L’arte come cura, ma chi cura l’arte? Il nuovo progetto Ferrara Residency

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L’arte come cura, ma chi cura l’arte? Il nuovo progetto Ferrara Residency

Ferrara Residency è la nuova residenza per artisti inaugurata il 2 settembre nel centro storico della città estense e che ospiterà per la primissima volta 13 artisti tra pittori, coreografi, film-maker, curatori e fotografi provenienti da diverse parti del mondo tra cui Londra, Svezia e Repubblica Cieca, per il progetto d’avanguardia Who Cares?

Un compatto gruppo di donne è alla guida di questa innovativa residenza per artisti: le curatrici Angelica Bollettinari e Olivia Berkowicz, in collaborazione con Margherita Elliot, Catalina Golban, Margherita d’Aloja, Valeria Bevilacqua.
Tutte appassionate di arte e tutte convinte che Ferrara sia il luogo giusto per prendersi cura dell’arte e degli artisti. Ferrara Residency non è solo un luogo dove ospitare gli artisti e farli collaborare tra loro ma qualcosa di molto più articolato che vuole uscire dalle quattro mura della residenza e andare nelle strade, entrare nella vita della città e dei suoi abitanti, ponendo una domanda: Who Cares? Chi se ne cura?

Who Cares? è il progetto d’avanguardia realizzato per questa prima edizione: una domanda carica di significato che vuole analizzare il ruolo dell’arte e dell’artista al giorni d’oggi.
L’arte può essere una cura, può essere uno strumento di comunicazione potentissimo, in alcuni casi può rappresentare anche l’unico mezzo attraverso il quale una persona può esprimersi, ma chi cura l’arte?
Lo scopo della Residenza è di riflettere sul lavoro dell’artista e contestualizzarlo nell’attuale sistema economico, soprattutto in quello italiano, ancora retrogrado, incapace di riconoscere l’importanza dei lavori a carattere creativo, un sistema alimentato dal lavoro sottopagato o addirittura non pagato per niente, che genera una condizione instabile che accomuna molti artisti e creativi. Una situazione di precarietà che coinvolge moltissime persone ma che rimane per lo più invisibile, non curata dagli occhi esterni.

Ferrara Residency con il progetto Who Cares? vuole invece prendersi cura dell’arte, e vuole renderla palese, visibile. Vuole prima di tutto prendersi cura degli artisti, dar loro nuovi input creativi, presentarli alla città con una serie di eventi collaterali, workshop e mostre, ma vuole anche porre l’accento sull’importanza che hanno tutti i lavori a carattere creativo e dare loro il giusto riconoscimento.

Perché è stata scelta Ferrara come luogo di cura per l’arte? Non solo per via delle origini delle organizzatrici, ma soprattutto perché Ferrara hauna ricca tradizione artistica a farle da sostrato. Dietro al provincialismo della cittadina di campagna, Ferrara cela numerosi laboratori d’arte contemporanea: e non si parla solo dei musei o del noto Palazzo dei Diamanti, ma delle numerose case artistiche come MLB Gallery o la casa museo Remo Brindisi, o ancora Cloister, il negozio di parrucchieri con una galleria d’arte al suo interno.
La città estense è ricca di piccole realtà che sperimentano l’arte in modo innovativo e contemporaneo; poter vedere la città con gli occhi dell’arte e della creatività è infine il desiderio della neonata Ferrara Residency.

Questo progetto raggiungerà il culmine il 4 ottobre, durante il Festival di Internazionale, con una mostra che si terra alla Galleria del Carbone e alla Porta degli Angeli (Gate) due luoghi storici di Ferrara che saranno aperti al pubblico per ospitare i progetti dei 13 artisti presenti in questa prima edizione.

Ferrara Residency è un desiderio che vuol diventare promessa per gli anni a venire. La speranza è che un quesito come Who Cares? diventi col tempo soltanto una domanda retorica e che l’arte, come la creatività, vengano sempre più curate.

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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