“Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza”: la crisi europea secondo Settis

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Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza: la crisi europea secondo Settis

Salvatore Settis, voce autorevole nel patrimonio culturale italiano, nel suo Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza, edito da UTET e presentato in occasione dell’ultima edizione del festival Dialoghi sull’uomo, fa il punto sulla situazione europea. Perché il Vecchio Continente vive una crisi che non è solo economica e sociale ma è anche culturale: lo scarso o del tutto assente rispetto verso il patrimonio culturale è sintomo che qualcosa negli ultimi 50 anni non ha funzionato.

Settis ripercorre la storia dell’Europa mostrandone la duplice radice ateniese e gerosolimitana, facendo capire come il multiculturalismo sia la base su cui si è costruita una civiltà, contrastando quindi l’opinione di chi oggi vorrebbe un continente chiuso ed isolato. A ricordarci tutto questo ci sono le opere d’arte e le testimonianze storiche, che però molto spesso sono considerate esclusivamente come un’attrazione turistica più che come un tassello della coscienza collettiva, facendone perdere il significato. L’economia, il business, la finanza, gli interessi politici sovrastano e regolano la nostra vita, una vita in cui non vi è spazio per la cultura, la storia, l’arte, se non pensati come investimento o fonte di guadagno in un turismo sempre più aggressivo e massificato, veloce e totale.

Quali sono le nostre tradizioni, qual è l’eredità culturale che ci hanno lasciato gli uomini nei secoli? Ecco, per ricominciare, per rilanciare l’Europa come unione bisogna risalire alle origini e quindi comprendere la bellezza che la caratterizza, prendendo spunto dall’antico come fecero le menti dell’Umanesimo, che osservando le rovine romane trassero ispirazioni per la propria grandiosa arte. Il legame umano tra passato e presente è la guida verso un clima sociale positivo.

Settis inoltre analizza il fenomeno dell’iconoclastia che porta alcuni gruppi di estremisti religiosi a voler annientare, talvolta riuscendovi, i resti della storia e dell’arte, in un impeto di follia che mette però in pericolo il patrimonio umano. Contrastare tali atti barbari e sconsiderati deve essere una priorità per l’Europa quanto per il mondo intero, poiché eliminare o censurare la storia come distruggerne le sue testimonianze è qualcosa di estremamente sbagliato e nocivo. La perdita anche di un solo reperto, la distruzione anche di una sola colonna rappresentano una sconfitta per una società che non è stata in grado di difendere e preservare la propria storia.

In Cieli d’Europa. Cultura, creatività, uguaglianza Salvatore Settis ci fa dunque capire come la soluzione a questa crisi globale che tocca più ambiti e che ci attanaglia, sia da ricercarsi nel nostro passato per poi comprendere e correggere gli errori della contemporaneità. L’autore ci parla dell’assenza o della presenza di umanità in Europa, ci racconta gli sbagli e i colpi di genio: perché non soffermarci e osservare ciò che ci circonda? Perché non esplorare poco alla volta, con lentezza ed attenzione quello che la storia offre: Historia magistra vitae è un concetto che espresse Cicerone più di duemila anni fa, ma evidentemente non siamo ancora riusciti ad interiorizzarlo e farlo nostro, come dimostra l’incuria con cui viene trattato il patrimonio culturale se non addirittura l’incapacità di contrastare, appunto, chi vorrebbe distruggerlo.

Cosa vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi: tracce dell’uomo oppure solo rovine?

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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