“Monaco Vienna Praga Roma”: la Secessione in mostra a Rovigo

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Monaco Vienna Praga Roma: la Secessione in mostra a Rovigo

Enrico Lionne, Nudo

È stata inaugurata lo scorso sabato a Rovigo la grande mostra Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità, aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2018 al Palazzo Roverella e curata da Francesco Parisi. Prima nel suo genere, l’esposizione intende offrire uno sguardo ampio sui movimenti secessionisti sviluppatisi nei vari Stati europei nonché porsi come alternativa alle classiche mostre dedicate quasi esclusivamente ai fenomeni viennese e romano.

Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e realizzata in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, la mostra si rivela un’interessante occasione per confrontare, scoprire e gustare le diverse declinazioni che il movimento ha assunto nei quattro centri culturali più importanti alla fine del XIX secolo.

Infatti, intorno agli anni Novanta dell’Ottocento gruppi di artisti si staccarono dall’arte classica e dalle istituzioni perché incompresi, maltrattati, stanchi di rientrare in schemi classici e concezioni statiche dell’opera d’arte. I giovani artisti, mossi più dal desiderio di maggiore visibilità e di riscatto, si organizzarono in associazioni parallele contribuendo a creare un dibattito fresco, dinamico e moderno. L’ondata innovativa abbracciò anche la letteratura e, infatti, molti movimenti secessionisti fecero capo a riviste che ne sposavano l’intento e la voglia di novità.

Franz von Stuck, Lucifero

Nella mostra a Palazzo Roverella le varie sale ospitano quadri, oggetti, statue e disegni derivanti dalle quattro città europee. Si inizia con Monaco e con una scelta di opere che abbraccia gli anni tra il 1898 e il 1910 sebbene qui il fenomeno secessionista apparve già nel 1892 inglobando varie tendenze tra cui il pre-simbolismo, il simbolismo, l’impressionismo e post-impressionismo e, soprattutto, lo Jugenstil, di taglio puramente modernista. Tra gli artisti presenti in questa sezione si ricordano tra tutti Franz von Stuck, Franz von Lenbach, Carl Strahatman. Di von Stuck si può ammirare il Lucifero sia nell’opera finale sia nel bozzetto preparatorio. Echeggiano motivi quali ninfe, fauni, demoni dalle fisicità e dagli sguardi carichi di erotismo quasi perverso che si traduce anche nei toni cupi e scuri utilizzati.

La seconda sezione della mostra è dedicata a Vienna dove il movimento si formò nel 1897 e fu sostenuto dal già celebre Gustav Klimt. Di lui si possono ammirare opere come Signora con il cappello su sfondo rosso, che racconta gli inizi della sua arte, e Amiche I (Le Sorelle) dove si riconosce la geometrizzazione bizantina tipica di Klimt. Le esposizioni delle Secessioni viennesi intendevano l’arte come parte integrante dello spazio in cui avvenivano così da offrire una fruizione diversa dell’opera d’arte. Per questo motivo, la rivista ufficiale Ver-Sacrum sceglieva man mano soluzioni grafiche innovative per contestualizzare le opere rendendo la grafica stessa parte integrante dell’innovazione secessionista al pari dell’arte e della poesia. Oltre a Klimt, in mostra ci sono opere, per citarne solo alcuni,  di Josef Maria Auchentaller, Kolo Moser e Egon Schiele.

La terza anima del percorso espositivo è rappresentata da Praga dove, a partire dal 1890, giovani artisti si posero in contrasto con l’arte boema. Qui fu importante il ruolo assunto dalla rivista Meditace, all’interno della quale nacque l’idea di creare il gruppo artistico conosciuto con il nome di Sursum. Gli artisti erano accomunati da un interesse per il trascendente, per l’oscuro, per l’inconscio umano, le passioni, gli istinti, l’erotismo e la morte. La sezione dedicata a Praga è di sicuro quella dalle caratteriste più cupe e macabre. I dipinti di Josef Vachal, ad esempio, traducono in arte traumi e paure vissute dall’artista durante l’infanzia. L’alterazione della psiche umana si traduceva in tela con l’accentuazione del colore e delle forme. Gli esponenti di Sursum, inoltre, si concentrarono anche sui materiali e in particolare sull’incisione su legno tagliato grossolanamente richiamando l’interesse per il mistero e l’ancestralità delle culture primitive.

Jsef Maria Auchentaller, Allegoria 19 (Donna con maschere)

La quarta e ultima sezione è dedicata a Roma dove il movimento prese piede ben venti anni dopo quello monacense, precisamente tra il 1913 e il 1916. Qui le idee e le iniziative erano legate molto alla ricerca di visibilità da parte degli artisti che, a volte, esponevano sia con i gruppi secessionisti sia con le istituzioni ufficiali. In mostra sono presenti artisti quali Felice Casorati con l’opera Ada, Plinio Nomellini con il suo Ritratto di Grazia Deledda, Enrico Lionne e altri.

In generale gli artisti chiedevano più libertà di espressione, rifiutavano le scuole e sostenevano l’idea che artisti si nasce e non si diventa tramite indottrinamenti in accademie o con tecniche precostituite. Le Secessioni furono un significativo momento della storia che portò al dibattito e all’avvento della modernità e che vale sicuramente la pena di indagare e riscoprire.

SECESSIONE. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità
A cura di Francesco Parisi
Palazzo Roverella, Rovigo
Dal 23 settembre al 21 gennaio 2018

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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