Diari Immaginari – Fahrelnissa Zeid, la principessa pittrice

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Diari Immaginari – Fahrelnissa Zeid, la principessa pittrice

Questa rubrica tenterà di dare delle risposte al silenzio che la storia per tanto tempo ha gettato sulle muse, mogli, amanti di grandi personalità. Tuttavia, per prendere le distanze dalla “Storia dei Manuali”, cercheremo di far rivivere la “Storia delle donne” attraverso la voce delle protagoniste, immaginando e facendo nostra la loro vicenda umana. Ora, aprite il diario, e tra le righe dei pensieri entrate nell’animo di chi ha fatto la storia in silenzio. Oggi tocca a Fahrelnissa Zeid.

“Disossare le sovracosce”…come si fa? Questi libri di cucina danno tutto per scontato. Come se non fosse possibile che una donna arrivi all’età di cinquantasette anni senza aver mai disossato una coscia di pollo. Eh, caro libro di cucina, mia madre non mi ha mica insegnato a disossare la carne o pulire il pesce da bambina. Mi ha insegnato a sedere con eleganza, a parlare quattro lingue e fingere interesse e concentrazione nelle conversazioni anche quando ho l’emicrania. Mi ha insegnato ad essere regale nei piccoli gesti ma umile nell’animo. La mia infanzia non ha il ricordo degli odori della cucina della nonna, ma profuma delle essenze delle nobildonne che facevano regolarmente visita ai miei genitori. Le gocce di rugiada poggiate sui prati dove correvano i miei coetanei sono per me i cristalli dei lussuosi lampadari nelle sale da ricevimento. Ma non rimpiango nulla. Invece che andare ai teatrini di marionette, ho sempre avuto a mia disposizione uno spettacolo brillante di umanità. Nel mare immenso di vesti svolazzanti, di pietre preziose, di linguaggi diversi dei ricevimenti e dei balli, il mio sguardo ha sempre cercato di captare l’essenza alla base di quell’apparente complessità, di trovare l’elemento comune a tutto. E crescendo, l’ho trovato nel colore. L’illuminazione è arrivata un giorno, guardando «fessure tra le finestre, attraverso le quali è possibile vedere la luce del giorno, e i passanti… In realtà questi ultimi non sono ciò che uno crede di vedere: sono soltanto colori».

Il pricipe e la principessa Zeid con i figli

La realtà è un mosaico di mille colori, la musica e gli odori sono anch’essi colori. La mia pittura, apparentemente così incomprensibile, è solamente un’onnipotenza del colore. Le mie tele sono enormi, psichedeliche, in modo tale che l’osservatore ne sia travolto, come un’onda che s’infrange nella memoria. Ognuno, trascinato per le linee sulla tela, vi vedrà ciò che crede: una tonalità di grigio che gli ricorda i capelli della madre, un rivolo rosso di sangue, l’azzurro del mare. Ecco, tante volte finendo di dipingere ho riconosciuto nei miei quadri ora le acque della Grecia, ora la plumbea Senna, ora l’arenaria della biblioteca di Baghdad. Nella mia vita ho percorso grandi distanze, ho viaggiato in Europa e Medio Oriente, sono stata la nipote del Gran Visir, la moglie del Principe d’Iraq, l’artista astrattista che ha esposto a Berlino, Parigi e Londra. Le mie radici sono cretesi, ottomane ed europee. Come le tante esperienze e i numerosi aspetti della propria identità si combinano in una sola esistenza, così colori contrastanti trovano un senso in un’unica tela. Nel turbinoso flusso policromo dei miei quadri si rivela la complessità dell’esistenza. 

Ora la vita mi ha imposto una nuova cupa sfumatura. Con il colpo di stato in Iraq, da principessa ricercata sono ora condannata all’emarginazione. Qui, in questa piccola casa londinese, a fare i conti con un libro di cucina. Ma non mi scoraggio, eh. Nella tela c’è sempre posto per un nuovo colore che, seppure cupo, può raggiungere l’armonia combinandosi con gli altri. Aggiungo una linea in un angolo e chissà, magari imparo anche a cucinare. 

Resolved Problems, 1948

Fahrelnissa Zeid (Istanbul, 1901 – Amman, 1991) è stata un’artista turca e moglie del principe Zeid al-Hussein d’Iraq. Originaria di un’illustre famiglia ottomana (lo zio era Gran Visir dell’Impero Ottomano e il padre era stato ambasciatore in Grecia, dove conobbe la madre), cominciò a dipingere da piccolissima. Intraprendente e determinata, fu tra le prime donne a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Istanbul, per poi proseguire gli studi all’Académie Ranson di Parigi. Sposatasi in seconde nozze con il principe iracheno Zeid al-Hussein, cominciò a viaggiare in tutta Europa per motivi di rappresentanza, vivendo a Berlino, Parigi e Londra. Venuta a contatto con un gruppo di avanguardisti turchi, abbandonò definitivamente l’arte figurativa per dedicarsi ad un astrattismo sincretico ricco di influenze cretesi e bizantine. Espose nelle principali capitali europee fino a quando non avvenne la tragedia: nel luglio del 1958 un colpo di stato in Iraq portò all’eccidio di tutta la famiglia reale. Fahrelnissa e il marito, in vacanza in Italia, scamparono miracolosamente alla strage. Rifiutati dalle corti europee, furono costretti a trasferirsi in una piccola casa a Londra. Qui, all’età di cinquantasette anni, Fahrelnissa cucinò un pasto per la prima volta. Dopo la morte del marito, nel 1970, si è trasferita ad Amman dal figlio, dove nel 1976 ha fondato l’Istituto Nazionale Giordano Fahrelnissa Zeid delle Belle Arti, occupandosi della formazione di giovani artiste talentuose fino alla sua morte, avvenuta nel 1991. 

Fino all’8 ottobre 2017, la TATE modern di Londra dedica a Fahrelnissa Zeid un’ampia retrospettiva. Per maggiori informazioni:

Fahrelnissa Zeid
A cura di Kerryn Greenberg
Tate Modern – Bankside, Londra

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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