#COGITOERGOSUM – Armi e pancia, il mix fatale che a Las Vegas ha colpito forte

0 1.102

#COGITOERGOSUM – Armi e pancia, il mix fatale che a Las Vegas ha colpito forte

Il dibattito sul possesso di armi da fuoco è attempato e ripetuto, soprattutto nelle faccende d’oltreoceano: infatti se in Europa manca una vera tradizione che porti gli uomini a desiderare di avere tra le mani esplosivi giocattoli, tutt’altro vento è quello che tira al di là dell’Atlantico, dove negli Stati Uniti la detenzione di armi è una mania, quasi un “valore” culturale.

Quella statunitense è una società costruita al cuore della contraddizione della libertà, quest’ultima eletta a bene supremo da garantire anche con la negazione della stessa, quando necessario. La difesa è sempre una lesione, un’azione necessariamente bifronte. Così più di una volta negli States la libertà difensiva è scappata di mano ed è sfociata in vere stragi colorate dal rosso fiume del commercio delle armi: un circolo vizioso per cui più cresce la psicosi data dalla violenza, alimentata a sua volta dal possesso indiscusso di armi, maggiormente la nazione si arma credendo di poter far fronte all’emergenza. Un vero cane che si morde la coda: una sanguinosa danza vorticosa che ci porta fino ai tragici fatti di domenica 1 ottobre quando a Las Vegas un pensionato bianco di 64 anni, armato fino ai denti delle sue 23 armi regolarmente dichiarate ha pensato di sparare sulla folla di un concerto uccidendo 59 persone e ferendone altre 500.

Follia? Non è accettabile una tale spiegazione, come altrettanto non sono accettabili le parole del presidente USA, Donald Trump che dinnanzi all’occorso non ha saputo far altro che invocare Dio. Come se quel Dio, qualsiasi nome porti, sarebbe in grado di accettare la prassi dell’armarsi fino ai denti dallo stesso leader appoggiata e giustificata. Migliaia di persona muoiono negli States ogni anno a causa dell’uso improprio di armi in contesto domestico o “terroristico”, così il fenomeno si è fatto urgente.

Michel De Montaigne (Bordeaux, 28 febbraio 1533 – Saint-Michel-de-Montaigne, 13 settembre 1592)

Montaigne, filosofo francese del XVI secolo affermava qualcosa di importante per condurre la nostra riflessione ben 500 anni dopo quando diceva che «noi siamo il solo animale abbandonato nudo sulla terra nuda, legato, incatenato, senza aver nulla di cui armarsi e proteggersi se non le spoglia degli altri», evidenziando che, se non controllato, un certo istinto autodistruttivo innato all’essere umano spinge le società a mietere cadaveri senza comprendere la logica più intima di queste azioni. Se esiste un parlare “pour parler”, sembra esistere anche un “uccidere per uccidere”.

Se la difesa è certamente un valore primario non possiamo ignorare ingenuamente l’anima violenta della nostra struttura, la parte irrazionale e ferina che ci prende alla pancia e in più di un’occasione ci impedisce per breve tempo la costruzione di pensieri razionali.

Rita Levi Montalcini (Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012)

In proposito la grande neurologa Rita Levi Montalcini faceva riferimento ad una sorta di «cervello primitivo» che coesisterebbe con quello avanzato e razionale: questo cervello “greto” da un lato ha «salvato l’australopiteco ma porterà l’homo sapiens alla distruzione. La scienza ha messo in mano all’uomo potenti armi di distruzione. La fine è già alla portata». Ne deriva che in una utopistica società razionale le armi sarebbero qualcosa di non pericoloso? Il non senso di questa domanda è evidente: se le società potessero essere del tutto logiche allora non esisterebbe nemmeno l’idea di arma. L’unica verità è che nella nostra realtà, assolutamente fatta di razionale e irrazionale, di logico e pulsione assieme, le armi sono pericolose: annientano il confrontano e spengono la comprensione, alimentando invece cascate sanguinose di diffidenza e psicosi.

C’è un solo grande esercito che merita di essere imbastito quanto prima: esso ha come armi la riflessione e la voglia di comprendere.

Francesco Girolimetto per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.