Il Vortice Filosofico – Sigmund Freud, o colui che ha rivoluzionato l’interiorità umana

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Il Vortice Filosofico – Sigmund Freud, o colui che ha rivoluzionato l’interiorità umana

Scomparso il 23 settembre di 78 anni fa nella propria casa di Londra, dopo una lunga agonia fisica causata da un cancro alla bocca, Sigmund Freud rappresenta emblematicamente la figura dell’intellettuale ibrido, interiormente conteso tra sapere tecnico-scientifico e curiositas umanistica: medico di formazione fu il padre della moderna psicoanalisi e al contempo un grande innovatore in termini teoretici di quanto da tempo aleggiava negli studi filosofici sull’interiorità umana. Freud è il simbolo di un intellettualismo coraggioso, a volte sfrontato e irriverente, in grado di muovere quel passo pesante che nessuno era stato in grado di compiere: infatti il nucleo portante della più rilevante rivoluzione freudiana, l’inconscio, è un tema che già con Schopenhauer nell’Ottocento e con molti filosofi della modernità a partire dal ‘600 si era fatto avanti, ma sempre rimanendo celato quel tanto necessario affinchè non venisse sistematizzato in una teoria funzionale ad interventi operativi.

Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716)

Così Leibniz sosteneva che «d’altronde vi sono mille segni i quali mostrano che in un istante vi è in noi una infinità di percezioni, prive però di appercezione e di riflessione, cioè cambiamenti nell’anima stessa, di cui non ci accorgiamo», teorizzando in altre parole un tipo di pensiero derivante da percezioni mai divenute coscienti. Lo stesso Schelling, ad inizio XIX secolo, mette in campo un’idea di inconscio sostenendo che l’Assoluto, tema cardine del suo pensiero, sia il risultato della totalità unitaria di spirito cosciente e natura inconscia: così cogliere l’Assoluto, il λόγος cosmico, diviene possibilità ultra-razionale, innestandosi sugli atteggiamenti artistici, unicamente capaci di armonizzare il dinamico. E ancora, in Fichte un’apertura alla non coscienza di certi atti di riflessioni la si ha nel dischiudersi dell’incommensurabilità ed incomprensibilità dell’opposizione tra io e non io: solo in virtù di un elemento a-razionale è possibile spiegarsi la fatica epistemica del lavoro dell’io, al quale rimangono misteriosi un gran numero di oggetti cosmici.

Questi lavori, tutti ascrivibili alla filosofia teutonica a cavallo tra XVII e XIX secolo, preparano il terreno a quello che sarà il grande anticipatore dell’innovazione freudiana, ovvero Il mondo come volontà e rappresentazione di Arthur Schopenhauer: sarà a partire dalle intuizioni del filosofo di Francoforte che il viennese Freud partirà per modellare la sua più volte ritoccata teoria dell’inconscio. Lo squarcio che la riflessione schopenhaueriana ha aperto nella carne del mondo interiore umano è irreparabilmente enorme e stimolante, al punto tale che forse solo un medico avrebbe potuto cimentarsi con un tentativo di “guarigione”: laddove Schopenhauer ha divelto con furore, Freud ha provato a ricucire, facendo della cieca ed affamata volontà del filosofo una struttura primordiale con la quale diviene necessario cooperare.

Sigmund Freud (Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939)

Freud non si è rassegnato alla violenza della pulsione ma ha cercato, mediante la ricerca clinica e lo studio di innumerevoli casi, la strada per incanalare quell’energia che, se lasciata a se stessa, risulta essere così aberrante all’umanità. La riflessione freudiana contiene il coraggio che forse è sempre mancato alla filosofia tout court di salvare ciò che analiticamente si condanna: così i tre grandi pilastri fondanti dell’operazione intellettuale di Freud, la teoria dell’apparato psichico, quella degli istinti e la scoperta della sessualità infantile, si armonizzano attorno ad un metodo, quello psicanalitico, che è rivoluzionario non solo nei contenuti e nelle intuizioni, ma soprattutto nella forma. La fine dell’Ottocento sancisce la dunque l’analisi della ψυχή, del soffio vitale che riempie con leggerezza assente i nostri corpi: quella freudiana diviene una vera disciplina con statuto scientifico che ha come dominio d’indagine la conoscenza dell’individuo, esattamente come la filosofia, ma a partire da un presupposto rovesciato, ovvero prendendo le mossa dal soggetto stesso e non più dall’occhio del σοφόσ, del sapiente.

Il contributo che Freud ha fornito a sostegno della comprensione della crisi decadente che ha colpito Vecchio Continente dal XVIII secolo è di importanza indicibile: la sua rivoluzione, così intrisa di filosofia, tanto che in essa affonda le proprie radici, e al contempo così oltre la filosofia, diviene la sistemazione organicamente scientifica delle più grandi intuizioni di pensiero in merito all’aggregato umano, capace, sulla via nietzscheana, di scoperchiare il contenitore delle moralità e mettere sulla piazza della ragion critica le contraddizioni più recondite di ogni uomo, i conflitti più interiori, le sofferenze più radicate, arrivando a far parlare ognuna di queste complessità. È così che la parola psicanalitica in genere, diviene la testimone dell’umanità della Terra, un focale punto di partenza per chi quella natura umana vuole tenersela stretta, un ponte tra la nostra anima e i prodotti esterni della stessa.

Ma c’è un’impalcatura concettuale dalla quale davvero Freud non ha saputo e in realtà potuto scostarsi rispetto alla filosofia: come la nottola di Minerva, così anche l’incedere terapeutico non anela a risposte risolutive, bensì a squarci di chiarezza, di ricostruzione, di lavoro perennemente in itinere. È il lavoro, senza dubbio, l’etica fondamentale che sostiene la teoria psicanalitica: un continuo, progressivo e stimolante lavoro intellettuale su se stessi e sul rapporto con il mondo presente e passato, in vista di un poi che ha da venire. Freud è, in altre parole, il rivoluzionario inventore della scienza della convivenza dell’uomo con l’uomo che sempre è.

Let’s thinking! Un’occasione preziosa di pensare e confrontarsi col tema dell’inconscio e delle sue connessioni con l’arte sarà quella di venerdì 13 ottobre quando a Let’s Feel Good, in viale Bezzi 73 a Milano, l’associazione culturale MIfacciodiCultura organizzerà una conferenza su Klimt, la secessione viennese e il mondo della psicoanalisi, tentando di rintracciare le influenze dell’indagine dell’inconscio nelle rappresentazioni artistiche della Vienna di fine ‘800 e inizio ‘900.

Francesco Girolimetto per MIfacciodiCultura

 

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