Il giornalismo del Terzo Millennio tra doveri, cultura e prospettive

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Il Giornalismo del Terzo Millennio tra doveri, cultura e prospettive

Il Giornalismo sta vivendo un momento di mutazione e cambiamento, e come tutte le trasformazioni, ci sono stati e ci saranno vari stadi da affrontare prima della Rinascita. Stiamo attraversando la fase che potremmo chiamare “Medioevo Giornalistico” in cui ci troviamo ad osservare i vecchi baluardi del giornalismo del passato accanto alle nuove leve, alcune delle quali innovative, altre interessate più all’aspetto consumistico/social.

Il giornalismo nell’era di Internet

Il Giornalismo, per definizione, è la diffusione e l’ interpretazione delle notizie tramite ogni mezzo di pubblicazione, attuato attraverso la totalità delle attività e delle tecniche che conducono a questo fine. Spesso è anche indicato come il Quarto Potere, dopo quello legislativo, esecutivo e giudiziario, per l’importanza che dovrebbe rivestire e per gli interessi che implica e contrasta in un Stato democratico. Le innovazioni tecnologiche hanno fornito ai giornalisti la possibilità di raggiungere un più vasto pubblico, e ciò ha indotto alla ricerca di un metodo di scrittura moderno per raggiungere nuovi fruitori non avvezzi alla comunicazione tradizionale. La situazione odierna, oltre ai nuovi canali tecnologici, ha messo i giornalisti di fronte alla necessità di un cambiamento del modo di fare informazioni, e non sempre è stato interpretato nella maniera più corretta, cedendo talvolta più all’aspetto sensazionalistico in grado di attrarre la voglia di svagarsi dei lettori con argomenti e titoli da informazione rosa, che alle reali necessità dei lettori.

Non si parla più di trattare dei fattiimportanti” che accadono nel mondo, ma di scovare col lanternino quelli strani, assurdi, ridicoli, in grado di scatenare la condivisione e la viralità. Uno dei problemi più significativi da affrontare, è che gli articoli “noiosi”, quelli che richiedono attenzione, che implicano un certo sforzo, funzionano sempre meno. Anche se i lettori, a parole, fingono interesse nei confronti di notizie che trattano di economia o di politica, in realtà prediligono temi leggeri, semplici perché vogliono evitare sforzi mentali. Il Giornalismo, in questo periodo di problematicità, dovrebbe essere il mezzo attraverso cui tutti possono capire, interpretare e farsi un’opinione della realtà circostante mutando con i tempi, ma rimanendo fedele a se stesso.

La Carta dei doveri del giornalista recita in un punto che «Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne l’attendibilità e per controllare l’origine di quanto viene diffuso all’opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti» e dovrebbe essere il canovaccio su cui costruire l’Informazione modernaIndro Montanelli, a proposito della professione del giornalista, diceva che esso:

È come lo storico: deve attenersi ai fatti e farsi capire. Il giornalismo è storiografia; o per lo meno è un possibile supporto di ogni ricerca storiografica sul vicino passato; è un sussidio per capire meglio quella storia che, come ci hanno detto gli annalisti francesi, non è fatta soltanto di grandi avvenimenti ma è la storia di tutti, anche della nostra vita quotidiana e degli aspetti di quotidianità dei grandi avvenimenti.

Il Giornalismo nel passato

La sensibilità culturale, unita alle discipline umanistiche, è la strada che può portare il Giornalismo al legittimo cambiamento e alla sua RinascitaI fruitori del Giornalismo moderno hanno bisogno di passione e senso d’identificazione per poter spostare il loro interesse dal futile al significativo. La Cultura, essendo fatta di eredità storica e dell’insieme di saperi, opinioni, passioni e comportamenti che caratterizzano i rapporti all’interno della società e quelli con il mondo esterno, è il perno in grado di scardinare la resistenza dei lettori per gli argomenti ostici, conducendoli al coinvolgimento e alla consapevolezza.

Un Giornalismo fatto di cultura, passione, competenza e illuminazione potrebbe diventare il percorso, per i giornalisti, per svolgere il compito di cui da sempre sono investiti, cioè informare le persone degli avvenimenti fornendogli una chiave di discussione e interpretazione, per uscire dall’oscurità e dalla sofferenza data dal fraintendimento e dalla assenza d’informazione.

Chiara Bazzani per MIfacciodiCultura

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