Staro Zhelezare: il piccolo villaggio in Bulgaria diventa una galleria d’arte a cielo aperto

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Staro Zhelezare: il piccolo villaggio in Bulgaria diventa una galleria d’arte a cielo aperto

Staro Zhelezare è un villaggio della Bulgaria centrale che dista circa 180 chilometri da Sofia. Pareti, facciate ed edifici qui sono ricoperti da dipinti, figure e ritratti di popolazioni locali accompagnati da celebri personaggi del mondo della politica e della cultura. Il progetto è stato ideato da Art Collective di Katarzyna e Ventsislav Piryankov: Tutto è iniziato nel 2015, quando i Piryankov, artisti polacchi provenienti da Poznan, hanno organizzato il primo festival murale chiamato Village of Personalities-Art for Social Change. Molti allievi della coppia si sono uniti ai due nel dipingere i primi graffiti del villaggio.

L’idea è semplice, intelligente ma anche estremamente innovativa. I proprietari delle abitazioni hanno scelto i volti di famose personalità da imprimere sui muri delle proprie case, in modo da farvi aggiungere in corrispondenza anche i loro stessi ritratti. Per il visitatore esterno, l’effetto è quello di un’esposizione raffigurante personalità conosciute, messe in luce nelle loro posture, nei loro costumi e nei loro stati d’animo. Per chi è del posto, però, questa galleria open air ha anche un secondo significato che si rifà alla coscienza della popolazione locale in un meccanismo che incoraggia la valorizzazione del territorio. L’arte del gruppo, guidata dai Piryankov, gode di popolarità in tutta la Bulgaria.

Del resto, fino a pochi anni fa, transitando da questo piccolo villaggio di circa cinquecento abitanti, non si sarebbe potuto ammirare nulla di speciale, ma solo incorrere nella difficile pronuncia del nome del posto. Situato vicino a Hisarya, con le sue sorgenti di acqua minerale e il patrimonio romano, e Starosel, con le sue tombe trace dilapidate, Staro Zhelezare sembrava un villaggio comune nella pianura tracia. Le sue strade illuminate dal sole, fiancheggiate da case basse e da giardini lussureggianti, erano per lo più vuote. La piazza centrale raggruppava solo edifici amministrativi apparentemente fatiscenti e una sgradevole statua rappresentante alcune autorità comuniste locali. Adesso, tuttavia, la località appare completamente trasformata: i volti dipinti appartengono a personaggi noti come Alfred Hitchcock e Bob Marley, insieme ai potenti della terra. Donald Trump viene ritratto accanto ad una mucca che, nella torsione del collo e nello sguardo fisso in avanti, ricorda la celebre copertina di Atom Heart Mother il quinto album discografico dei Pink Floyd.

In Bulgaria ci sono altri  paesini dove l’arte moderna  prospera negli spazi pubblici: Ilindentsi, per esempio, è un centro d’arte all’aria aperta per la scultura in marmo. Un giardino pieno di  installazioni in mattoni, argille o ceramiche si trova a Cherven Bryag, una città incontaminata nel nord del Paese. Infine, Yasna Polyana, nello Strandzha, è stata utilizzata per ospitare un simposio di opere in legno, ora in gran parte rimaste sul suo territorio.

Gli abitanti di Staro Zhelezare sembrano nobilitarsi e diventare soggetti di un dipinto anche solo nelle semplici foto che li ritraggono fieri accanto alle composizioni sulle loro case. Si sentono protagonisti di un’opera in movimento, come una tela che li ha ritratti in una vita immaginaria. Gente modesta che probabilmente non si era mai risparmiata durante un’intera vita di lavoro a contatto con la poco florida economia bulgara. Il tema del popolo rurale è stato un soggetto ricorrente nella storia dell’arte: allo stesso modo i pittori realisti francesi, nel tentativo di rappresentare l’obiettività contemporanea, mostrarono un certo interesse  per i ceti popolari. A metà XIX secolo, Gustave Courbet aveva dato dignità ad una folla di persone provinciali e all’apparenza poco interessanti in Un funerale a Ornans (1849), così come Jean-François Millet non si trattenne dall’esporre in primo piano l’umile vita tra i campi di un seminatore e delle tre donne spigolatrici.

I dipinti del paesino bulgaro non raffigurano però le gesta degli abitanti durante le ore di lavoro e di fatica, ma regalano un sogno a coloro che vengono immortalati in attimi di semplicità. L’attività svolta dai Piryankov non si limita ad applicare dei pigmenti su una superficie, ma diviene un affresco che tocca i sentimenti e la memoria di un’intera collettività aperta a donare una parte di se stessa ai visitatori.

Mino Guarini per MIfacciodiCultura 

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