Il Graphic Design al centro di una particolare mostra a Londra

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Il Graphic Design al centro di una particolare mostra a Londra

Il Graphic Design è al centro di una mostra in corso a Londra dal titolo Can Graphic Design Save Your Life? presso la Wellcome Collection Gallery di Londra, inaugurata il 7 settembre e aperta fino al 14 gennaio 2018. Attraverso il percorso espositivo, i curatori hanno voluto porre l’attenzione del pubblico sulla grafica pubblicitaria come strumento divulgativo nelle aziende mediche e farmaceutiche.

L’esposizione si compone di più di 200 pezzi tra cartelloni pubblicitari, insegne illuminate a neon e materiali digitali, tutti con fini sia propriamente di educazione e ammonimento, ma soprattutto si tende ad evidenziare la capacità e il livello di influenza sul pubblico in termini di marketing. L’intero percorso è stato pensato in primis come un excursus temporale in modo tale da rivedere l’evoluzione che le aziende farmaceutiche e mediche hanno portato avanti, e proprio in questo senso il graphic design è venuto loro in aiuto. Difatti la mostra ha la possibilità di aprire questioni delicate inerenti il monopolio sui brevetti che le major detengono in riferimento ai prodotti che elaborano e vendono. La loro è una forza che ricade inevitabilmente sulla indispensabilità dei medicinali, trattandosi di un rapporto unidirezionale tra se stessi e il consumatore che necessita di cure.

Ma questo rapporto ha bisogno di sostentamento e la pubblicità rappresenta una importante mediazione rispetto al pubblico-consumatore. In questo modo i profitti delle aziende farmaceutiche si legano indissolubilmente al grado di convincimento e soddisfazione pervenuto grazie alla pubblicità.

Alla base della mostra è quindi una forte contraddizione che si insinua tra l’etica nei confronti della salute umana e la necessità del profitto, questo strettamente legato alle logiche del marketing. In tal senso, una sezione è stata dedicata alla casa farmaceutica Bayer, tra le prime che si sono affacciate sul mondo del brand. Infatti proprio da qui, ad esempio, è nata l’idea di imprimere il proprio marchio direttamente sulle compresse, attività che prenderà poi piede anche tra le altre aziende del settore.

Nonostante questo, le campagne pubblicitarie si sono anche diffusamente occupate di promuovere tra i consumatori una maggiore consapevolezza su di sé e sulla propria salute, attraverso appunto campagne sempre più coinvolgenti, incisive e dirette. Questo è infatti il caso della lotta al fumo, un tema alla base della sezione d’apertura della mostra, in cui si inscena un rapporto contrastato tra un design accattivante per il fumatore incallito e una grafica che d’altra parte vuole incoraggiare a chiudere con questa fatale abitudine; un esempio è l’accostamento tra l’iconico simbolo di Lucky Strike disegnato da Raymond Loewy e la campagna Silk Cut di Charles Saatchi dei primi anni Novanta. Su questa scia vengono proposte anche diverse cartoline e stampe provenienti da svariate parti del mondo su cui si invita, attraverso immagini poco rassicuranti, a smettere di fumare.

L’iniziativa dilagante in tutto l’Occidente negli ultimi anni di stampare sui pacchetti di sigarette immagini degli effetti del fumo sulla salute ha coinvolto il graphic design alle sue basi; a tal proposito è interessante il caso del’Australia, dove è stato imposto dal governo l’utilizzo per i pacchetti di sigarette di una tonalità di pantone poco accattivante, in cui la teoria del colore va ad incidere sull’umore e le azioni dell’uomo. È stato così scelto “opaque couché“, numero 448C, un color fango che ha determinato nel giro di tre anni un drastico calo dei consumi, vicino alle 100mila persone che hanno detto stop a questo vizio.

Can Graphic Design Save Your Life?
A cura di Lucienne Roberts, Rebecca Wright e Shamita Sharmacharja
Wellcome Collection, Londra
Dal 7 settembre 2017 al 14 gennaio 2018

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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