L'icona russa

L’icona russa: Preghiera e Misericordia a Palazzo Braschi a Roma

L’icona russa: Preghiera e Misericordia è la nuova mostra, a cura di Liliya Evseeva, ospitata a Palazzo Braschi fino al prossimo 3 dicembre: in occasione del 25° anniversario dell’instaurazione delle relazioni ufficiali tra la Russia e il Sovrano Ordine di Malta, il Museo di Roma offre un itinerario alla riscoperta dell’antica tradizione delle icone, veicolo privilegiato della fede.
Il progetto, patrocinato dall’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede e l’Ordine di Malta, è nato dalla collaborazione di due importanti musei moscoviti: il Museo Centrale di Arte e Cultura Russa Antica Andrey Rublev e il Museo Privato dell’Icona Russa.

Le 36 icone in mostra, databili tra il  XVII e il XVIII secolo, diventano lo specchio di una lunga e consolidata tradizione artistica che ha visto le maestranze russe imporsi come maestri indiscussi nel racconto della fede, dove l’immagine diventa baluardo di una spiritualità profonda, tramandata con orgoglio e devozione.

Accanto alle icone mariane (la Madre di Dio Odigitria di Šuja e la Madre di Dio Odigitria di Tichvin del XVII secolo, la Madre di Dio della Passione della fine XVII-primo terzo del XVIII secolo), troviamo un ciclo cristologico (la Trasfigurazione del XVII secolo, l’Entrata del Signore a Gerusalemme del XVIII secolo, la Resurrezione di Cristo del XVIII secolo) ed anche l’Arcangelo Michele, San Nicola Taumaturgo (di Zarajsk), il Miracolo di san Giorgio e il drago, i Martiri Quirico e Giulitta, la Grande Martire Parasceve, e infine raffigurazioni di santi monaci russi: San Sergio di Radonež, i Santi Zosima e Savvatij, San Makarij di Unža, San NildiStolbnyj, i Santi Evfimij e Chariton di Sjamžem. Inoltre saranno esposte anche un’opera inedita di Vladimir Tatlin, Composizione con superfici trasparenti del 1916, e una scultura contemporanea, Madre di Dio Grande Panagia di Dmitrji Gustov del 2012, proveniente da una collezione privata.

La visita, della durata di 90 minuti, si svolgerà nelle due salette al piano terra di Palazzo Braschi e sarà preceduta da una breve introduzione al tema, nel cortile.

Dormizione della Madre di Dio, 1731

L’arte sacra russa vede nelle icone il suo prodotto più originale, la traduzione in immagine delle Sacre Scritture e la codificazione di un genere unico ed altamente simbolico, per nulla convenzionale rispetto alla tradizione figurativa e per questo di solito riservato a un pubblico di pochi eletti, capaci di coglierne il messaggio profondo.  Le icone rappresentano prima di tutto un’esperienza spirituale, nascono come racconto di una fede intima che si rinnova nell’immagine attraverso l’occhio di chi guarda. La loro indiscutibile bellezza è subordinata alla volontà di tramandare gli aspetti più autentici della religione, attraverso un’iconografia ricorrente ed evocativa.

Nella mostra, l’icona russa, nell’universalità del suo linguaggio, viene chiamata a rappresentare la missione comune, di uomini e donne di nazionalità diverse, al servizio di Dio e del prossimo. La cultura che accompagna queste rappresentazioni è l’evocazione di un credo profondo, dove la preghiera e le opere di misericordia sono gli strumenti nelle mani dell’Uomo per vivere la parola di Dio.

Il tema centrale non vuole rimanere relegato in una dimensione puramente medievale, nello stretto ambito devozionale che ne aveva caratterizzato lo stile figurativo in un primo momento, in una consuetudine iconografica ben nota ma, si vuole mostrare come questa profonda istanza religiosa, tipica delle icone, si sia evoluta trovando una naturale prosecuzione nell’avanguardia russa fino all’arte contemporanea. Un continum attraverso i secoli, dove i grandi maestri russi si sono cimentati e hanno saputo dare nuova vita a un simbolo così radicato nella loro cultura, da essere sempre attuale e fonte di ispirazione.

Il progetto espositivo non si limita quindi solo a presentare l’eccezionalità e la bellezza delle icone medievali, riscoperte e apprezzate dal pubblico, dalle critica e dagli enti museali che, negli ultimi anni hanno dedicato non poche mostre. Basti pensare a La collezione delle icone russe agli Uffizi nel 2015, con 81 icone delle Gallerie fiorentine, costituenti il più antico nucleo collezionistico di icone russe esistente al di fuori del mondo ortodosso. Nel 2016 l’icona russa è ancora l’oggetto di due mostre: Tesori del nord e delle altre provincie russe, icone del XVI – inizio XIX secolo dalla Collezione Orler alla Biblioteca Ambrosiana di Milano  e Compagne di viaggio. Icone russe a rilievo. Esemplari in bronzo da collezione privata (XVI-XIX) al Complesso Monumentale del San Michele a Ripa Grande. Senza dimenticare le incantevoli 140 icone in mostra permanente presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, appartenenti ad Intesa Sanpaolo.

L’icona russa: Preghiera e Misericordia sottende una forte istanza religiosa, dove le opere di bene e la fede, come annuncia lo stesso titolo, sono il principio ispiratore. Tuttavia, il fascino senza tempo delle icone si presta ad essere ammirato da occhi avvezzi alla bellezza, anche solo per puro godimento estetico.

L’icona russa: Preghiera e Misericordia
A cura di Liliya Evseeva
Museo di Roma, Palazzo Braschi
Dal 10 ottobre al 3 dicembre 2017

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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By on ottobre 12th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Notizie

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