Michael Douglas – L’autunno dorato di due patriarchi

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Michael Douglas – L’autunno dorato di due patriarchi

michael-douglas-e-catherine-zeta-jones-seri-in-posa-1Michael Douglas nasce a New Brunswick il 25 settembre del 1944. Lo stesso giorno e mese a Swansea, città di mare del Galles meridionale, apre gli occhi, ma nel 1969, la sua futura moglie, l’attrice Catherine Zeta-Jones.

Il curriculum di Michael Douglas è fitto come un alveare avendo iniziato a recitare giovanissimo, mentre ancora frequentava la scuola di recitazione a N.Y. e divideva stanza e pasti con Danny De Vito. Quest’ultimo poi partecipò proprio al primo film prodotto da Douglas: Qualcuno volò sul nido del cuculo girato da Milos Forman nel 1975, un grande successo, ma anche l’intuizione che il cinema a Hollywood stava cambiando e bisognava guardare il mondo da un’altra prospettiva per fare qualcosa di nuovo.

Ma per non perderci nella filmografia tanto densa di Douglas, è meglio dividere la sua carriera in due periodi: dall’esordio al 2000 e dal 2000 ad oggi. Il 2000 segna infatti un vero punto di svolta sia per il privato che per la scelta di auto-prodursi in film che potremmo definire più “indipendenti”: Un corpo da reato, The Sentinel, Wall Street – Il denaro non dorme mai di Oliver Stone. Michael Douglas all’inizio del XXI secolo vive una nuova stagione recitativa, sembrando aver superato i problemi di alcool e dipendenze che tanto lo avevano fatto somigliare al personaggio di Attrazione Fatale Dan Gallagher.

Parliamo appunto di Attrazione Fatale: uscito nel 1987 per la regia di Adrian Lyne, il film ha inventato un genere cinematografico pur facendo non poco scandalo al momento della sua uscita. Anche il padre di Michael, il celebre attore Kirk Douglas storcerà il naso di fronte a questa pellicola, ma regalerà ancora più notorietà al nostro. Il film mescola sapientemente tensione ed erotismo divenendo un autentico cult.
Ma quegli anni sono difficili per Michael Douglas, infatti dagli anni ’80 fino al 2000, mentre gira altri film più “innocui”, come All’inseguimento della pietra verdeLa guerra dei Roses, Wonder Boys, vive una grave dipendenza dal sesso dalla quale uscirà dopo il soggiorno in una clinica a Tucson, in Arizona.

michael_douglas_-_streets-1Ma in questi anni, chi sono stati gli amici di Michael? Visto il rapporto da sempre conflittuale con il padre, al quale recriminava l’assenza durante la sua infanzia, non poté contare su di lui: oltre al già citato De Vito, l’altra figura di riferimento è stata ed è il regista Steven Soderbergh, con il quale nel 2013 girerà il film per la televisione Dietro i candelabri, che gli farà vincere il secondo Emmy Award e il quarto Golden Globe della sua carriera. Il film narra della relazione omosessuale tra il pianista Liberace e il giovanissimo Scott Thorson, interpretato da Matt Damon in stato di grazia, ed è tratto dal libro-scandalo che lo stesso Thorson scrisse nel 1988. Ma la realizzazione di Behind the Candelabra venne posticipata per ben tre anni, poiché Michael Douglas si accorse di essere malato.

Nel 2010, dalla poltrona del David Letterman Show annuncia di avere un cancro alla gola, conseguenza di pratiche sessuali promiscue: in quel momento la sua popolarità, il suo matrimonio e la sua carriera sembrano vacillare. Il vecchio Kirk non si esprime: a cosa servirebbe? Era stato contrario al fatto che diventasse attore, che divorziasse dalla prima moglie e non fu nemmeno troppo entusiasta, dicono, della seconda, che come se non bastasse dichiara pubblicamente di avere un disturbo bipolare tenuto sotto controllo dal litio e palesatosi dopo un periodo di forte stress.

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Kirk, Michael e Cameron Douglas

In quel momento però padre e figlio si riappacificano e vengono fotografati insieme nel 2014 e Kirk, oggi centenario, decide di passare il testimone. Ma quanti almeno una volta non si sono chiesti se Michael sapesse davvero recitare, cognome a parte, nonostante una carriera lunga e fortunata, ruoli di spessore e l’Oscar che il patriarca più anziano non ha mai vinto, anche se l’avrebbe meritato. Michael Douglas recita e anche bene, rimanendogli però “appiccicata” una certa antipatia, un certo ghigno sinceramente irridente alle manie dello star-system. Questo Hollywood non sempre l’ha mai sopportato, conferendogli il ruolo di celebrità problematica e sopra le righe.

Oggi, a 73 anni, l’attore però può sorridere con una punta di amarezza. Per essersi dovuto far riprendere mentre faceva jogging senza fiatone, dimostrando così di essere in forma perfetta e non moribondo, e di essere più forte della recidiva del cancro che lo aveva colpito.

Auguri Michael. Non eroe, non antieroe, probabilmente più vero di tanti. Bravo attore con qualche vizio di famiglia come molti. Rivediamoci per l’occasione qualcuno dei suoi film, come Don’t say a word, Non dire una parola: suspense, denaro e affetti familiari. Si dirà, ma dovendo scegliere meglio l’accavallamento e lo scavallamento delle gambe della Stone! Liberissimi, poi però tutti a vedere Sfida all’O.K. Corral, con il vecchio Kirk.

Maria Rosaria Porcaro per MIfacciodiCultura

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