“Van Gogh. Tra il grano e il cielo”: un viaggio attraverso la vita dell’artista

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Van Gogh. Tra il grano e il cielo: un viaggio attraverso la vita dell’artista

Inizia oggi, 7 ottobre 2017, l’attesissima mostra Van Gogh. Tra il grano e il cielo, promossa dal Comune di Vicenza e Linea d’ombra e curata da Marco Goldin, che sarà aperta fino all’8 aprile 2018 all’interno della Basilica Palladiana, in Piazza dei Signori a Vicenza.

Campo di papaveri, 1890 – olio su tela, cm 73 x 91,5 – L’Aia, Gemeentemuseum – prestito a lungo termine del Netherlands Institute for Cultural Heritage

Sono ormai cinque anni che la Basilica Palladiana, riaperta al pubblico nell’ottobre 2012 dopo un lungo restauro, accoglie al suo interno mostre d’arte che hanno attirato oltre un milione e mezzo di visitatori e quest’anno è il turno di Vincent Van Gogh, al quale Marco Goldin ha voluto dedicare la sua prima mostra interamente monografica su un artista. Per fare ciò ha riunito 129 opere (43 dipinti e 86 disegni), delle quali più di cento provengono dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, in Olanda, e altre da istituzioni e collezioni private.

Marco Goldin, che organizza mostre da anni, sottolinea l’immensa differenza tra un museo e una mostra: mentre il primo è una semplice esposizione di opere, la seconda viene ideata con l’intenzione di essere il racconto di una vita analizzata e percorsa non solo attraverso le immagini, ma anche attraverso le parole, come quelle che Van Gogh ha riversato copiosamente nelle lettere al fratello Théo, o i luoghi in cui ha vissuto, che Goldin ha visitato di persona per vedere con i propri occhi ciò che un tempo videro quelli dell’artista. Infatti è proprio secondo questa logica che Linea d’ombra ha deciso di non limitarsi soltanto ad organizzare una mostra e ha creato qualcosa di molto più articolato: il “Progetto Van Gogh“.

Covone sotto un cielo nuvoloso, 1890 – olio su tela, cm 63,3 x 53 – Otterlo, Kroller-Muller Museum, Olanda

La mostra, che è solo uno dei diversi tasselli di questo progetto, racconta l’intero percorso artistico del genio olandese, a partire dai primi disegni del 1880 fino agli ultimi quadri con i campi di grano dipinti a Auvers-sur-Oise nel luglio 1890, pochi giorni prima di suicidarsi. È quindi un viaggio nei vari luoghi dove l’artista ha passato la sua vita: il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy – una delle sale della mostra è stata completamente dedicata ad un plastico dell’istituto di cura per le malattie mentali di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, dove Van Gogh scelse di farsi ricoverare dal maggio 1889 al maggio 1890 – e Auvers-sur-Oise. Ma idealmente rappresenta anche il percorso di una stella cometa, come l’ha definito Marco Goldin, che nell’arco di dieci anni attraversa l’arte e la rivoluziona, lasciando la sua scia indelebile nel cielo della storia dell’arte.

Altro tassello del “Progetto Van Gogh” è la pubblicazione, a cura di Marco Goldin e Silvia Zancanella, delle Lettere, 927 in tutto, indispensabili per accompagnare il visitatore dentro la mostra, dal momento che sono state scelte proprio quelle in cui è Van Gogh stesso a parlare al fratello Théo dei suoi quadri.

Passando dalla pittura alla scrittura, si arriva anche al cinema: infatti Marco Goldin, ripercorrendo i luoghi della vita dell’artista, tra Provenza e Auvers, ha realizzato un film, Van Gogh. Storia di una vita, della durata di un’ora, che è proiettato in una sala cinema allestita all’interno della Basilica Palladiana.

Ma il curatore ha voluto non farsi mancare niente e si è dedicato anche alla stesura di uno spettacolo teatrale sulla storia di Van Gogh, spettacolo che andrà in scena verso la fine del 2018 e che presenta al suo interno un monologo che ha arricchito ulteriormente l’sposizione.

Io ho amato. In ogni giorno della mia vita / e l’ho scritto così tante volte / e l’ho dipinto con i miei colori, / come un’acqua che scorre impetuosa / e niente la può fermare.

Matteo Massagrande, Lui seduto sotto un albero, accanto a un campo di grano, 2017 – olio su tavola, cm 80 x 80

Infatti è stato proprio partendo da questo monologo, intitolato Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Vincent Van Gogh), che Marco Goldin ha proposto a un suo amico e pittore, Matteo Massagrande, di dipingerne alcune scene. «Io l’ho scritta – gli ha detto –, tu la dipingerai. Come vorrai». Sono stati così creati sette quadri che rappresentano l’ultimo giorno di vita dell’artista, un ulteriore arricchimento ad un progetto di per sé già molto articolato.

Van Gogh. Tra il grano e il cielo è una mostra che ha tutte le carte in regola per essere un successo. I numeri parlano chiaro: sono già oltre 115.000 le prenotazioni effettuate, circa 2.000 al giorno, e ha aperto le porte ai visitatori solo oggi.

Dopo un anno e mezzo di lavoro, è finalmente possibile ammirare il risultato di questo progetto immenso che si propone di portare la bellezza delle creazioni di un genio di fronte ad un pubblico che deve essere pronto ad unire emozione e conoscenza per riuscire a scorgerla, quella bellezza, che si fa strada dal nero del carboncino dei primi disegni fino ad esplodere nei colori, tra il calore del grano dorato e la leggerezza dell’azzurro del cielo.

Van Gogh. Tra il grano e il cielo
A cura di Marco Goldin
Basilica Palladiana, Vicenza
Dal 7 ottobre 2017 al 8 aprile 2018

Jennifer Carretta per MIfacciodiCultura

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