Museo Diocesano: il Capolavoro per Milano 2017 è l'”Adorazione dei pastori” del Perugino

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Museo Diocesano: il Capolavoro per Milano 2017 è l’Adorazione dei pastori del Perugino

L’iniziativa Un Capolavoro per Milano del Museo Diocesano di Milano giunge alla sua decima edizione: l’originale idea di esporre un’importante opera alla volta permettendone un insolito approfondimento è stata vincente, perciò anche in questo 2017 è giunto il momento di scoprire quale maestoso dipinto sarà ospitato dal museo attiguo alla chiesa di Sant’Eustorgio. L’Adorazione dei pastori del Perugino (Pietro di Cristoforo Vannucci Città della Pieve, 1448 circa – Fontignano, febbraio 1523) è l’opera di quest’anno, giunta nel capoluogo lombardo dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia. Di grandi dimensioni (263×147 cm), il dipinto venne realizzato su commissioni frati agostiniani nel 1502 e faceva parte di un articolato polittico pensato per la chiesa di Sant’Agostino a Perugia.

L’esposizione è stata curata dai due direttori dei rispettivi musei, Nadia Righi Diocesano e Marco Pierini Galleria Nazionale, che hanno trovato una vincente sintonia per rendere possibile l’esposizione dell’Adorazione a Milano. Pierini in occasione dell’inaugurazione, ha raccontato la nascita dell’opera: L’Adorazione dei pastori è un’opera incompiuta che faceva parte di un complesso sistema che comprendeva circa 30 tavole, la cui caratteristica era quella di essere dipinte da entrambi i lati, andando a creare un magnificente polittico alto circa otto metri. Nel 1523 il Perugino muore lasciando, appunto, il suo lavoro non terminato: a quel punto, le opere vengono prese e spostate dalla loro collocazione originale ed alcuni “pezzi” valicano il confine. Se la maggior parte, circa il 70%, è conservato proprio a Perugia, il restante 30 è sparso per il mondo.
Interessante osservare come il Perugino avesse dunque strutturato le tavole, finalizzate ad essere viste e comprese a seconda della loro collocazione. L’Adorazione dei pastori era pensata per essere vista dai frati, perciò doveva invogliare alla preghiera e la meditazione, osservandola doveva portare al raccoglimento quindi alla sacralità della fede.

Per noi questa è una vetrina importantissima perché Perugia viene da un anno disastroso che è la conseguenza di una cattiva comunicazione sul terremoto. Il terremoto a Perugia quasi non c’è stato, nessuno se ne è praticamente accorto, purtroppo se ne sono accorti molto a Norcia, che è in provincia di Perugia, ma a un’ora e venti minuti di macchina. Quindi il calo delle presenze in città che c’è stato nei sei mesi successivi è tutto dovuto a una comunicazione sbagliata.

Questa parole di Marco Pierini ci mostrano dunque la duplice valenza dell’esposizione: avvicinare sì il maggior numero di persone all’arte, molte delle quali magari più pronte ad avventurarsi in questo mondo cominciando con un quadro, ma anche far conoscere l’Umbria ed in particolare Perugia, colpita dalla cattiva informazione a causa del terremoto. Ecco spiegate le parole di Pierini, che ci tiene quindi a sottolineare come il capoluogo umbro sia più che mai in forma, pronto ad accogliere visitatori, turisti e viaggiatori.

Capolavoro per Milano 2017: Perugino, Adorazione dei pastori (1502)
A cura di Nadia Righi e Marco Pierini
Museo Diocesano, Milano
Dal 20 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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