Origin

Origin: Dan Brown indaga sulle origini e sul futuro dell’uomo

Dan Brown

Il 3 ottobre 2017, contemporaneamente a quasi tutto il resto del mondo, è uscito anche in Italia Origin, il nuovo romanzo di uno degli scrittori più discussi, amati e odiati del panorama letterario degli ultimi anni: Dan Brown. Il romanzo segue un filo tematico, nonché stilistico, che ha spesso reso l’autore statunitense oggetto di dibattiti riguardanti ambiti sociali piuttosto delicati, tra cui quelli religiosi.

Definito dall’autore stesso come un romanzo “piuttosto aggressivo, ma molto franco e onesto”, con Origin Dan Brown propone come tema di fondo due interrogativi che l’uomo si pone e si è sempre posto, da tempo immemore: Da dove veniamo? Dove andiamo?. Tramite le indagini legate a un omicidio, il protagonista, già noto per gli appassionati, il professor Robert Langdon, si propone di risalire alle origini di una ricerca scientifica che darà una risposta sorprendente ed estremamente convincente a questo mistero esistenziale. Convincente perché, pur essendo un parere soggettivo dei primi lettori, è innegabile il fatto che Dan Brown abbia dedicato gran parte del suo tempo ad una ricerca accurata sulla teoria dell’evoluzione, partendo da Darwin fino ad arrivare agli ultimi sviluppi di un giovane fisico, Jeremy England, e approfondendo ambiti quali le nuove tecnologie biologiche e la meccanica quantistica. Non dimentichiamo poi che il tema riguardante il destino dell’uomo e le sue origini è qualcosa che pone al centro uno scontro non indifferente tra teorie religiose e scientifiche.

D’altra parte la letteratura di Dan Brown, nonché la sua vita personale, gli hanno spesso imposto di dover affrontare una scelta sistematica tra le certezze razionali che offre la scienza e quelle sensibili derivanti dal pensiero religioso, o comunque morale. Il padre, Richard, era infatti un insegnante di matematica alla Philips Exeter Academy nel New Hampshire, mentre la madre, Connie, era una compositrice di musica sacra: ne derivò quindi un clima familiare basato sul tentativo di far conciliare scienza e fede.

[…] Quello che io penso della scienza e della religione è che più o meno siano la stessa cosa: né l’una né l’altra riescono a dare delle risposte a tutte quelle domande che in generale uno si fan nel corso della vita […]

Conseguentemente, tutti i suoi romanzi sono accomunati dalla proposta di teorie dai tratti rivoluzionari nonché in contrapposizione con i fondamenti e i principi promossi dal mondo cristiano. Allo stesso modo, i riferimenti a eventi storici o diatribe ideologiche che hanno caratterizzato la storia dell’uomo si rivelano spesso colme di incongruenze. Le trame delle sue storie si giocano infatti più che sulle vicende, sul significato e sulle riflessioni che ogni colpo di scena o momento trasmette al lettore. Per allentare la tensione derivanti dalle accese critiche e polemiche, durante le sue interviste Dan Brown è spesso intervenuto sottolineando che le sue erano solo opere di fantasia, in parte motivate dalla ricerca una certa visibilità.

Origin

A questo proposito, il primo grande successo editoriale, Il Codice da Vinci (2003) ha infatti portato all’attenzione mediatica non solo la personalità eclettica dell’autore, prima di allora poco conosciuto per la sua discreta diffusione, ma anche una chiave di lettura che voleva far mettere in discussione dal pubblico questo tipo di principi, morali e scientifici. Ne è derivata negli anni una polemica piuttosto accesa sia da parte di esponenti cattolico, indignati per il fatto che siano stati messi in discussione fondamenti del Vangelo, e da parte di storici, come nel caso di Baigent e Leigh, che hanno anche accusato l’autore di aver copiato un loro saggio intitolato Il mistero del Graal, del 1982.

Nel 2006 è stato poi pubblicato Inferno, in cui Dan Brown ha impostato le sue ricerche sugli scritti e sul pensiero di uno dei padri della letteratura italiana, Dante Alighieri. Per questo, ha voluto proporre al lettore una sua personale visione del male, di come esso ha agito e agisce tuttora nella storia dell’umanità e di come le sue conseguenze possano portare a vivere in una dimensione infernale o paradisiaca, non solo dopo la morte, ma anche durante la sua stessa esistenza terrena. A fare da sfondo alla vicenda è l’Italia, per l’esattezza Firenze, luogo che secondo Brown offre un prezioso aiuto agli scrittori, specialmente stranieri, che vogliono riscoprire nel passato qualcosa che vive ancora e che continua a rivelare aspetti inaspettati della storia e dell’animo umano.

La letteratura di Dan Brown ha quindi rappresentato negli ultimi anni una delle novità più imprevedibili ma estremamente eclettiche nel panorama letterario mondiale. Il grande pubblico di lettori e di curiosi che ne sono derivati sono infatti la dimostrazione della peculiarità che rende questo autore, sia che sia amato o odiato, indimenticabile. Ogni individuo deve essere infatti spinto a non accontentarsi di realtà tradizionali o accettate solo perché tramandate e ormai accettate dall’opinione comune: è necessario saper andare oltre, per scoprire quelle verità inaspettate che solo i più audaci hanno intenzione di scoprire.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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By on ottobre 12th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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