#COGITOERGOSUM – Lo smartphone: la malattia mondiale del Duemila

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#COGITOERGOSUM – Lo smartphone: la malattia mondiale del Duemila

Uno studio di Counterpoint Research sull’utilizzo dello smartphone rileva alcuni dati allarmanti: la metà degli utenti lo usa in media 5 ore al giorno, che salgono a 7 per circa un utente su quattro (il 26%).

Ragioniamo per eccesso al negativo: una giornata ha 24 ore; in media di queste un gruzzolo di circa 8 viene “speso” dormendo e un’ulteriore di una decina è impiegato per le attività lavorative e gli spostamenti. 24 meno 18, anche a esser ottimisti, fa sempre 6. Questo è circa l’ammontare di ore di veglia che un individuo ha a propria disposizione come tempo libero quotidiano: ma se 5/7 ore vengono davvero passate allo smartphone, cosa resta di questo tesoretto? 

Nulla.

Questo azzeramento, è facile capirlo, ruba attimi preziosi alla nostra socialità, alle nostre attività famigliari e alla nostra esigenza di recharging. 24 ore sembrano tante, ma la frenesia della vita e l’impegno quotidiano portano a veder ridurre drasticamente il tempo libero: la variabile dello smartphone diviene così una vera cesura tra modi sani e insani di “vivere” questo spazio temporale.

A chi intenda obiettare che in quel dato di uso dello smartphone è compresa una serie di funzioni legati alla socialità come il poter telefonare ai cari o agli amici, è doveroso far notare come la ricerca sopra citata abbia dimostrato che la maggior percentuale di utilizzo di queste tecnologie è dedicata al gioco o all’uso di social network. Fare i conti in tasca all’umanità 2.0 non significa polemizzare, bensì prendere coscienza di un dato, allarmante. Di fronte al risultato di una lampante operazione matematica non si può guardare inermi: bisogna attivarsi e fare qualcosa… sempre che se ne abbia ancora il tempo.

Francesco Girolimetto per MIfacciodiCultura

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