#1W1W – Empatia e relazione empatica, motori della nostra società

0 2.654

#1W1W – Empatia e relazione empatica, motori della nostra società

Empatia e relazione empatica, motori della nostra societàQuesta nuova rubrica One word one week una parola a settimana – nasce dal desiderio di fermarsi a riflettere sul ruolo importantissimo che le parole hanno nella nostra vita e nelle nostre relazioni quotidiane e, soprattutto, dalla convinzione che un utilizzo corretto e consapevole di esse possa contribuire a migliorare la vita sociale degli individui e della comunità nella quale viviamo. Nella cornice di questi pensieri e alla luce degli avvenimenti quotidiani di cronaca, una parola sulla quale potrebbe valere la pena soffermarsi è Empatia.

Si tratta di una parola dal significato molto ampio e complesso, che racchiude in sé la chiave per accedere alla creazione di una società attenta ai bisogni altrui. Già la sua etimologia ci porta nel cuore del discorso: la parola deriva dal greco μπαθείαempatéia, composta da en, dentro, e da pathos, sentimento, sofferenza. Essere dentro il sentimento, dunque, sentire dentro, definizioni che richiamano immediatamente l’importanza della relazione.

Originariamente nel mondo greco la parola delineava il legame di partecipazione emotiva tra l’aedo – il cantore – e il suo pubblico. Successivamente il suo significato si è esteso alle varie discipline conservando sempre l’idea di condivisione di emozioni e sentimenti. Agli inizi del Novecento, nel 1906, il filosofo e psicologo tedesco Theodor Lipps scrisse un saggio intitolato Empatia e godimento estetico nel quale interpretò l’empatia come una funzione psicologica alla base dell’esperienza estetica (etimologicamente da αἰσθάνομαι – aisthánomai – percepire). In particolare Lipps si concentrò proprio sulla percezione che l’individuo ha delle proprie energie e forze vitali quando entra in relazione con l’opera d’arte e ne penetra il significato contenuto: l’uomo trasferisce il proprio senso vitale nella bellezza dell’arte la quale, a sua volta, trasmette nuove emozioni.

Empatia e relazione empatica, motori della nostra società
Simpatia Vs Empatia

Successivamente il significato della parola Empatia si estese più in generale alla comunicazione intersoggettiva e, a questo proposito, è molto importante citare il lavoro di Edith Stein che si avvicina molto al discorso e al peso che la parola ha tuttora. La Stein definisce l’empatia come una sorta di viaggio fichtiano dell’io, il quale, attraverso la relazione esce da se stesso per vivere e condividere la realtà dell’altro per poi tornare dentro di sé arricchito di nuove esperienze. Da un lato, quindi, l’io vive l’alterità dall’interno e dall’altro, capisce e reinterpreta ciò che in sé è latente o diverso.

Si tratta di un’idea di relazione semplice e pura che conferma la spontaneità di cui l’uomo, animale sociale, è capace di sua natura. Ciò che maggiormente differenzia l’empatia dalla simpatia è l’assenza totale di giudizio: la relazione empatica prescinde qualsiasi giudizio etico o morale perché è incentrata prevalentemente sulla condivisione delle emozioni; e la presenza di un coinvolgimento totale, intestino, quasi viscerale dell’individuo dentro il vissuto altrui.

La relazione empatica abbraccia ogni campo dell’esistenza umana: dal rapporto medico-paziente, insegnante-alunno, datore di lavoro-impiegato, genitore-figlio, vicini di casa, autoctoni-stranieri. Ciascuna di queste situazioni comunicative presuppone, o presupporrebbe, il costante esercizio dell’ascolto attivo e della capacità di accogliere. Ciò non deve tradursi, erroneamente, in un diffuso buonismo che offusca eventuali lati negativi dell’altro bensì nella capacità di riconoscere i sentimenti e i vissuti, condividerli e riportare in se stessi un insegnamento dal quale far scaturire una riflessione personale. Il beneficio della relazione empatica, dunque, sta, da una parte, nell’accogliere l’altro in quanto tale, donando ascolto e facendo sentire la persona parte di qualcosa, e, dall’altra, nel riportare in sé nuovi argomenti di riflessione e di crescita che in futuro susciteranno atteggiamenti e azioni diverse, più attente ai bisogni dell’altro.

Conoscere, ad esempio, le motivazioni che hanno portato una mamma africana con il suo bambino appena nato a intraprendere un viaggio spaventoso in mare per potergli donare un’occasione di una vita migliore aiuterebbe chi accoglie a vedere quanto in realtà il viaggio sia stimolato da sentimenti comuni che, in maniera diversa, si vivono e si provano ogni giorno. Capire la sofferenza di una persona anziana che chiama i carabinieri solo per sentirsi meno sola aiuterebbe a comprendere quanto importanti siano il dialogo e quanto in fondo ciascuno di noi per vivere abbia bisogno di un tessuto sociale solido di relazioni e di contatti. Capire la gioia di qualcuno che ha superato un ostacolo oppure un brutto momento dà agli altri la forza e la grinta di affrontare anche i propri angoli bui, creando un circolo virtuoso di vissuti e riflessioni.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.