Voglio vivere veggie. Storia, filosofia e curiosità della vita senza carne

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Voglio vivere veggie. Storia, filosofia e curiosità della vita senza carne

Quello tra uomo e carne è un rapporto sempre più complesso.

LE ORIGINI. Scrive Esiodo ne Le opere e i giorni che un tempo, durante la mitica Età dell’Oro, l’umanità sopravviveva grazie al dono spontaneo di frutta e verdura che gli alberi facevano, senza che l’uomo dovesse coltivare un campo o piantare un seme. La violenza e l’uccisione non esistevano, così come il ferro per produrre armi. Tutto cambiò con l’età del Bronzo, quando – appunto- dall’introduzione del micidiale metallo, l’uomo iniziò a uccidere gli animali e a cibarsene, ormai costretto al lavoro dopo una serie di funeste vicende mitiche.

Nella realtà dei fatti, sappiamo che uno dei primi a praticare la dieta vegetariana per scelta fu il filosofo Pitagora nel VI secolo a.C. Questo stile di vita era conseguente alla dottrina della metempsicosi, cioè alla credenza che dopo la morte l’anima trasmigrasse direttamente in un altro corpo… umano o animale! In un mondo dove la carne era considerata un alimento pregiato e sacro, una decisione del genere suscitava sicuro stupore, se non scherno. Al poeta Senofane si attribuisce un detto secondo cui Pitagora una volta avesse rimproverato un tale di aver maltrattato un cane, in cui aveva ravvisato l’anima di un suo amico defunto. Tra gli altri vegetariani celebri della storia figurano anche Epicuro, Seneca, Gandhi, Voltaire, Tolstoj, Berluscon, Lisa Simpson e Leonardo da Vinci, il quale afferma:

Se realmente sei, come ti descrivi, il re degli animali – direi piuttosto re delle bestie, essendo tu stesso la più grande! – perché non eviti di prenderti i loro figli per soddisfare il tuo palato, per amor del quale ti sei trasformato in una tomba per tutti gli animali?

OGGI. Ma nel presente, com’è la situazione? Credo che tutti abbiamo discusso almeno una volta, e da diverse posizioni ideologiche, del vegetarianismo. Ora è lecito chiedersi se la percezione della diffusione di questa dieta sia pari alla realtà effettiva, e non falsificata dalla maggiore produzione di alimenti veg, dalla pubblicità e dai recenti dibattiti. I rapporti Eurispes 2016 attestano che in Italia l’8% della popolazione sia vegetariano e lo 0.6% vegano. Dunque, quasi un italiano su 10 ha rinunciato alla carne. Certo è niente in confronto all’India, Paese dove la tradizione alimentare vegetariana è radicata da secoli: il 40% degli indiani è vegetariano. Ai poli opposti – geograficamente e tendenzialmente – ci sono ovviamente gli USA con un consumo di carne pro capite pari a ben 120 kg. Per quanto riguarda l’Europa, la top 3 dei Paesi più “verdi” ospita al primo posto la Gran Bretagna (11%), seguita da Austria (7-11%) e Germania (come l’Italia). I dati sembrano, quindi, confermare l’aumento delle tendenze veggie-friendly.

I MOTIVI. Altra domanda a cui ormai è necessario rispondere è: conviene essere vegetariani? Premetto di essere un’accanita divoratrice di carne simpatizzante per i vegetariani: in pratica, mi piacerebbe tanto passare dal filetto alla carota, ma proprio non ce la faccio. Dunque non prendete le mie parole come una sfilza di affermazioni ipocrite, ma come il buffo sforzo di un novello Zeno Cosini di smettere di fumare. In primo luogo, i motivi etici. È ormai confermato dagli studi che se i vegetariani fossero di più, il pianeta ne beneficerebbe dal punto di vista dei consumi di acqua e produzione di gas serra, nonché inquinamento del suolo. Ne è poi un’inevitabile conseguenza la diminuzione di assassinii animali: si calcola che in Italia si uccidano 600 mila animali l’anno, mentre nel mondo la cifra arriva fino a 70 miliardi. Circa 10 volte l’umanità: dati che danno da pensare. Per quanto riguarda la salute, recenti ricerche hanno affermato che la dieta vegetariana, con le dovute precauzioni mediche (ovvero l’integrazione adeguata di proteine e ferro da altri alimenti), sarebbe in grado di risparmiare circa 7 milioni di vite umane all’anno, diminuendo le patologie cardiovascolari, ma anche tumori e il rischio di obesità. E questo equivarrebbe a un risparmio sanitario di 1000 miliardi di dollari l’anno.

Logo della linea cosmetica veg Lime Crime

GLI ESTREMI. Come per ogni cosa, nella vita ci vuole moderazione. L’eliminazione della carne produce effetti benefici, purché sia inserita all’interno di una dieta bilanciata. I vegetariani considerati “estremisti” sono i vegani, anch’essi in progressivo aumento (circa l’1% della popolazione italiana), che rifiutano non solo l’assunzione di carne e derivati – contrariamente ai vegetariani che consumano anche latte e uova – ma anche l’uso di prodotti non testati sugli animali o di origine animale. Per questa dieta gli studi confermano i benefici sulla salute, però al contempo allarmano circa i rischi di gravi carenze proteiche e di malnutrizione, soprattutto nello stadio infantile.

A fianco dei vegani, molti sono i lifestyle alimentari curiosi nati a partire dal 1800 (quando nacque il veganesimo) e derivati dal vegetaraneismo. Abbiamo il crudismo, che vi lascio immaginare dal nome cosa sia (sì, prevede il consumo crudo di ogni alimento, anche la carne); il fruttarismo, la dieta a base di soli vegetali consegnati spontaneamente dalla natura, cioè caduti dagli alberi. Si dice che Steve Jobs fosse fruttariano e che Ashton Kutcher, seguace anch’egli di questa dieta per le risprese del film biografico su Jobs, abbia avuto dei gravi scompensi glicemici per il breve tempo in cui si nutrì di sola frutta… L’ultima moda in fatto di diete è la paleo, che prevede di cibarsi solo di alimenti presenti nel Neolitico e di cucinarli come i primitivi; tuttavia, i suoi presupposti sono errati, in quanto i cavernicoli non avevano una vera e propria “dieta”, ma si cibavano di ciò che trovavano per sopravvivenza, non per velleità. Infine, abbiamo i mangiatori di solo pesce (pescetariani) e i semivegetariani, coloro che limitano più o meno strettamente il consumo di carne e derivati. In soldoni, gli eterni indecisi. Un po’ come tutti noi di fronte a questo variegato panorama.

Giulia Fusè per MIfacciodiCultura

 

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