“Future is Design”: presentato il XII Premio Nazionale delle Arti a Bologna

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Future is Design: presentato il XII Premio Nazionale delle Arti a Bologna

Future is DesignNel pomeriggio di mercoledì 27 settembre, presso la Biblioteca Sala Borsa di Bologna, è stata presentata la XII edizione del Premio Nazionale delle Arti – Sezione Design dal titolo Future is Design.

L’incontro si è svolto nell’ambito dell’attuale Bologna Design Week ed ha avuto come tematica principale Art Industries, il confine tecnologico tra arte, design, moda e cultura contemporanea. A comporre il discorso inerente il ruolo del designer oggi, sono stati chiamati ad intervenire quattro esponenti del settore nostrano, Giovanna Cassese, Presidente della ISIA di Faenza, Flaviano Celaschi, coordinatore del corso di Laurea in Design del prodotto industriale all’Unibo, Paolo Rigamonti, architetto e fondatore dello studio Limiteazero, e infine Federica Muzzarelli, Diretttore del master in Design & Tecnologies for Fashion Communication presso Unibo.

Il premio, giunto alla sua XII edizione, è dedicato ai giovani creativi di qualsiasi ambito ed è stato gestito fin dall’esordio dal Miur, venendo poi affidato alle istituzioni che si occupano di formazione nei diversi ambiti disciplinari, in questo caso il design. I vincitori sono stati selezionati da una giuria qualificata tra i tanti progetti presenti all’interno della mostra inaugurata ieri presso la sede ISIA di Faenza. È stato inoltre redatto un catalogo in italiano e in inglese, rimarcando la decisione di quest’edizione di aprirsi a livello internazionale, promuovendo così il proprio istituto.

Future is Design
ISIA Faenza

Innanzitutto, il termine Art Industries non esiste nella letteratura odierna, ma rappresenta un neologismo che nell’accezione di industria creativa racchiude un elemento di evoluzione e progressione più che una conseguenza effettiva dei processi.

Il fulcro intorno al quale hanno ruotato i quattro interventi riguarda l’attuale difficoltà di identificare il concetto di design e della figura del progettista in sé. È stato dunque affermato che esiste una necessità di interazione attraverso le diverse discipline scientifiche – umanesimo, sociologia, cultura, arte, matematica, marketing, ecc. – poiché viviamo attualmente in un mondo digitalizzato fondato su di un mercato che è liquido, dove appunto il progettista si trova a mediare.

Giovanna Cassese ha centrato il suo discorso sull’importanza della formazione del giovane creativo, decisiva poiché parlare di formazione implica una focalizzazione anche sul sistema del contemporaneo. L’arte e il design si trovano su un confine labile, dove infatti non è ancora chiaro quando si può parlare di opera d’arte e quando di oggetto di design – quindi prodotto. L’attività formativa, perciò, si trova da sempre a inseguire il mercato e il sistema artistico, mai avviene il contrario. L’ISIA – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di cui la Cassese è Presidente – fonda così la sua forza sul rapporto diretto col docente, in una didattica del saper pensare e saper agire. Come afferma anche il professor Celaschi, il progettista necessita di confrontarsi positivamente con i diversi saperi delle diverse discipline, poiché soltanto in questo modo egli può capire la realtà attraverso filtri diversificati. Ecco che la figura del designer funge da mediazione in un mondo in cui gli estremi sono rappresentati dal marketing – che risponde ai suoi bisogni di profitto – e il cittadino – che appunto riceve le risposte ai bisogni.

Si parla così di Industry 4.0, ovvero di quarta Rivoluzione Industriale, riferito a quel fenomeno globale dove il reale entra pienamente nel digitale ed è una situazione che riguarda non solo il mondo ingegneristico e produttivo ma anche tutti gli altri ambiti disciplinari e scientifici. Perciò, chi si trova ad un estremo – ovvero chi ha un’unica specializzazione – subisce un rimescolamento del proprio settore e chiede aiuto a chi invece ha sempre assunto una funzione mediativa e di formazione multipla – ovvero il progettista.

Attraverso la digitalizzazione, dapprima con l’avvento di Internet, il fenomeno ha preso sempre più piede, dove ogni settore è così entrato in contatto con una nuova realtà mediatica. I new media vengono così presi d’assalto dalla produzione.

I vincitori della XII edizione del Premio Nazionale delle Arti – Sezione Design:

Sezione Design del Prodotto: Primo posto – Tailored di Elisa Inviso di ISIA Faenza e Glifo di Sara Monacchi, Luca Toscano e Andrea Pelino della NABA; Secondo posto – Informaglie di Chiara Ganugi Spagli di ISIA Firenze; Terzo posto –  progetto su Matera 2019 di Grazia Valeria Ruggiero dalla “Sapienza” di Roma.

Sezione Design della Comunicazione: Primo posto – Monogram di Alessia Raiti dall’Accademia di Belle Arti di Catania; Secondo posto – Macchine del tempo. Oggetti e racconti della Valtiberina di Francesca Santi da ISIA Urbino; Terzo posto – Meetmuseum Abruzzo di Valeria Ferrante dall’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Future is Design
a cura di Giovanna Cassese e Marinella Paderni
ISIA, Faenza (RA)
Dal 28 settembre 2017 al 15 ottobre 2017

Fabio De Liso per MifacciodiCultura

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