Il MAAT di Lisbona: opportunità fra tradizione e innovazione

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Il MAAT di Lisbona: opportunità fra tradizione e innovazione

Nella sua forma slanciata e sinuosa, nel dinamismo della modernità e nelle radici della tradizione, il maestoso MAAT, museo di arte, architettura e tecnologia, sprigiona la propria essenza di innovazione e armonia con il territorio. Inaugurato nel dicembre 2016, è già diventato un emblema sia per Lisbona che per l’intera realtà portoghese.

La conformazione dell’edificio è sicuramente il primo aspetto strabiliante: sviluppato in orizzontale, con forme morbide e flessuose, si apre verso l’esterno come un’onda sul punto di avvolgere ciò che gli sta dinanzi. Questa caratteristica è il frutto di una componente essenziale dell’idea da cui sorge il MAAT, ossia il rapporto quasi simbiotico con il fiume Tago di Belém, su cui il museo si adagia come se ne fosse un’estensione.

Ma non solo: anche l’area verde circostante è pensata per essere parte integrante dell’architettura, frutto dell’accurata progettazione architetto libanese Vladinir Djurovic. Grazie a questo rapporto con l’ambiente naturale, il museo diviene quindi fruibile non solo per chi ha intenzione di visitarlo, ma anche per coloro che passano del tempo all’aria aperta nei pressi del fiume. Integrazione delle morfologie naturali, dunque, ma anche di preesistenze edilizie: le strutture che facevano parte della vecchia centrale termoelettrica di Tejo, sono stati infatti ricostruiti per dare vita a nuove aree espositive, entrando così anche in un’ottica di riqualificazione e recupero del tessuto edilizio cittadino. A questo complesso viene addizionata poi l’area d’ingresso, detta Kunsthalle, progettata dallo studio Al A dell’architetto britannico Amanda Levete.

Amanda Levete

Il MAAT è però anche un ottimo esempio di legame tra tradizione e innovazione: tecnologicamente parlando, è un museo che vanta soluzioni all’avanguardia e di ultima generazione, ma conserva al contempo caratteristiche che riecheggiano le costruzioni tipicamente portoghesi. Il rivestimento delle facciate, per cui sono state commissionate ben 15mila piastrelle smussate in modo da conferire un effetto lievemente frammentato ma fluido al tempo stesso, attinge infatti dalla radicata tradizione delle ceramiche locali. È proprio la ceramica a donare una piacevole luminosità al museo, che riflette in questo modo la calda luce del sole specchiandosi al contempo nelle acque con tonalità intense e gialle, come spesso accade negli edifici mediterranei. Ed è proprio la mediterraneità, nonostante l’apertura verso l’oceano, ad essere un po’ la particolarità di Lisbona.

Il MAAT, e in particolare la Kunsthalle, è però anche l’espressione del concetto di una ricerca volta alla congiunzione tra il fiume il mondo, come voluto dall’architetto Levete.

Il tetto è una sala esterna, una riconnessione fisica e concettuale del fiume, cuore della città, dove i visitatori possono godere della vista del paesaggio urbano e di notte, seduti sulla gradinata, guardare un film con Lisbona come sfondo.

La copertura è uno dei punti di forza più significativi del MAAT. Essendo fruibile come una piazza, rafforza un’idea di museo concepito come spazio sociale, per essere pienamente vissuto dai cittadini di Lisbona e non solo dai visitatori. Ma è diventata anche un’occasione positiva per il lungofiume: in un certo senso escluso dalla città per la presenza dei binari ferroviari, diviene nuovamente valorizzato grazie alla riprogettazione pensata per il museo.

Il MAAT è quindi un’architettura nata per essere una costante unione, un costante legame, una continua ricerca di rapporti: tra passato e futuro, tradizione e innovazione, fiume e mondo oltreoceano, fiume e città. Ma soprattutto, come dice il nome stesso, è uno spazio pensato convergere in se stesso arte, architettura e tecnologia. L’edificio e la sua armonia con il contesto racchiudono già ampiamente questi tre concetti principali, ma è ancora da definire in maniera precisa quali mostre verranno ospitate e cosa accoglieranno i vari spazi espositivi. La sinergia tra arte, architettura e tecnologia, che sono in un certo senso l’una l’evoluzione dell’altra, è qualcosa di profondamente intrinseco e radicato, ma la varietà degli spunti possibili ha originato un dibattito tra le istituzioni e la fondazione Edp, che ha finanziato il progetto. Si tratta dunque di comprendere quale sarà il profilo culturale, quali saranno i focus e le linee direttrici che guideranno l’attività del museo.

Il MAAT possiede delle qualità tali da renderlo uno spazio che abbraccia tematiche artistiche, architettoniche, tecnologiche, sociali, ambientali, naturalistiche, paesaggistiche, e tante altre che renderebbero questo elenco ben più esteso. Ma soprattutto, è un’occasione per Lisbona. È un’apertura alla modernità, testimone di una politica volta all’internazionalità e determinata nel dare nuovo slancio alla città in termini di innovazione e progresso. Lisbona acquisisce dunque sempre più chance per diventare un punto di riferimento tra le capitali europee, dal punto di vista culturale ma anche tecnologico. Si evolve sempre di più una città viva, giovane ed fervente, che accoglie le novità facendone il proprio punto di forza, ma senza dimenticare le tradizioni e le origini che l’hanno resa tale. In quest’ottica di rinnovamento ed energia, il MAAT è sicuramente un’iniziativa splendidamente riuscita e ricca di infinite potenzialità.

Adele Pittorru per MIfacciodiCultura

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