Fiorucci rinasce a Londra e festeggia i suoi primi 50 anni

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Fiorucci rinasce a Londra e festeggia i suoi primi 50 anni

Il negozio H&M di piazza San Babila ha ormai chiuso: aperto nel 2003, era diventato un punto di riferimento per chiunque si volesse lanciare in una sessione selvaggia di shopping low cost, senza però essere riuscito nell’intento di soppiantare nel cuore dei milanesi e non, il famoso negozio Fiorucci che aveva ormai sostituito ben 14 anni fa. Vaghi ricordi di colori accesi, luci al neon, profumi zuccherosi ed oggetti incredibili si affollano nella mente mentre mi domando cosa mai potrà andare ad occupare quegli spazi ormai vuoti nel cuore di Milano.

Certo, non sarebbe male un ritorno di Fiorucci, ma chissà se mai il brand tornerà in Italia. Di certo c’è che è rinato: un paio di settimane fa a Londra i coniugi Janie e Stephen Schaffer, proprietari del marchio da un paio d’anni, hanno inaugurato, dopo l’apertura di alcuni pop-up store in giro per il mondo, un nuovissimo negozio targato Fiorucci in Brewer Street a Soho. In occasione della London Fashion Week il Resurrection Party ha dato il via a questa nuova avventura fashion che promette di rilanciare un marchio amatissimo. Lo store ovviamente è colorato e vivace e vende di tutto, dell’abbigliamento alle cover, in linea con la filosofia del brand, ed offre un interessante servizio di personalizzazione dei capi.

L’ultimo corner che era rimasto a Milano, in corso Europa all’interno del negozio OVS

L’idea degli Schaffer è quella di aprire in un prossimo futuro un negozio sia a New York che a Milano, per tutte noi amanti degli iconici angioletti, e di riuscire a rendere i punti vendita un luogo esperienziale, che spinga il consumatore a recarvicisi nonostante la possibilità di acquistare online. Dopotutto 20 anni non si parlava ancora di “esperienziale“, ma il negozio milanese era proprio questo, era un’esperienza oltre l’acquisto, era un viaggio nelle tendenze, nelle novità, nelle stranezze del contemporaneo prima di internet, prima dei blog, prima del digitale, che hanno accorciato le distanze e reso l’importazione di oggetti e di tendenze più immediata ma meno “esotica”.

Il bar rosa Fioruccino’s all’interno dello store londinese è uno dei tanti corner di questo spazio nuovissimo che tra abiti colorati ed eventi vuole diventare un nuovo punto di riferimento per Londra più sensibile alla moda ed al design. Magliette, jeans, intimo, di tutto e di più per soddisfare qualsiasi gusto, anche quello di modelle-influencer come Gigi Hadid o Georgia May Jagger, testimonial del brand. E per chi non riuscisse a passare da Londra? L’e-commerce vi raggiungerà in tutto il mondo e qualche angolino fisico nelle città designate a portare avanti la tradizione di Fiorucci potrebbero venirvi incontro: Selfridges e Harrods a Londra, Barney a NY e 10 Corso Como a Milano per ora sono gli unici punti dove poter tastare con mano i capi Fiorucci, anche se i proprietari auspicano come già detto l’apertura dei negozi veri e propri entro il 2018, sperando inoltre di partecipare alle prossime sfilate con le collezioni disegnate da Annabelle Lacuna.

Gli Schaffer

Insomma, stiamo assistendo a un rilancio in grande del marchio fondato dal geniale Elio Fiorucci, scomparso un paio d’anni fa. Era il 1967 quando aprì il primo negozio in Galleria Passarella, sempre in centro, iniziando a catalizzare l’attenzione sul suo lavoro e la sua unicità.

Adorato da Capote a Warhol passando per Keith Haring che ne affrescò il negozio, Fiorucci ha saputo rinnovarsi negli anni mantenendo sempre le sue peculiarità e la capacità di capire cosa fosse di moda e cosa no, rimanendo cool oltre i trend ed i tempi. I suoi angioletti sono ancora sinonimo di stile come lo è la semplice borsa rossa di tela con stampato Fiorucci in bianco, e da queste parti mancano parecchio.

Elio è stato capace di creare un marchio che andasse oltre le tendenze stagionali, ma travalicasse nello stile e persino nell’arte, creando commistioni uniche perché pop nella loro essenza, a disposizione di tutti senza perdere di valore: una grande lezione ai brand di moda oggi.

Il negozio di Londra

Per celebrare questi 50 anni all’insegna del fashion che hanno portato il marchio a farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo, è stato presentato questo sabato presso 10 Corso Como il volume Fiorucci (Rizzoli), in vendita presso lo stesso negozio ma presto anche a Londra: testimonianze e preziose immagini ripercorrono una storia fatta di successi e colori, esattamente come fa il docu-film Spirito Libero di Andrea Servi e Swan Bergman. Interviste, testimoniante e immagini di archivio si susseguono raccontando Elio Fiorucci, morto all’inizio della realizzazione del progetto.

La rinascita di Fiorucci e quindi di un certo tipo di moda non solo è una buona notizia per la creatività Made in Italy, ma anche per il sistema moda, che riconosce finalmente l’importanza e la necessità di un brand in bilico tra cultura ed ironia, tra ricercatezza e leggerezza, che non ha mai avuto paura di mescolarsi generando un vero e proprio mito.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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