Mario Coppola, designer dinamico in mostra alla Fondazione Plart

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Mario Coppola, designer dinamico in mostra alla Fondazione Plart

Mario Coppola

Ha inaugurato sabato la mostra personale dall’architetto e designer Mario Coppola dal titolo Cosmogonie, curata da Angela Tecce, presso la sede della Fondazione Plart di Napoli. L’inaugurazione della mostra è rientrata nel programma della Tredicesima Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI-Associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani e  rimarrà nella sede napoletana fino al 22 dicembre 2017.

La mostra sviluppa la sua origine attorno alla figura della Dafne, che Coppola indica come punto di massimo respiro critico della sua poetica. Il suo pensiero ruota attorno a fondamenti concettuali che hanno contrassegnato la storia e la storia dell’arte lungo tutti i secoli. Il mito e la cultura classica in generale hanno da sempre trovato riscontro nella rappresentazione artistica grazie ai grandi maestri, in particolare nei periodi rinascimentale e barocco.

Apollo e Dafne

Certamente, il designer Mario Coppola vuole cimentarsi in un dialogo con il passato e lo fa proponendo lo stesso tema ma con varianti che non riguardano solamente la modalità di rappresentazione, ma si pone direttamente in relazione ad una tesi di pensiero attuale. Ovvero, si domanda costantemente in che modo l’arte, come anche il design, possa misurarsi con una base storica e culturale così forte mentre si trova a dover fare i conti con uno sviluppo sociale in divenire, una progressione al futuro che incalza in ogni campo disciplinare e storico.

Il rapporto tra l’uomo e la natura si confronta con il mondo tecnologico e della macchina, un discorso che è stato già proposto dalle idee rivoluzionarie di un Boccioni e un Duchamp, ma che trovano tutti una reminiscenza nei capisaldi della rappresentazione scultorea del dato naturale, ovvero Michelangelo in primis e Bernini poi.

Proprio Gian Lorenzo Bernini ha affrontato il tema dell’Apollo e Dafne attraverso una resa del tutto stravolgente rispetto ai canoni rinascimentali. Difatti, con quest’opera egli esprime al meglio i cardini del barocco, rende cioè il momento di massima azione ed intensità nel movimento.

Mario Coppola si avvale della stessa funzione attraverso l’uso di un materiale innovativo, ponendo le basi per un discorso che abbraccia l’idea dell’opera d’arte e di design come mezzi per integrare la visione dello spazio nella sua interezza e complessità. La Dafne di Coppola, come le altre opere esposte, vanno così a dialogare non solo con la tradizione artistica e con i concetti di natura e uomo, ma anche con il luogo che le ospita.

Colonnorgano

È interessante inoltre il procedimento che l’architetto utilizza per la creazione delle sue opere, queste sono realizzate in PLA (acido polilattico), una bioplastica interamente ricavata dall’amido vegetale, biodegradabile ed ecologica, stampate in 3d con tecnologia FDM (modellazione a deposizione fusa). L’idea nasce sempre da un elemento naturale, una modella che posa per la Dafne e Apollo reloaded (immagine di copertina), come anche alberi, rami, che vengono fotografati e dall’immagine fotografica si ricavano le scansioni che andranno a formare le stampe 3D.

La fluidità e il coinvolgimento totale e spaziale dell’opera sono frutto dell’esperienza tangibile che Mario Coppola ha elaborato all’interno dello studio dell’archistar Zaha Hadid. In più, l’elemento naturale che viene stravolto e reso difficile dalle forme spigolose e incessanti, si riconduce all’euforia in capo al Futurismo. L’artista, attraverso l’opera architettonica e di design, ribadisce l’importanza e l’unicità della propria cultura, grazie alla quale oggi è possibile rivalutare in senso positivo la società, e attraverso cui cimentarsi in un rapporto con il vicino futuro prossimo.

Nato e cresciuto tra Napoli e Punta Licosa, Mario Coppola coltiva da sempre la passione per l’ecologia, studiando da vicino le forme e il funzionamento degli organismi viventi e delle strutture naturali. Dopo una laurea presso la Federico II di Napoli e un Master al Politecnico di Milano, lavora presso lo studio Zaha Hadid Architects di Londra. Di ritorno a Napoli fonda Ecosistema Studio, dove, in rete con artigiani, imprese campane e collaborazioni internazionali con altri architetti sviluppa e realizza progetti volti a una simbiosi uomo-biosfera e crea oggetti direttamente ispirati ai caratteri di complessità, dinamismo e leggerezza dell’universo contemporaneo.

Cosmogonie
A cura di Angela Tecce
Fondazione Plart, Napoli
Dal 14 ottobre al 22 dicembre 2017

Fabio De Liso perMifacciodiCultura

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