Ma lo spirito di Dior è reso eterno anche dai diversi direttori creativi che hanno proseguito il suo lavoro dopo la morte. A queste figure è dedicata una successione di sei gallerie che analizzano come i loro modelli hanno reinterpretato, pur rimanendogli fedeli, la visione di alta moda del fondatore. La scelta audace del giovane Yves Saint Laurent è stata seguita dalle linee più razionali di Marc Bohan, dall’esplosivo Gianfranco Ferré, dal punk di John Galliano, per finire con la dichiarazione minimalista di Raf Simons e da Maria Grazia Chiuri, prima ed unica donna, con la sua visione femminista della moda.

La mostra termina nella grande navata trasformata in una spettacolare sala da ballo ispirata alla Sala degli specchi di Versailles per la presentazione di una serie di sontuosi robes de soir (abiti da sera) tutti in tessuti preziosi, oro o cristalli. Alcuni di queste sono stati indossate dalle famose clienti che hanno contribuito a costruire il successo della Maison Dior, tra cui Marlene Dietrich, Grace di Monaco, Lady Diana, Charlize Theron, Jennifer Lawrence ecc. Un membro insolito e spettacolare di questa famiglia perché completamente coperto di cristalli Swaroski è il capolavoro di nome Soirée Brillante, già presentato al Musée des Arts Décoratifs nel 1955 ed oggi reinterpretato da Maria Grazia Chiuri.

La maggior parte delle opere di questo ambizioso progetto provengono dalla Collezione Dior Héritage; i pezzi rimanenti sono prestiti speciali del Musée des Arts Décoratifs, del Metropolitan Museum of Art di New York, del Victoria and Albert Museum di Londra, oltre a prestigiose opere d’arte provenienti dalle collezioni del Louvre, del Musée d’Orsay, dell’Orangerie, dal castello di Versailles, dal Centre Pompidou e da numerose collezioni private. Insomma, questa straordinaria esposizione riesce veramente ad emozionare e a trasformare in realtà i sogni e ‘immaginazione, sfiorando la linea di confine che separa la moda dall’arte. 

Non uno stilista o un profumiere, dunque, ma un grande artista, instancabile ricercatore del bello: ecco chi era Christian Dior.

Christian Dior, couturier du rêve
Musée des Arts Décoratifs, Parigi
Dal 5 luglio 2017 al 7 gennaio 2018

Denise Alberti per MIfacciodiCultura

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