La Comunicazione nell’era del giornalismo digitale: innovazione, populismo e conoscenza

0 1.225

La Comunicazione nell’era del giornalismo  digitale: innovazione, populismo e conoscenza

Il Giornalismo on-line nasce negli Stati Uniti nel 1992, quando alcune piccole testate giornalistiche decidono di provare a fare il giornalismo sul web per cercare di avere maggiore visibilità. Le grandi testate sbarcano su internet nel 1993, riscuotendo, però, poco successo perchè la versione on-line, oltre ad essere a pagamento, era la copia carbone della versione stampata.

giornalismo
Il nuovo Giornalista tra Social, innovazione e conoscenza

Non tutti i Media Tradizionali inizialmente, e a volte ancora oggi, sono riusciti ad intuire cosa rappresentasse realmente il Giornalismo web e hanno cercato di applicare paradigmi del giornalismo classico cercando di declinarli in chiave attuale. L’errore è stato d’interpretazione, in quanto, non hanno compreso che è un universo completamente nuovo e diverso. Sarebbe più utile cercare di creare una nuova forma di Giornalismo che sia in grado di adeguarsi ai bisogni e alla richiesta dei fruitori. John Della Volpe, Director of Polling dell’Harvard Institute of Politics ed Eisenhower Fellow, ha sottolineato come l’influenza del modo di fruire delle informazioni operata dei cosiddetti “Millennials”, persone nate tra il 1980 e 2000, abbia comportato dei mutamenti sociali che stanno coinvolgendo e cambiando tutti gli aspetti della società. Sottolineando che il modo di fruire dell’informazione di questa generazione, non è solo indicativo della loro predisposizione alla tecnologia, ma intreccia sociologia, psicologia e new media per la creazione di un nuovo contesto di riferimento culturale.

L’avvento dell’Era Digitale ha ampliato l’offerta d’informazione, facilitando la reperibilità di giornali e notizie provenienti da tutto il mondo, sviluppando, così, un pubblico potenziale più numeroso e coinvolgendo, anche, persone che abitualmente non usufruivano dei Media tradizionali.

Il nuovo Giornalismo è basato sulla partecipazione popolare, sul pensiero critico e su un abbattimento dei costi in grado di portare a una democratizzazione dell’accesso alle notizie e all’azzeramento delle distanze nella diffusione dell’informazione. La potenzialità di questa innovazione è grandissima, perché può permettere, ai giornalisti, di far conoscere notizie e di aiutare la comprensione a un pubblico più vasto. I giornalisti classici hanno dovuto, anche, affrontare una sostanziale diversità tra l’attività redazionale di un quotidiano, che ha una sola edizione al giorno, e quella di un giornale digitale che viene aggiornato in tempo reale con il susseguirsi delle notizie ad una velocità impressionante. Il nuovo Giornalismo deve affrontare nuovi linguaggi e nuovi sistemi di comunicazione per poter adeguarsi ai mutamenti sociologici che derivano dalla possibilità creata dal Web.

Alcuni nuovi giornalisti hanno ceduto alle logiche di mercato, scrivendo articoli che catturano l’attenzione, ma sono poveri di contenuti e, a volte, menzonieri pur di aumentare le proprie visualizzazioni e, di conseguenza, i propri guadagni. Così facendo hanno dimenticando che il loro compito è quello di informare e aprire le menti, per creare una visione di comprensione e insieme in grado di muovere l’intelletto dei propri lettori. Per Walter Passerini, ex direttore del Corriere della Sera

la battaglia etico professionale, oltre a quella della competenza, del sapere critico, della curiosità, consiste nel distinguere il mestiere del giornalista dal mestiere del pubblicitario. Il processo produttivo dei Media è determinato dagli introiti pubblicitari e questo contamina anche l’informazione.

Il mondo Giornalistico odierno è rappresentato da vari filoni d’informazione che cercano, loro malgrado, di adeguarsi alle richieste presenti a volte percorrendo strade basate sui facili guadagni, a volte cercando di mutare il loro percorso dal passato al presente e a volte interpretando le necessità dei lettori e creando un nuovo modo di fare informazione. Sta nascendo una nuova generazione di giornalisti con competenze multiple che creano gli articoli adeguandosi alla nuova lingua del web fatta di convergenza tra testo, fotografia, audio, video, gestione dei social e geolocalizzazione. Questa nuova leva deve cercare di comprendere la situazione sociale, la psicologia e le passioni dei suoi fruitori, per trovare la chiave per adattarsi alle loro necessità, non dimenticando di eseguire il compito di ogni Giornalista.

Il nuovo Giornalismo, che si sta e si dovrà delineare, è caratterizzato dal connubio dei fondamentali del giornalismo classico uniti a competenze originariamente disgiunte, come la sociologia, la psicologia e lo studio dei nuovi media. Con queste caratteristiche potrà mantenere il ruolo e la valenza che da sempre gli competono, adeguandosi ai cambiamenti sociali e alle innovazioni.

Chiara Bazzani per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.