“Divina creatura”: le donna e la moda dell’800 in mostra in Svizzera

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Divina creatura: le donna e la moda dell’800 in mostra in Svizzera

Italo Nunes Vais, Ancora un bacio, 1885 c., olio su tela, cm 105 x 65. Novara, Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni

Se da sempre l’uomo ha dato all’abbigliamento un ruolo simbolico e identificativo, quando si è diffuso, in particolar modo tra le donne, quell’amore sconfinato per gli abiti e gli accessori? La risposta è la fine dell’Ottocento: la mostra Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento è un vero e proprio viaggio nella Belle Époque e il suo lusso fatto di tessuti, gioielli e pose grazie ai dipinti di coloro che furono testimoni di quell’epoca bella, dove tutta cambiava a partire dal ruolo della donna, che si emancipava anche grazie alla moda.

Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora, Marialuisa Rizzini, con il coordinamento di Alessandra Brambilla, si sono occupati di selezionare le oltre sessanta opere che compongono il percorso espositivo presso la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate, un percorso fatto di signore che si fanno simbolo di un periodo di cambiamento culturale e sociale.

L’evoluzione del femminile inizia nel 1858, quando l’inglese Charles Frederick Worth inventa, ovviamente a Parigi, l’haute couture: le dame aristocratiche prima e le signore borghesi poi, impazziscono per i suoi abiti, e per tutta risposta Worth dà vita al sistema moda così come lo conosciamo oggi, tra sfilate, arte, pezzi unici e lusso. Intanto i Grand magasins nascono e si diffondono, distribuendo in formato molto economico ciò che viene dettato dai grandi couturier: un meccanismo che tutt’oggi funziona, come dimostrato ne Il diavolo veste Prada.

Con l’affermazione della moda, dello stile, del gusto e dei trend stagionali si afferma anche una figura femminile slegata dal suo solito ruolo famigliare, che ne acquisisce uno nuovo nella società: la donna partecipa attivamente alla vita comune, inizia a rivendicare una certa indipendenza e la possibilità di esprimere le proprie idee ed opinioni anche politiche, vuole votare e partecipare alla vita pubblica in quanto membro della società. Ebbene, tutto questo passa anche per un qualcosa di effimero come i pizzi, i merletti, i gioielli e gli accessori più ricercati e preziosi: indossarli è uno smacco verso la vita morigerata e dimessa a cui si era state costrette fino a quel momento, ora si può ostentare maggior libertà. Ecco quindi che l’immagine diventa rappresentativa dell’essere, un concetto portato all’esasperazione oggigiorno.

Vittorio Corcos, Ritratto di Carolina Maraini Sommaruga, 1901, olio su tela, cm 224 x 130. Roma, Fondazione per Istituto Svizzero

Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento propone un’interessante serie di ventagli decorati da importantissimi artisti come Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi e Giuseppe De Nittis, ma soprattutto moltissimi ritratti, testimonianze preziosissime di un certo modo di essere alla moda. Tra le tante opere non potevano mancare quelle di Tranquillo Cremona, Vittorio Corcos e Giovanni Boldini, quest’ultimo ormai artista superstar, massimo interprete di quel gusto parigino di fine Ottocento che tutt’oggi incanta ed ispira gli amanti dello stile e della moda. Oltre ai ritratti, troviamo in mostra anche dipinti che raccontano nuove scene quotidiane che vedono protagoniste le donne, ritratte non solo tra le mura domestiche ma anche in società o a passeggio, sempre caratterizzati da raffinati abiti curati nei minimi dettagli, donandoci oggi un’importante racconto della storia della moda.

Infine, da sottolineare che Divina creatura tra le tante donne che racconta, ha deciso di dare uno spazio di rilievo alla contessa Carolina Maraini Sommaruga, nobildonna svizzero-italiana nota per il gusto tanto quanto la generosità, che la videro molto attiva anche da un punto di vista filantropico.

Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento
A cura di Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora, Marialuisa Rizzini
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (CH)
Dal 15 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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