Paul Klee

Da Basilea a San Francisco passando per Monaco: in viaggio con Paul Klee

Questa è una stagione davvero intensa per Paul Klee, uno dei maggiori esponenti dell’astrattismo, maestro indiscusso del colore: l’artista tedesco è protagonista di una serie di mostre in calendario tra questo autunno ed il 2018, in alcune importanti istituzioni museali.

Paul Klee

Nato in un piccolo comune di Berna nel 1879, Klee frequenta l’Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera e grazie al suo professore, l’artista Franz von Stuck, entra in contatto con le avanguardie dell’epoca. Musicista, poeta e artista, Klee amava sperimentare con il colore ed i supporti; non solo tele ma anche carta di giornale, juta, cartoncini. La sua arte, ispirata da continui viaggi, si esplica con grandi campiture luminose di colore e linee che raggiungono l’essenziale. Nel 1911 conobbe Vasilij Kandinskij, con il quale condivise la meravigliosa esperienza del gruppo Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), con il quale espose a Berlino. Nel 1914 si recò a Tunisi e a  Hammamet. Fu la svolta, Klee si sentì padrone assoluto del colore, quel colore caldo e intenso dei paesaggi mediterranei, tanto da scrivere: «Il colore mi possiede, lo sento, non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno».

Nel 1920, e fino al 1931, fu chiamato da Walter Gropius per insegnare pittura con tanto impegno e dedizione che l’architetto lo definì «l’estrema istanza morale del Bauhaus». L’arte di Klee svelava la natura, creando un ponte tra l’astrattismo ed il figurativo, ma anche i pensieri più profondi ispirati dall’immaginazione e dalla spiritualità. L’arte è anche salvezza ed è una delle vie per giustificare e comprendere la nostra presenza nel mondo.  Ecco perchè, ripeteva Klee:

Se Ingres ha posto ordine alla quiete, io vorrei, al di là del pathos, porre ordine al movimento.

Nel 1933 a causa del regime nazista fu costretto alle dimissioni dall’Accademia di Düsseldorf. Le sue opere erano considerate “arte degenerata”. Pochi anni dopo, nel 1940, Paul Klee si spense prematuramente nella città di Muralto, vicino Locarno. 

Il giardino di Tunisi, 1919

Sono tante le mostre in programma. La prima tappa di questo viaggio artistico è la Fondazione Beyeler di Basilea dove, fino al 21 gennaio, è possibile visitare La dimensione astratta di Paul Klee. Sono oltre 100 i lavori esposti, che seguono le tappe ed i viaggi fondamentali del pittore. E ancora, una mostra dal titolo 10 Americans, ripercorre l’influenza di Klee su alcuni artisti americani come Jackson Pollok e Mark Tobey: l’esposizione fa attualmente tappa al Zentrum Paul Klee di Berna, dove vi rimarrà fino al 7 gennaio, per poi spostarsi al Phillips Collection di Washington dal 3 febbraio al 6 maggio 2018.

Dal 1 marzo al 10 giugno 2018 è la volta di Construction of Mistery alla Pinakothek Der Moderne di Monaco di Baviera, con oltre 120 capolavori provenienti dalle maggiori collezioni europee e mondiali.

Appuntamenti da non perdere, per un viaggio spirituale e dei sensi, alla scoperta di Paul Klee, genio delle forme e del colore.

Tutta l’arte è un ricordo all’origine, è nell’oscurità, i suoi frammenti vivono sempre nell’artista.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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By on ottobre 12th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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