Niccolò Ammaniti: quando l’autore è eclettico e la scrittura non ha paura

0 2.026

In un mondo fatto di etichette e stati sociali nasce la storia di uno scrittore eclettico, ribelle e crudo: Niccolò Ammaniti.

Niccolò Ammaniti (25 settembre 1966)

Nato il 25 settembre 1966, lo scrittore romano nel corso del suo percorso letterario è stato tante cose diverse e non si è mai accontentato di nessuna. Dopo aver intrapreso un percorso universitario ha abbandonato gli studi di Scienze biologiche poco prima della consegna della sua tesi. Una leggenda metropolitana vuole che proprio la bozza di quel lavoro mai consegnato, sia poi diventata il punto di partenza per Branchie!, il suo primo romanzo pubblicato nel 1994. Già da questo libro si intravede l’animo sempre diviso tra uno stile pulp americaneggiante e una sensibilità tutta europea.

La grande opportunità della sua carriera arriva però, solo due anni più tardi, con il primo libro edito dalla Mondadori: Fango; una serie di racconti ambientati in dimensioni, luoghi e culture assolutamente distanti. Attraverso quest’opera Ammaniti riesce a presentarsi al grande pubblico mostrando proprio la sua creatività narrativa, uno dei lati più caratterizzanti del suo talento. Da quel momento in poi la sua carriera è stata il meritato riflesso di un lavoro sempre attento e mai ripetitivo, uno studio della società e della sua mancanza di valori, ma anche una difesa verso quel mondo che per troppe persone non ha più nulla da dire o da insegnare.

L’Italia si accorge davvero del suo tentativo quando presenta, nel giro di due anni, i romanzi Ti prendo e ti porto via e Io non ho paura. In particolare il secondo insieme a Come Dio comanda, pubblicato cinque anni dopo, è riuscito a coronare il percorso psicologico di Ammaniti. I mondi presentati, sempre a metà tra realtà e finzione, sono infatti il riassunto di personaggi di bassa estrazione sociale e quasi sempre di moralità discutibile. Paesetti non urbanizzati in cui l’etica del denaro ha comunque già inasprito i rapporti e aumentato gli scontri.

La carriera di Ammaniti, come del resto le storie dei suoi personaggi, ha preso strade diverse che sono sempre, in qualche modo, tornate alla scrittura di romanzi. Negli anni però ha collaborato con interesse per diverse riviste di settore, occupandosi di letteratura, cinema e viaggi. Ha inoltre prodotto e interpretato un radiodramma per RAI-ERI intitolato Anche il sole fa schifo.

In qualsiasi forma lo scrittore proponga il suo lavoro si ritorna sempre a parlare del suo uso crudo delle parole, macchiato da scurrilità ma anche elevato da un surrealismo quasi magico. In tanti lo hanno definito uno scrittore per la fruizione comune di genere, del senso di pulp, una sorta di Quentin Tarantino della letteratura italiana. Le storie sempre al limite del borderline e la sua capacità di creare percorsi narrativi che viaggiano su binari paralleli fino a incontrarsi lo hanno anche portato al confronto con Stephen King, il re dell’intreccio. In un tentativo perenne di categorizzazione Niccolò Ammaniti è andato avanti, continuando a scrivere e a interpretare, cambiando ma restando il ragazzo fuori dagli schemi che vuole raccontare la realtà di un mondo troppo spesso dimenticato. Di questo si è innamorato il grande pubblico italiano, la critica, che nel 2007 l’ha insignito del Premio Strega, e anche il regista premio Oscar Gabriele Salvadores che partendo dai romanzi Io non ho paura e Come Dio comanda ha realizzato due film sensibili ed emozionanti. Dopo aver pubblicato il romanzo Anna nel 2015 è attualmente impegnato nella realizzazione di The Miracle, sua prima serie Tv, che lo vedrà nel ruolo di regista e di sceneggiatore. In una vita sola, Niccolò Ammaniti, sembra averne vissute tantissime: sempre impegnato in progetti diversi ma complementari, apprezzato e premiato ma soprattutto mai uguale a se stesso.

È stato un bambino spaventato, un malato di cancro, una ragazzina coraggiosa in un mondo post-apocalittico, un playboy innamorato. È stato uno scrittore e un regista, un giornalista e uno sceneggiatore. E chissà potrà essere domani.

Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.