Yayoi Kusama: la sua vita diventa una favola per bambini

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Yayoi Kusama: la sua vita diventa una favola per bambini

From Here to Infinity

La vita delle artiste sta fortunatamente diventando sempre più conosciuta, sintomo che qualcosa è cambiato nella cultura e nella società, e che c’è finalmente spazio per tutti nel mondo dell’arte, anche grazie al sempre maggiore interesse da parte del pubblico verso anche la diversità. Dopo le Storie della buonanotte per bambine ribelli, ora è il turno di una nuova storia per bambini dedicata che ha per protagonista una delle più grandi artiste della scena contemporanea: Yayoi Kusama.

Yayoi Kusama: From Here to Infinity è il titolo del libro che dal 26 settembre è disponibile nella libreria del MoMA ed in alcune librerie selezionate, oltre che, ovviamente, su Amazon, ed è nato per essere a sua volta un piccolo capolavoro: Sarah Suzuki, curatrice del Dipartimento di Disegni e Stampe del MoMA, ha curato i testi, mentre Ellen Weinstein ha realizzato le illustrazioni. Il volume ripercorre la vita dell’artista nota per le opere coloratissime, oltre che per il suo essere stravagante, originale e pop ancora oggi ad 88 anni.

Una delle opere più celebri di Kusama è sicuramente Infinity Mirrors, esposta in Italia l’anno scorso in occasione della mostra romana Love. L’arte contemporanea incontra l’amore al Chiostro del Bramante, caratterizzata da grandi pois e zucche, segni distintivi dell’artista giapponese, che si è fatta conoscere al mondo intero con opere dai toni forti e installazioni spettacolari, tanto che i più grandi musei di arte contemporanea del mondo accolgono una selezione dei suoi lavori. L’arte di Yayoi Kusama è qualcosa di estremamente originale ed unica nel suo genere, frutto della sua esperienza e della malattia che la colpì fin da giovanissima: l’arte per lei non è solo esternare la propria sensibilità ma è una terapia, un modo per concretizzare il problema e affrontarlo.

Infinity Mirrors

Nata nel 1929 a Matsumoto, in Giappone, inizia a dipingere dall’età di 7 anni. La sua infanzia non è felice come si potrebbe pensare, sua madre infatti la costringe e spiare i continui tradimenti del padre per poi riferirle i dettagli. Questo la segnò profondamente, tanto che sarà lei stessa a raccontare che ossessione e paura del sesso convivono in lei.

Intorno all’età di 10 anni inizia ad avere le prime allucinazioni, vede pois colorati ed inizia quindi a rappresentarli: diventeranno una costante del suo lavoro. Sua madre è contraria alla sua vocazione artistica e vorrebbe che la figlia trovasse un buon marito e si sposasse, ma nonostante le opposizioni, Yayoi riesce ad iscriversi ad una scuola d’arte per poi trovarsi di fronte alla verità: la scuola la costringe al dipinto tradizionale, a seguire determinati schemi, mentre lei vuole rompere gli schemi, vuole creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non può trovare in Giappone. A 27 anni lascia la sua terra natale «troppo piccola, troppo servile, troppo feudale, troppo sprezzante verso le donne» e vola a New York, dove incontra Georgia O’Keeffe, che diventa per lei una sorta di madrina e l’aiuta a farsi conoscere dal pubblico e ai collezionisti.
Kusama diventa famosa ma i suoi disturbi mentali peggiorano, da qui la decisione di ritornare in Giappone e di farsi ricoverare volontariamente in un ospedale psichiatrico, purché possa continuare a lavorare nel suo studio, situato vicino all’ospedale.

Alla veneranda età di 88 anni possiamo trovare ancora lì quella donna colorata che indossa parrucche stravaganti, che continua a lottare ogni singolo giorno contro la sofferenza grazie alla sua arte, dimostrando che perfino il più grande dei mali può essere tramutato in una miriade di pois colorati.

Yayoi Kusama – Louis Vuitton shop window display with Tentacles, 2012-2015

Il 1° ottobre 2017 è stato inaugurato a Tokyo un suo museo personale, il Yayoi Kusama Museum, su iniziativa della fondazione omonima che si occupa della gestione e promozione del patrimonio artistico di Kusama.

Yayoi Kusama: From Here to Infinity è un volume che sicuramente attirerà l’attenzione di tantissimi appassionati d’arte ma che nasce esplicitamente per bambini, infatti sebbene al suo interno siano illustrate la vita e la carriera di questa grande artista, non viene invece menzionata la sua malattia mentale e il fatto che ora risieda in manicomio, un tratto della sua vita che la caratterizza a fondo ma che è troppo difficile da poter spiegare ad un bambino.
Nonostante ciò, questa apertura dell’editoria verso il mondo delle artiste e più complessivamente verso il mondo dei grandi volti femminili passati e presenti, è qualcosa di meraviglioso. Per quanto le storie di fantasia siano affascinati, è ancora più bello lasciarsi meravigliare dalla realtà.

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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