“Loro”: la politica estetizzante nel cinema di Paolo Sorrentino

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Loro: la politica estetizzante nel cinema di Paolo Sorrentino

È probabilmente uno dei film più attesi per la prossima stagione cinematografica. È il regista italiano più apprezzato all’estero e la storia che ci racconterà è quella di uno dei personaggi chiave della nostro Paese: stiamo parlando di Loro, il nuovo film scritto e diretto da Paolo Sorrentino, che vedrà Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi.

Paolo Sorrentino e Toni Servillo

Il film, in fase di preparazione da quest’estate, ha già la sua prima immagine ufficiale. Servillo e Sorrentino sono alla loro quinta collaborazione: i due artisti napoletani hanno già lavorato fianco a fianco per Il Divo, L’uomo in più, le conseguenze dell’amore e La Grande Bellezza. Dopo aver già interpretato un Presidente del Consiglio come Giulio Andreotti nel 2008, Toni Servillo incarnerà i vizi e le contraddizioni di uno spaccato’d’Italia.

Perché un film su Berlusconi? Perché sono italiano e voglio fare film sugli italiani. Berlusconi è un archetipo dell’italianità e attraverso lui puoi raccontare gli italiani.

Così Sorrentino ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a girare Loro. Quest’estate è già trapelata una foto dal set: una schiera di donne in abiti succinti si affaccia su piazza San Pietro. Un’immagine in perfetto stile sorrentiniano, che con pochi elementi chiave è in grado di narrare l’atmosfera di quello che è stato il periodo d’oro di Berlusconi. Provate a immaginarlo, mescolando la poetica e la visione che trapela in tutti i film del regista: colori sgargianti come l’oro che riempie le tasche del leader, luci caravaggesche (le stesse che adombravano Servillo ne Il Divo e Jude Law in The Young Pope), l’ironia tagliente di Jep Gambardella, la malinconia di This Must Be The Place. Tutto ciò sublimato nell’estasi estetica che Sorrentino sa regalarci in ogni suoi film. Il tutto senza rinunciare al tocco pop, che dona ai film dell’artista napoletano momenti pittoreschi destinati a rimanere nell’immaginario collettivo.

Il film è stato acquistato dalla società Focus, che ha dichiarato in merito a Loro:

[…] siamo orgogliosi di lavorare con Paolo in occasione di questo suo nuovo straordinario progetto. Egli è capace di unire humor e umana comprensione, come nessun altro sa fare. “Loro” rappresenta la sua particolare visione di come uno degli uomini più accattivanti del mondo sia riuscito a ridefinire il concetto di potere in un’epoca dominata dai media, come la nostra.

Nel cast anche Elena Sofia Ricci e Riccardo Scamarcio, che ha raccontato già qualcosa del suo personaggio (un ragazzo di provincia che cerca di avvicinarsi a lui, una figura simile a quella di Gianpaolo Tarantini) e del film, che pare essere quasi completo.

Perché Loro? Loro sono quelli in alto, un mondo così lontano che sembra quasi essere un pianeta di un altro sistema, quel sistema che nel 1995 era fatto di corruzione, soldi, lustrini e ipocrisia. Loro sono Silvio, ma anche Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Carlo Bernasconi, Gianni Letta e Marcello Dell’Utri. Loro sono “Ruby Rubacuori” e tutte le ragazze coinvolte nello scandalo di Arcore. Le parole, nude e crude, descrivono il degrado di una fetta di storia della nostra politica. La spogliano di tutti gli orpelli e la lasciano esposta nella sua essenza più totale. Sorrentino, invece, non si sa mai cosa ti tirerà fuori dal suo cappello magico: la cornice mistica di Roma trasformerà un dramma politico e sociale in un circo luminoso e gioioso, una farsa dai toni grotteschi.

La morale sarà chiara a tutti, alla fine, ma resterà comunque impressa negli occhi dello spettatore una sfilata carnevalesca di maschere funebri, una festa con i suoi treni che non vanno da nessuna parte, un personaggio come Silvio Berlusconi che assomiglierà a un clown triste. E i clown, di questi tempi, vanno molto forti al cinema.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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