“Il cratere”: la sete di Fama (italiana) al Tokyo Film Festival

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Il cratere: la sete di Fama (italiana) al Tokyo Film Festival

Il cratere è quella voragine lasciata dall’amore quando scompare, risucchiato dal sospetto o dall’ossessione, e lascia un vuoto impossibile da nascondere. Troppo grande per essere ignorato, ma così enorme da far precipitare e celare per sempre l’orizzonte. L’impresa titanica non è evitare il cratere, ma riuscire a uscirne vivi. Come sopravvivere alla caduta, rialzarsi, non senza alcuna ferita e cicatrice sulla pelle.

La locandina del 30esimo Tokyo Film Festival

Il cratere è anche il titolo del nuovo docufilm di Silvia Luzi e Luca Bellino. Il film è stato presentato lo scorso settembre alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia, dove è stato accolto da più di dieci minuti di applausi. I due registi di origine ascolana si sono fatti notare dalla critica cinematografica nazionale già dal 2007 con La minaccia. Candidato ai David di Donatello come Miglior Documentario nel 2008, La minaccia è “un’opera manifesto”. I registi seguono il viaggio di Hugo Chávez verso la più grande riserva di petrolio del mondo presso il fiume Orinoco: il percorso è solo un pretesto per la telecamera per documentare le vite dei venezuelani dopo appena un decennio dalla rivoluzione bolivariana. Sono seguiti Dell’arte della guerra (2012) e The Land of Fires (2014), entrambi accomunati da un tono di denuncia potenziato dalla sconvolgente oggettività delle inquadrature.

Dopo il fortunato approdo al Lido, Il cratere si prepara ad atterrare al Tokyo Film Festival: il docufilm di Luzi e Bellino sarà l’unico rappresentate del cinema italiano nella Terra del Sol Levante. La manifestazione cinematografica nipponica si terrà dal 25 ottobre fino al 3 novembre. L’attore e regista Tommy Lee Jones (Man in Black, Il fuggitivo, Le tre sepolture, Non è un paese per vecchi…) parteciperà al Festival in qualità di Presidente di Giuria. Il premio Oscar deve decretare il vincitore tra i 15 film presentati in concorso: a gareggiare per il Gran Prix ci saranno Forget About Nick, del Leone d’Oro Margarethe Von Trotta, e l’ultimo film del regista turco Orso d’Oro a Berlino, Semih Kaplanoglu. In lizza figura anche Maryline di Giullaume Gallienne, un dramma femminile con protagonista Vanessa Paradis.

Il cratereIl cratere racconta dei Caroccia, una famiglia di ambulanti campani. Essi girano di fiera in fiera vendendo peluche “auto-prodotti”. Una vita dura, una di quelle che “tirano avanti a campare”, sull’orlo della sopravvivenza. Tutti si affidano a Rosario, il capofamiglia, colui che manda avanti la baracca in qualsiasi modo. Ma forse una speranza di riscatto c’è anche per dei disgraziati come loro: la figlia dodicenne Sharon ha una voce meravigliosa, con la quale attira i clienti come una sirena ammaliatrice. Il padre riconosce immediatamente il talento della ragazzina e indossa subito i panni del manager. Rosario è ossessionato dal trovare una strategia per lanciare la figlia verso il successo nel mondo della canzone napoletana.

In fondo, Sharon è solo un’adolescente che ama cantare e vuole vivere la scoperta della propria personalità, la scuola e gli amici. Si mostrano i sintomi di un mondo in cui il degrado politico e sociale ha contagiato anche l’anima dei suoi abitanti. La trama ricorda Indivisibili (Edoardo De Angelis, 2016), piccolo gioiello italiano incentrato sulla guerra tra padre e due gemelle siamesi condannate a mantenere la famiglia con il proprio talento canoro. Ne Il cratere è però la forma a non convincere del tutto. Né documentario né film di finzione, ma entrambi. Insomma, troppo finto per essere vero e troppo vero per essere una storia inventata. Tuttavia, Il cratere è un film importante in questa fine stagione: la selezione al Tokyo Film Festival conferma che il cinema italiano ha ancora tanto da dire.  

I registi Silvia Luzi e Luca Bellino

Il Festival asiatico quest’anno si anima di molti ospiti prestigiosi, anche internazionali. In occasione del centesimo anniversario dell’animazione giapponese, sarà presente il creatore di Doraemon, Keiichi Hara. Steven Sodenbergh (Solaris, Ocrean’s Eleven) è uno degli ospiti più attesi da Hollywood. Il Premio Oscar ed ex presidente statunitense Al Gore chiuderà la manifestazione con An Inconvenient Sequel: Truth to Power. Il film è il seguito di Una scomoda verità (An Inconvenient Truth di Davis Guggenheim, 2007), film-documentario sul riscaldamento globale. Gore porta avanti la lotta contro il cambiamento climatico: i suoi sforzi hanno portato alla firma dell’Accordo di Parigi del 2016.

La fine dell’anno cinematografico si avvicina e i Festival sono un indicatore significativo. Temi centrali continuano a essere la geopolitica, l’ambiente, i gender studies e la società liquida. Segnali e rappresentazioni di una crisi mondiale, ma forse i primi presagi di un cambiamento globale. Possibile che ci sia un nuovo orizzonte per l’umanità, oltre l’orlo del cratere?

Margherita Montali per MifacciodiCultura

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