#COGITOERGOSUM – La lenta agonia dell’informazione

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#COGITOERGOSUM – La lenta agonia dell’informazione

La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa ieri da un’autobomba a Brinjia, a Malta: l’ennesimo attentato all’informazione viene sferrato nel silenzio più assordante di un dibattito che non vuole andare davvero al nervo di questa perversione.

Sull’accaduto indagano le autorità ma di certo rimane il fatto che la cronista, 53 anni, aveva indagato sul coinvolgimento di personalità maltesi nei cosiddetti Panama Papers: pagine scomode per alcune autorità locali, in nome di un progresso tanto sventolato quanto ricacciato verso il basso non appena l’occhio dei media dell’opinione pubblica si distrae.

Daphne Caruana Galizia

Come diceva Gertrude Stein oggi «ognuno ottiene così tante informazioni nell’arco della giornata da perdere il proprio buonsenso». Un vero flusso di demenza dal quale siamo investiti quotidianamente: l’informazione si fa così un’abitudine da strapazzo nella quale chi ascolta perde ogni attitudine al senso critico. Il susseguirsi di episodi come quello di Malta, vere minacce alla logica informativa, rappresentano vertiginose cadute di credibilità da parte del settore informazione: il paradosso che si genera è quello per cui siamo consapevoli di vivere nell’era digitale e veloce in cui l’informazione potrebbe essere un’appendice diretta della nostra quotidianità, ma nonostante questa rilevanza epocale, non ci fidiamo davvero fino in fondo di niente e di nessuno; come se sapessimo di essere i protagonisti di un enorme e insovvertibile gioco di potere superiore. Uno spaesate circolo di indeterminatezza che ci tenta di annientare spesso paga con la propria vita.

Morire per l’informazione non è più un gesto eroico: è invece l’etichetta sgargiante di una società che non funziona, tanto ricca di potenzialità quanto sommersa dall’idiozia.

Francesco Girolimetto per MIfacciodiCultura

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