Wildlife Photographer of the Year 2017 in mostra alla fondazione Matalon

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Wildlife Photographer of the Year 2017 in mostra alla fondazione Matalon

Hugo Wassermann (Italia), Rifugio alpino

È stata inaugurata il 6 ottobre alla Fondazione Luciana Matalon la prestigiosa mostra che raccoglie le fotografie del concorso Wildlife Photographer of the Year indetto, per la sua 52esima edizione, dal Natural History Museum di Londra. Grazie all’Associazione culturale Radiceunopercento le immagini premiate tornano anche quest’anno a Milano: ben otto sono i fotografi italiani presenti, tra vincitori di categoria e finalisti. Gli scatti sono stati selezionati, come ogni anno, da una giuria internazionale di esperti in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica.

Sedici le categorie in gara – 50.000 gli scatti realizzati da fotografi provenienti da 95 paesi – fra regno animale e regno vegetale: anfibi e rettili, uccelli, mondo subacqueo, mammiferi, paesaggi e tante altre. In mostra ogni fotografia è corredata da una breve spiegazione del soggetto rappresentato e dalle intenzioni del fotografo. Un percorso espositivo interessante, anch’esso suddivisto in categorie.

L’esposizione apre con il massimo riconoscimento del concorso assegnato all’americano Tim Laman con il suo Vite intrecciate: un orangutan del Borneo in via d’estinzione mentre si arrampica su un albero della foresta pluviale indonesiana.

Marco Colombo, Un piccolo tesoro

Nella prima sala, nella sezione di rettili e anfibi, Piccolo tesoro di Marco Colombo cattura l’attenzione. Si tratta di uno scatto particolare:

È una tartaruga d’acqua fotografata in Sardegna, in un fiume che in estate è ridotto a pozze torbide – racconta il fotografo – quando sono entrato in acqua con la macchina subacquea, maschera e pinne, mi sono accorto che uno dei due flash non funzionava. Quindi ho deciso di concentrarmi sulla luce naturale: ne è uscito un effetto che ricorda i raggi di sole quando filtrano la polvere nell’aria. Non ho voluto ritrarre la tartaruga, ma ho voluto restituire il senso del luogo.

Categoria fra le più interessanti è quella che premia gli scatti della natura in città: con una fototrappola Nayan Khanolkar, fotografo indiano biologo, cattura un esemplare della popolazione di leopardi urbana. Si intitola The Alley Cat e rappresenta un leopardo che guarda nell’obbiettivo, sorpreso da un flash che rende la scena magica, a tratti surreale. Nosy neighbour è invece una piccola volpe catturata da Sam Hobson. Theo Allofs, dall’alto del suo parapendio, fotografa le tracce lasciate dai fenicotteri nelle basse acque fangose.

Mikhail Shatenev (Russia) Attenti a una mamma orsa

Ma Wildlife Photographer of the Year premia anche i giovanissimi con la categoria Young: il vincitore di quest’anno è il sedicenne Gideon Knight con la sua fiabesca La luna e il corvo. Nella sezione Primi scatti, al piano superiore della Fondazione, un’intera sala è dedicata ai fotografi fino a 10 anni, da 11 a 14 anni e da 15 a 17 anni: vi troviamo scimmie, uccelli, un picchio nero che si affaccia da dietro un albero con lo sguardo curioso, stambecchi, foche.

Un’esposizione interessante quella alla Fondazione Luciana Matalon, un’occasione unica per conoscere la fotografia naturalistica con il concorso di wild photography più prestigioso al mondo. Un’edizione particolare, che lascia spazio alle fotografie d’atmosfera oltre che allo scatto scientifico, capace di recuperare e valorizzare il potenziale emotivo delle fotografie a carattere naturalistico.

Wildlife Photographer of the Year
Fondazione Luciana Matalon, Milano
Dal 6 ottobre al 10 dicembre 2017

Alice Pini per MIfacciodiCultura

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