“La verità sul caso Harry Quebert”: il potere della scrittura in un thriller moderno

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La verità sul caso Harry Quebert: il potere della scrittura in un thriller moderno

Pubblicato nel 2012 (in Italia è uscito l’anno seguente) La verità sul caso Harry Quebert, il romanzo dello scrittore svizzero Joël Dicker, oltre ad essere stato consacrato dai maggiori premi letterari francesi (Goncourt des lycéens e Grand Prix du Roman de l’Académie française) è diventato subito un bestseller. Un libro di quasi ottocento pagine, in cui la verità è appesa a un filo, governato da rabbia, rivalsa e numerosi colpi di scena. Oltre al grande successo letterario, il giovane autore nato a Ginevra ha inoltre annunciato l’adattamento televisivo del suo romanzo. Una miniserie composta da dieci puntate in cui ad interpretare il personaggio principale sarà l’attore statunitense Patrick Dempsey.

La scrittura è un dono non perché ti permette di scrivere correttamente, ma perché ti consente di dare un senso alla tua vita.

Copertina de La verità sul caso Harry Quebert

Una storia, tanti protagonisti. Marcus Goldman è un giovane scrittore che, dopo essere diventato una star milionaria, grazie al suo romanzo d’esordio, si trova completamente in preda al blocco dello scrittore. Nel frattempo, Harry Quebert, un professore universitario e uno dei più grandi scrittori americani, nonché amico dello stesso Goldman, viene accusato di aver commesso un crimine avvenuto trentatré anni prima: l’uccisione della quindicenne Nola Kellergan, con cui in passato Quebert ebbe una folle e segreta storia d’amore. Marcus si reca così ad Aurora, una fittizia cittadina nello stato del New Hampshire, per provare l’innocenza del suo grande amico e del mentore che lo ha condotto a diventare uno dei più promettenti scrittori degli Stati Uniti. Il racconto si svolge nella primavera del 2008 con numerosi flashback che riportano al lontano 1975, anno in cui fu uccisa la giovane Nola Kellergan.

Scritto con una semplicità disarmante, questo romanzo è caratterizzato da una scrittura fluida e da dialoghi leggeri e coinvolgenti. Giallo, noir, thriller, poliziesco. La verità sul caso Harry Quebert è un libro nel libro: è una storia che sì affascina, ma che soprattutto approfondisce in modo onesto e pulito l’importanza della scrittura e il valore delle parole.

Gli scrittori sono esseri così fragili perché possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.

Patrick Dempsey, l’attore scelto per la trasposizione televisiva del romanzo

Joël Dicker ha dato vita a un racconto complesso, ma allo stesso tempo organizzato e ordinato. Il vero punto di forza de La verità sul caso Harry Quebert resta l’estrema originalità che si fonde con una folgorante e cinica crudezza. Interessante e curiosa la scelta di numerare i capitoli in ordine decrescente, quasi come una corsa contro il tempo. Dal capitolo numero 31 al capitolo numero 1 è una lettura tutto d’un fiato, con un solo e unico interrogativo: chi ha ucciso Nola Kellergan? Dicker descrive in una matriosca di storie i sentimenti più oscuri e profondi dell’animo umano, ma soprattutto ci ricorda che tutto è il contrario di tutto. La ricerca della verità va a sbattere contro una realtà spietata e materiale, fatta di veleni e maschere. È qui che il mestiere dello scrittore viene in soccorso, come ci insegna il giovane e ambizioso Marcus Goldman: qui la letteratura è uno strumento necessario per la scoperta della verità.

È proprio il caso di dirlo. La verità sul caso Harry Quebert, quando i libri ti salvano la vita.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

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