“Escher. Oltre il possibile”: al Palazzo Blu arriva Maurits Cornelis Escher

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Escher. Oltre il possibile: al Palazzo Blu arriva Maurits Cornelis Escher

Escher, Mani che disegnano, 1948

Fino all’11 febbraio 2018 a Pisa, presso la prestigiosa sede di Palazzo Blu, sarà possibile visitare la mostra curata da Stefano Zuffi Escher. Oltre il possibile: cento grafiche dell’artista olandese, datate tra il 1917 e il 1963, sono presenti in luogo, affiancate a contenute, ma significative, opere di confronto. Di particolare rilievo la presenza di tre acqueforti di Giovanni Battista Piranesi della serie Carceri d’invenzione, unico precedente diretto e sicuro per Escher (dopo di loro solo Harry Potter, ha affermato simpaticamente il curatore durante la presentazione).

Maurits Cornelis Escher nasce a Leeuwarden, in Olanda, il 17 giugno del 1898 da padre ingegnere: tale origine rimarrà impressa nella sua arte, costellata da figure geometriche. Ad oggi è uno dei più famosi artisti grafici privo di costrizioni, anche se per molto tempo è rimasto escluso dall’attenzione della critica per la sua assenza di somiglianze con le correnti artistiche a lui contemporanee e la non adesione ad alcun manifesto.
Sin da giovane l’artista olandese fu attratto dall’Italia, dove dopo ripetuti viaggi, pianterà le radici, vivendo a Roma per ben 12 anni.
Muore il 27 marzo del 1972 a Laren, questa la sua preghiera:

E allora andiamo a cercare di salire le montagne, senza stare fermi in basso, ma spingendoci verso quello che c’è sopra di noi. Per quanto mi riguarda, le stelle. Amen.

Corridoio di accesso alla mostra

Questa affermazione sembra voler significare per Escher la chiusura di un percorso circolare, in quanto da bambino il padre spesso lo portava ad osservare le stelle. La frase è riportata a Palazzo Blu a conclusione del percorso espositivo.

La mostra, realizzata in collegamento con il Dipartimento Informatico dell’Università di Pisa, si avvale di un interessante apparato illumino-tecnico e di suggestive installazioni multimediali che rendono accattivante la visita per qualunque tipologia di pubblico e fascia d’età, a partire dall’ingresso realizzato come un diaframma che separa il fuori dal dentro mediante un corridoio d’accesso, allestito con la proiezione di una grafica, presente in mostra, scomposta in più parti a formare delle sorte di quinte laterali: Processione nella Cripta (1927). Sono inoltre disposte sulle pareti delle varie stanze frasi dell’artista, ad accompagnamento nel suo mondo fiabesco e ipnotico.

Escher, Stelle, 1948

Escher. Oltre il possibile rappresenta la prima volta per il curatore Zuffi a Pisa ed anche la prima volta con Escher: Zuffi ha saputo, con grande abilità, creare un’occasione di confronto tra arte contemporanea e territorio, sentendo indispensabile legare l’olandese alla città di Pisa. La toscana fu per Escher una rivelazione: si stabilì per la rima volta in Italia a Siena, si sposò a Viareggio e rimase folgorato da San Gimignano e le sue torri. Sono quindi inserite in mostra, poche ma significative, opere d’arte che appartengono al patrimonio culturale di Pisa vicine alle sue scelte stilistiche, come una transenna marmorea proveniente dal battistero, con disegni simili alle sue tassellature di ispirazione araba, e le tarsie lignee con soliti geometrici identici a quelli da lui incisi e vivificati. Tale scelta curatoriale è stata presa a dimostrazione che l’arte vive della propria storia e per questo i grandi nomi sanno riprendere e rielaborare il passato per arrivare a nuove ed originale soluzioni.

Il percorso di snoda attraverso nove sezioni tematiche, all’interno delle quali le grafiche, tutte provenienti dal Gemeentemuseum Den Haag (il museo d’arte moderna de L’Aia), sono disposte in ordine cronologico: Volti, Animali, Oggetti e Riflessi, Geometrie e Ritmi, Paesaggi, L’Artista, Architetture Fantastiche, Nature e Autoritratti. La tiratura dei pezzi è esigua, non supera mai le 30 copie, e le opere ricoprono l’intero percorso artistico dell’incisore a partire dai primi esperimenti sostenuti durante gli studi ai lavori della piena maturità tecnica, appresa dai grandi geni del passato (come il suo connazionale Rembrandt), e stilistica.

Frase in mostra

Nella sala degli Animali è presente il monumentale collage di 20 fogli, Metamorfosi II (1939/40), ripreso nello spazio adiacente sotto forma di un’immersiva installazione accompagnata dalla musica di Bach, melodie che lo stesso Escher suonava per alleviare lo stress.

Nella sezione tematica dedicata a L’Artista risaltano occhi e mani, mezzi per natura fondamentali alla produzione. Occhio, del 1946 all’interno della cui pupilla si intravede il teschio a memoria della guerra da poco terminata, e Mani che disegnano, del 1948, sono icone che ribadiscono la natura artistica di Escher.

Dopo l’ultimo pezzo esposto, primeggia la scritta «Chi sa creare scopre che la meraviglia è dentro di sé»: può questa essere considerata come chiave di lettura dell’intera mostra e del percorso personale e artistico dell’incisore olandese.

In conclusione, ricordo che l’immagine manifesto, Stelle (1948), è stata scelte in ricordo del quinto centenario dalla morte di Luca Pacioli, matematico che, nel suo De Divina Proportione, pubblicò i solidi platonici.

Escher. Oltre il possibile
A cura di Stefano Zuffi
Palazzo Blu, Pisa
Dal 13 ottobre 2017 al 11 febbraio 2018

Greta Canepa per MifacciodiCultura

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