La Scugnizzeria: la prima libreria gestita da “spacciatori” di cultura che “sognano il sogno impossibile”

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La Scugnizzeria: la prima libreria gestita da “spacciatori” di cultura che “sognano il sogno impossibile”

Una bisca clandestina di creatività e spirito d’iniziativa in una delle zone più difficili di Napoli: è stata aperta a settembre, tra Melito e Scampiala Scugnizzeria, una particolare libreria definita prima “piazza di spaccio di libri” che ha il sogno di riabilitare il quartiere tristemente noto a nord di Napoli.

Da anni gli abitanti di Scampia lottano contro il pesante fardello di un’eredità indesiderata che ha popolato le venue e i luoghi di incontro più comuni con spacciatori, ladri e delinquenti di ogni sorta, tramutandosi passivamente in normalità. Un’eredità che marchia a vita e che, senza fare distinzioni, condanna i suoi abitanti – e più in generale i napoletani – a sottostare inermi a giudizi stereotipati. In questa anormale normalità, l’intraprendente Rosario Esposito La Rossa (editore e scrittore nato a Scampia) con la sua Associazione Voci di Scampia (Vo.di.Sca), ha un progetto ambizioso e fuori dal comune (di Napoli, ça va sans dire): mostrare l’altra faccia di Scampia e mettere a disposizione delle nuove generazioni una seconda possibilità, un’alternativa che in passato non c’era e che obbligava a percorrere una strada a senso unico. L’intento è quello di creare nuove opportunità che siano alla portata di tutti, affinché nessuno possa più rifugiarsi in un semplicistico “non avevo scelte”.

Rosario Esposito La Rossa
Rosario Esposito La Rossa

Oggi quella scelta c’è ed è gravida di iniziative in ogni forma d’espressione. Non solo libri “terroni” (perché promuovono l’editoria del Meridione), ma tantissime altre iniziative tra le quali spicca quella del libro sospeso: questa pratica permette, a chi lo volesse, di comprare oltre ad un libro per sé, anche di pagarne un altro al prossimo acquirente che non possa permetterselo; un’abitudine che richiama quella più famosa del caffè sospeso e che trova le sue radici nella generosità innata del popolo napoletano. Inoltre, verrà aperta La Scuola di Recitazione curata da Maddalena Stornaiuolo (attrice e co-fondatrice di Vo.di.Sca), dove avranno luogo stage, meeting con maestri del teatro italiano e verranno allestiti spettacoli teatrali. Il teatro, infatti, assume una valenza ancor più significativa in questi luoghi dato che, come Rosario Esposito La Rossa afferma in una video-inchiesta sul Corriere della Sera, esso permette ai bambini di Scampia non di indossare una maschera, ma di togliere «la maschera che la subcultura impone loro di indossare». E ancora il Tg delle Buone Notizie che verrà registrato alla Scugnizzeria con teli chroma key e riporterà solo notizie riguardanti quanto di positivo accade nei quartieri più degradati, per dimostrare che qualcosa di buono, effettivamente, c’è. Ci sarà, inoltre, un Ospedale dei Libri, un magazzino dove, soprattutto ai detenuti, verrà data la possibilità di imparare ad aggiustare libri usurati dal tempo:

È bello pensare che delle persone imparino ad aggiustare dei libri e quindi ad aggiustare delle storie. E allo stesso tempo finiscono per aggiustare la propria di storia.

Rosario Esposito La Rossa

Una seconda possibilità, per tutto e tutti.

Un’altra iniziativa sarà quella dei “pizzini della legalità“, con una versione cartacea e una digitale: questi permetteranno – il primo grazie ad un taccuino, il secondo tramite Qr code – di informarsi sulla storia di esemplari personalità che hanno lottato contro la criminalità organizzata (Don Peppe Diana, Peppino Impastato, Giancarlo Siani) e delle sue vittime innocenti. E proprio ad una delle vittime innocenti di questo cancro sociale è dedicato il calcio balilla presente nella Scugnizzeria. Si trova lì in ricordo di Antonio Landieri, ragazzo 25enne e cugino di La Rossa, morto per sbaglio mentre giocava la sua ultima partita a quel gioco che, per via della disabilità, poteva praticare solo ad un tavolino. Un monito per tutti quelli che frequentano la libreria e desiderano giocarci, ai quali si chiede di partire da un punteggio diverso da 0-0 per proseguire idealmente quella stessa partita durante la quale la vita di Antonio fu portata via.

Scampia c’è e sta cavalcando l’onda del proprio riscatto sociale distribuendo le armi più pericolose al mondo: quelle della cultura e della conoscenza, per formare una generazione consapevole. Acquisire una prospettiva diversa che non comporti la rassegnazione ad un destino infame, ma che promuova una visione completa sulle innumerevoli possibilità offerte dalla vita. Plasmare una coscienza critica capace di sospettare dei pregiudizi, di reagire alle ingiustizie, ai soprusi e di non darla vinta ad accidentali condizioni sfortunate che inibiscono le innate potenzialità possedute dal singolo: questo è il grande potere della cultura, «l’unica droga che dà indipendenza» e che deve essere messa a disposizione di tutti.

Valeria Bove per MIfacciodiCultura

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