I capolavori dell’arte sul corpo umano: Rise Art per la promozione della cultura

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I capolavori dell’arte sul corpo umano: Rise Art per la promozione della cultura

Un britannico su sei non è mai stato in un museo. Un dato che ovviamente fa riflettere sull’interesse degli abitanti d’Albione per l’arte, a maggior ragione se si pensa che da quelle parte l’accesso ai musei è gratuito. Lo studio da cui è stato tratto è stato condotto su 2000 adulti, il cui 44% ha dichiarato di considerare l’arte elitaria, mentre uno su dieci si è definito intimidito da musei e gallerie. Questo è un problema da sempre legato all’arte musealizzata, il suo essere distante in un certo senso, sacra a tal punto da sembrare per pochi, ma queste sensazioni non sono legate all’arte bensì al contesto in cui è inserita, che sì la preserva ma a volte la decontestualizza. Ma come fare a convincere i britannici ad avvicinarsi all’arte? Quale iniziativa per colpire il loro cuore e i loro occhi? Per promuovere l’arte e la cultura Rise Art, sito specializzato nella vendita di arte online, ha chiamato Sarah Ashleigh, specializzata nella body art, per realizzare cinque opere d’arte umane: sul corpo dei modelli, Sarah ha riprodotto cinque capisaldi dell’arte, ovvero L’urlo di Munch, Donna seduta di Picasso, Ragazza con fiocco nei capelli di Roy Lichtenstein, Composizione con rosso, blu e giallo di Mondrian ed Girasoli di Van Gogh.

Ci sono volute dodici ore di lavoro e un grande studio da parte dell’artista e del suo team, che ha dovuto adattare alle curve umane i cinque quadri: il risultato è sicuramente stupefacente. I modelli hanno girato per il centro di Londra tra gli sguardi tra lo sbigottito e l’incuriosito dei passanti, inevitabilmente attratti tanto dai colori accesi quanto dalle inaspettate nudità.

Quello che questa iniziativa ha voluto dimostrare è che i colori dell’arte non sono per pochi, bensì davvero per tutti, nessuno escluso: qualsiasi opera è predisposta per entrare in comunicazione con tutto il genere umano, sarà poi compito di quest’ultimo appropriarsene ed interpretarla.

Certo, la riproduzione di alcuni quadri sul corpo umano è stata possibile poiché sono state scelte opere celebri dove il segno e il disegno sono chiari, certamente non sarebbe stato possibile con opere d’arte più contemporanea, che puntano magari alla scomposizione ed all’introspezione più che sull’immediata comunicazione visiva, ma si è giustamente scelto di partire da qualcosa di più noto e meno impegnativo per lo spettatore per coinvolgere il maggior numero di persone possibile nel gioco dell’arte.

Le “opere d’arte” davanti alla National Gallery

Dopotutto, come spiegano gli stessi fondatori e dirigenti, Rise Art non vende solo opere d’arte, ma cerca anche di scovare nuovi talenti, magari quei geniali artisti che segneranno il nostro secolo e verranno analizzati con enfasi e reverenza sui manuali al pari di Leonardo da Vinci e Picasso.

Ma se l’arte ha sempre meno appeal tra le persone, che anzi se ne sentono respinte, e le nuovissime generazioni non masticano i rudimenti di arte, i critici di domani a chi racconteranno gli artisti che devono ancora venire? Troveranno davvero qualcuno interessato alle loro parole sui geniali artisti di inizio secolo?

Perché l’arte sia viva serve un pubblico, perciò sosteniamo l’arte ma soprattutto guardiamola, osserviamola, ascoltiamo e poi mettiamola in discussione, alimentando il processo creativo e arricchendo noi stessi di un bene prezioso e senza valore: la conoscenza.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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