“Lady Diana. Uno spirito libero”: la principessa in mostra alla Venaria

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Lady Diana. Uno spirito libero: la principessa in mostra alla Venaria

Le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria ospitano fino al 28 gennaio 2018 la mostra Lady Diana. Uno spirito libero: organizzata dal Consorzio della Reggia e dal Kornice, è un racconto storico volto a rendere omaggio alle numerose sfumature di Lady Diana, grazie alla presentazione evocativa e toccante di racconti, immagini, riferimenti a giornali, avvenimenti e testimonianze che conducono il visitatore in un’esperienza completa.

Giungere a Venaria è incontrare la Storia con la S maiuscola, in questo caso la storia narrata attraverso la cronaca, il gossip, in un percorso visivo di oltre 100 fotografie, corredate da riviste, giornali, brani musicali: ecco la storia unica di una principessa unica, Diana Spencer, per il mondo Lady Diana. A vent’anni dalla morte della “principessa del popolo”, come la definì l’allora premier Tony Blair, è risultato doveroso allestire una mostra che celebrasse uno spirito multi sfaccettato e affascinante come il suo. La mostra Lady Diana. Uno spirito libero, allestita da Giulia Zandonadi e Fabrizio Modina, non ha volontà critica verso il ruolo svolto dalla principessa ma vuole colpire il pubblico con le più significative immagini scattate in giro per il mondo.

Eleganza per eleganza, la bellezza degli ambienti ben incornicia la bellezza delle immagini e l’accuratezza dell’allestimento accompagna il visitatore nei ritagli rubati di una vita fatta di tutto, troppo, o forse poco, comprendendo il senso “storico” del ricordare questo anniversario.

Troppo o forse poco: possibile che una principessa abbia poco? Non è della materialità che si intende parlare, ma della sostanza di ogni evento di vita vissuta o mancata, una donna, presa d’assalto da dolori, delusioni, aspettative, obblighi, costrizioni e tanta fatica nell’essere Lady Diana.

In apertura della mostra troviamo un tetto di rose, installazione voluta per ricordare la rosa bianca dedicata alla principessa del Galles e la canzone di Elton John Candle in the wind, che l’accompagnò nel giorno dell’addio. Proseguendo, decine e decine di fotografie combinano il racconto della Principessa lontano dalle glorie e dal luccichio della vita regale, portandola in una dimensione di donna e madre più umana, più popolare, insomma molto più vicina alla sua maniera che tanto l’ha resa amata dal popolo britannico e che, qualche volta, ha messo in imbarazzo la famiglia reale.

Ecco quindi emergere con tutta la sua forza la storia bella e intensa, finita tragicamente, della Principessa del Popolo Diana Spencer, che il 29 luglio 1981 sposa Carlo, principe del Galles, sotto gli occhi di oltre 750 milioni di persone che seguirono l’evento reale in mondovisione, mentre oltre mezzo milione di londinesi invasero le strade della Capitale per seguire il corteo. Poi il mito di Diana tra luci e ombre è cresciuto a dismisura nei quindici anni della sua permanenza nella famiglia reale, fino al divorzio da Carlo e alla morte a Parigi il 31 agosto 1997. Dopo vent’anni, Lady Diana continua ad essere un’icona per le persone che vissero quegli anni e la sua è una storia che viene raccontata anche a chi all’epoca era troppo piccolo per capire. La storia di una donna, uno spirito libero, che con fatica riuscì ad accettare le regole di Corte, diventando un simbolo mondiale costantemente sulle prime pagine delle riviste e dei giornali: da Vogue a Vanity Fair, da Time ad Harper’s Bazaar. Come ha scritto Fabrizio Modina:

Tra i milioni di scatti – rubati e ufficiali – che la ritraggono, alcuni sono diventati iconici quanto lei, istantanee di momenti felici che di Diana fissano nel tempo la sua gioia di vivere, l’entusiasmo, la giovinezza che nessuno poteva sottrarle. Neanche quella severa signora con il cappello e il cappotto sempre en pendant.

Lady Diana, uno spirito libero, uno spirito sopra le righe, uno spirito vero, profondo, come i suoi grandi occhi, che hanno visto il dolore di tradimenti, umiliazioni, doveri ai quali sottostare, ma in tutto questo è stata una donna amata per la sua verità, per la mano con la quale ha saputo accarezzare il volto di un bambino in lacrime, per il sorriso che ha donato senza riserve, lei che nella sua immensa fragilità di essere umano è stata scandalo per una realtà troppo obsoleta, forza per chi aveva bisogno di dire “no” all’innaturale.

Stefanella Ebhardt, responsabile della comunicazione e del marketing di Kornice, ha spiegato:

Ci piaceva ricordare Lady Diana nel suo ruolo di donna e di Principessa. Tutti ricordano dove si trovavano nel momento in cui è avvenuta la tragedia. Diana, come suggerisce il sottotitolo della mostra, era uno spirito libero e lei stessa lo ribadiva.

Lady D per la sua umana natura, la “principessa triste” per tutto il resto.

Diana, è stata uno shock per la cultura popolare britannica. Mai era accaduto prima che un membro della famiglia reale si mischiasse con cantanti rock e pop. Si parlava dei negozi in cui lei andava a comprare i vestiti. Il suo divorzio ha fatto capire al mondo che una principessa, a un certo punto, può anche decidere di scendere dalla carrozza.

Fabrizio Modina

Lady Diana. Uno spirito libero
A cura di Giulia Zandonadi e Fabrizio Modina
Reggia di Venaria, Torino
Dall’8 luglio 2017 al 28 gennaio 2018

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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