Cultura e cittadinanza mediterranea: inaugura oggi il SabirFest

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Cultura e cittadinanza mediterranea: inaugura oggi il SabirFest

Tutto pronto per il SabirFest, evento che, come ogni anno, coinvolge tre importanti città del Mediterraneo: Messina, Catania e Reggio Calabria. L’appuntamento, giunto alla quarta edizione, inaugura oggi e proseguirà fino all’8 ottobre e quest’anno è intitolato Scortesie per gli ospiti per sottolineare, ironicamente, l’atteggiamento dei governi nei confronti dei fenomeni migratori e far riflettere sulla controversa politica dell’accoglienza.

Per questo SabirFest «significa stare dalla parte del nostro futuro, contro vecchie e nuove ingiustizie vecchi e nuovi pregiudizi». Il Sabir, infatti, è una lingua franca parlata nei porti e sulle imbarcazioni del Mediterraneo, simbolo, da sempre, di unione tra i popoli, di pace e fratellanza. Un mare che non è soltanto metafora di storia, tradizioni, diversità e luogo del mito ma anche spazio culturale dove poter vivere e progettare nuove forme di cittadinanza. E sono questi i principi su cui si basa ed opera il festival che, in ogni città, coinvolge strade, piazze, edifici storici, teatri, scuole, università e associazioni.

Il SabirFest, promosso da Sabir, Edizioni Mesogea, People on the Move, Associazione musicale Etnea e Cospe-together for change, sarà suddiviso in tre sezioni principali: la sezione Sabir Festival che comprende incontri, laboratori, conferenze con scrittori, attori, intellettuali e artisti di diverse nazionalità; il Sabir Libri, una mostra mercato della produzione dal e sul Mediterraneo sostenuta dalla partecipazione di editori indipendenti e con un’area specifica dedicata ai libri per bambini; la sezione Sabir Maydan un forum internazionale tra gli attivisti ed i rappresentanti della società civile impegnati nel progetto della cittadinanza mediterranea.

A Messina, in particolare, sarà coinvolta anche l’Università (UniMe) con una stretta collaborazione che diviene svolta programmatica per le future ambizioni del festival. Il professore Mario Bolognari, direttore del DICAM (Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne) spiega che

L’Ateneo è impegnato non solo per la programmazione ma specialmente sul versante della partecipazione studentesca con l’obiettivo di accrescere la presenza sul territorio, proiettati all’esterno senza trincerarsi all’interno delle sole aule.

Sostegno anche da parte dell’Amministrazione comunale, come ha dichiarato l’assessore alla cultura Federico Alagna:

Gli obiettivi e i temi del festival sono molto cari all’Amministrazione comunale e rispondono alla logica di virtuosa sinergia fra gli enti cittadini. La crescita di questo percorso conferma, ulteriormente, che SabirFest affonda le sue radici in una base solida e profonda, nell’ottica di una promozione culturale e comunitaria.

Gli eventi organizzati nella città di Messina occuperanno otto luoghi simbolo: il Monte di Pietà, il Palazzo Mariani, la Chiesa di San Tommaso il Vecchio, la Galleria Vittorio Emanuele, il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche, il Circolo Arci Thomas Ankara, la storica via XXIV maggio e la sede del DICAM. Un evento unico nel suo genere che, negli scorsi anni, ha coinvolto oltre 200 ospiti e organizzato più di 80 eventi tra spettacoli, presentazioni, laboratori, incontri, proiezioni di film e documentari. Senza tralasciare l’importanza del libro e dell’editoria indipendente: sono più di 60 le case editrici invitate da tutta Italia. Tra le altre, si ricordano Mesogea, Sellerio, Giambra Editori, BeccoGiallo ecc., con oltre 5000 libri catalogati ed esposti e più di 2000 venduti.

Incontri, passeggiate, cinema, teatro ma soprattutto cultura mediterranea, nel segno dell’accoglienza e della condivisione culturale.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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