#COGITOERGOSUM – Il mito del multitasking è soltanto un mito

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#COGITOERGOSUM – Il mito del multitasking è soltanto un mito

Una repubblica, nonché una società fondata sul lavoro, sulla libertà, sulla civiltà e… sul multitasking.

Tutto parte dalla realtà della nostra costante interconnessione digitale; essa ci ha talmente stregati che ne abbiamo fatto un valore etico-normativo: siamo infatti convinti che il lato positivo dell’invasione tecnologica del nostro modo di comunicare, di lavorare e più in generale di portare avanti l’esistenza, risieda nella possibilità di fare più cose contemporaneamente, anche se molto diverse. Così possiamo mandare una mail di lavoro mentre mettiamo a letto i figli e siamo in grado di portare avanti una skype call con i colleghi di nazioni diverse mentre prepariamo la pasta, o perfino possiamo arrabbiarci e complimentarci al contempo con due persone differenti tramite messaggistiche differenziate, il tutto mentre salutiamo la mamma in linea sullo.

Così declinata sembra l’apoteosi dell’efficienza: ed è proprio quello che ci sembra di credere. Tutti noi guardiamo all’arretratezza del passato con romantico sdegno e crediamo di essere più produttivi ed efficienti facendo più cose insieme; ma in realtà il nostro cervello non può fare due compiti in una sola volta, quindi il mito del multitasking è davvero solo un mito. L’interconnessione ci porta solo ad interrompere in serie i nostri compiti passando da uno all’altro. Essa ha la responsabilità civile di aver stimolato un modello per cui è impossibile impegnarci a lungo e restare concentrati: mediamente ci interrompiamo 3 volte in un’ora impiegando 20 minuti per riprendere la concentrazione, dunque in realtà l’interconnessione fa perdere tempo, non ne fa guadagnare.

Inoltre agire secondo l’ideale del multitasking peggiora la qualità dell’attenzione che diventa parziale e continuativa, ma meno approfondita. Il multitasking è una sorta di pericoloso gioco a ribasso perché ci permette di fare solo cose che richiedono poca concentrazione. Paradossalmente gli strumenti pensati per liberare del tempo in realtà colonizzano altro tempo, frammentandolo e trasformandosi in un guinzaglio elettronicoIl multitasking è un despota che semina stress, disagio e inconcludenza: un vero male da affrontare con urgenza. Il sogno dell’uomo contemporaneo è vivere e lavorare senza interruzioni, ritrovando la necessaria dose di pace interiore e quel prezioso inestimabile che è la possibilità di concentrarsi con lo spirito e la mente su qualcosa che lo interessa.

Può sembrare banale, ma prima di fare mille cose contemporaneamente e interagire con più persone nello stesso spazio di tempo, l’uomo deve ri-educarsi a stare da solo. Perché il secolo del digital overflow (bombardamento di stimoli digitali) non diventi l’epoca del disagio diffuso a macchia d’olio.

Francesco Girolimetto per MIfacciodiCultura

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