One Hour Photo – Horst P. Horst: il glamour della classicità

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One Hour Photo – Horst P. Horst: il glamour della classicità

Mainbocher Corset, Paris, 1939

Le sue immagini sono creative e attuali, fatte di composizioni formalmente perfette, forti contrasti cromatici e tagli di luce aggressivi. Horst P. Horst è diventato un fotografo leggendario e le sue opere sono universalmente riconosciute come sinonimo di eleganza, stile e glamour.

Horst P. Horst, nome d’arte di Horst Paul Albert Bohrmann, nasce il 14 agosto 1906 a Weiβenfels-an-der-Saale, in Germania. Dopo aver studiato architettura ad Amburgo, si trasferisce a Parigi, dove fa l’assistente a Le Corbusier nel Bauhaus. Durante questo periodo muove i primi passi da fotografo nella rivista Vogue (di cui realizzerà oltre 90 copertine). Qui ha modo di conoscere il fotografo George Hoyningen-Huene, di cui diventa assistente ed amante. Da quel momento abbandona l’interesse per l’architettura e si dedica alla fotografia.

Quasi tutte le immagini della rivista anche quando sembrano citare l’arte movimentata del loro tempo, riflettono la fede in un ideale classicheggiante Le modelle assumono pose statuarie: probabilmente si immaginava in tal modo di trasferire un senso di vitalità all’abito. Insomma, se il corpo della modella veniva raggelato in una posa esemplare, allora, la superficie dell’abito poteva prendere vita e al tempo stesso, la rappresentazione, la percezione, la significazione della bellezza potevano rientrare nella tradizione.

Horst P. Horst, Round the Clock I, New York, 1987, Auction

Nel 1937 conosce a New York Coco Chanel, con la quale inizia un sodalizio artistico che durerà più di trent’anni. Amico di Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí, viene influenzato dal Surrealismo, col quale condivide l’estetica classica, l’atmosfera sognante e il senso della bellezza e dell’erotismo femminile. Ha poi modo di immortalare in ritratti alcune tra le più belle donne del mondo – come Rita Hayworth, Bette Davis, Vivien Leigh, Ginger Rogers, Marlene Dietrich e Joan Crawford. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale chiede la cittadinanza americana, che gli viene concessa. Arruolatosi nell’esercito, presta servizio come fotografo militare. Fra gli altri incarichi che ha svolto, ha dovuto fotografare il presidente americano Harry Truman.

Dopo la guerra lavora sia negli Stati Uniti che in Europa, dividendosi tra fotografia di moda e ritratti di grandi personaggi. Anche in America Horst P. Horst lavora per Vogue, negli ultimi tre mesi del 1939, prima di venir licenziato e far ritorno a Parigi. Negli anni ’60 e ’70 il suo stile è meno richiesto nel settore della moda ma la sua formazione e sensibilità gli consentono di dedicarsi alla fotografia di interni per House & Garden. Negli anni ’80 le sue immagini si trasformano in icone pop, consacrate negli anni successivi, mentre lui fotografa i Duran Duran, Mick Jagger e tanti appassionati del fermento culturale parigino degli anni ’30 e ’40. Nel 1990 anche la cantante pop Madonna rende omaggio al fotografo nel video Vogue, girato dal regista David Fincher, riproducendo una delle sue immagine più iconiche indossando un corsetto.

Horst P. Horst, Study in ivory, 1982

Così commenta il suo lavoro il fotografo statunitense Bruce Weber:

L’eleganza dei suoi scatti… ti trasporta in un altro luogo l’abilità nel ritrarre le persone è veramente interessante, ti comunica un senso di distacco… è come osservare qualcuno da un altro mondo, ti chiedi chi sia la persona fotografata e vorresti innamorarti di lei.

Horst P. Horst è senza dubbio uno dei fotografi che più ha influenzato la fotografia di moda. Le sue foto non ritraggono vestiti o modelle, ma raccontano un sogno di bellezza, eleganza e glamour. L’uso sapiente della luce sembra scolpire immagini in cui si rintracciano i riflessi del classicismo greco, del Bauhaus e del surrealismo. Le posizioni del corpo, ed in particolar modo delle mani, sono studiate nel dettaglio e ricostruiscono pose classiche ed evocative. Horst, scomparso a Palm Beach il 18 novembre 1999, era un maniacale cultore del posizionamento studiato delle luci per disegnare perfettamente le linee del corpo. Il risultato sono soggetti che  sembrano distanti, eterei, di una bellezza che senza tempo.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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