La nuova frontiera dei Social: i sondaggi. La nostra vita è in balia delle opinioni altrui?

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La nuova frontiera dei Social: i sondaggi. La nostra vita è in balia delle opinioni altrui?

In guerra continua tra di loro, i social network più utilizzati sembrano inseguirsi a vicenda più che introdurre novità in quello che è il loro utilizzo e così dopo Snapchat, anche Instagram ha introdotto la possibilità di inserire sondaggi nelle Stories degli utenti. Da qualche giorno infatti gli utilizzatori di questo seguitissimo social (a giugno 2017 contava 800 milioni di utenti attivi) potranno porre delle domande ai propri follower per poi vedere le risposte in tempo reale.

Instagram Stories, follower, sondaggi. Almeno siamo tutti a conoscenza di quello di cui stiamo parlando? Gli utenti di Instagram sono abituati a condividere tutto quello che fanno e che vivono tramite la pubblicazione nelle loro Stories di foto o video con coloro che seguono il loro profilo (i cosiddetti Followers). Cosa permette loro di fare questa nuova funzione? Semplicisticamente funziona così: dopo aver scattato una foto o registrato un video da postare nelle Storie basterà selezionare il nuovo “sticker sondaggio”, formulare la domanda e personalizzare le due opzioni di risposta. I followers potranno votare esprimendo la propria opinione al riguardo e l’autore della storia potrà conoscere in tempo reale ogni singolo voto e quale delle due opzioni è la più votata.

A rileggere quanto scritto sembra di trovarsi di fronte a qualcosa di incredibile. Sembra davvero che non ci sia più limite. Che fine ha fatto la libertà di scelta? Siamo davvero così in balia del condizionamento tanto da sottoporre ogni decisione della nostra vita a persone che, nella maggior parte dei casi, sono perfetti sconosciuti? Potrei anche dar ragione a chi grida all’esagerazione di fronte a queste domande. Potrei, se pensassi che l’utilizzo di questa nuova funzione di Instagram non finisca per essere travisata. Pensiamo ad esempio all’utilizzo che ne potrebbero fare le aziende per sondare gusti e opinioni dei possibili clienti: questa applicazione sembra sostituire perfettamente quelle che erano le telefonate commerciali o le dimostrazioni di prodotti fatte direttamente nei punti vendita con lo scopo di conoscere il parere di potenziali acquirenti sul prodotto proposto. In questo caso è più che normale utilizzare uno strumento come Instagram che permette, nel giro di 24 ore, di raccogliere dati da milioni di possibili compratori.

Manca però, in questo specifico caso, il contatto diretto. Tutto viene sostituito dallo schermo piatto e freddo di tablet e smartphone. Una società interconnessa in cui il rapporto umano tra le persone è ridotto ai minimi termini. Una società interconnessa in cui si finisce per sottoporre all’opinione altrui scelte del tutto personali come possono essere quella di un vestito da comperare o indossare, quella di un regalo da fare, quella di un ristorante dove mangiare o di un posto da visitare. In base a cosa gli utenti daranno le proprie risposte se ci si trova di fronte solo ad una foto o un video? Opinioni e pareri. Di questo dovrebbe trattarsi, tali dovrebbero rimanere. A malincuore viene da pensare che l’uso distorto che troppo spesso viene fatto dei Social finirà per estendersi a questa nuova funzione. Se, teoricamente, si tratta solamente di fornire una risposta tramite un adesivo non possiamo non prendere in considerazione tutte le opinioni e i giudizi non richiesti che potranno arrivare in seguito. Di storie di cyber bullismo sono pieni i giornali e non parliamo solo di quello che colpisce le persone ma anche di quello indirizzato a locali e attività commerciali. Persone, oggetti e attività accomunate tutte dallo stesso triste destino. Quello di vedersi “riconosciute” e “accettate” solo tramite l’apposizione di un’etichetta su un Social. Quanto di più triste possa esserci. Il rischio che questa storia finisca così c’è e sarebbe bene non sottovalutarlo.

Daniela Dragoni per MIfacciodiCultura

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