La satira, il sale della democrazia, protagonista del volume “L’insana Passione”

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La satira, il sale della democrazia, protagonista del volume L’insana Passione

747Spesso ci si interroga su cosa sia l’autorità, sui suoi limiti e sui modi per contrastarla e smorzarla. Senza dubbio in qualsiasi costruzione sociale si ritrova un diversa incarnazione dell’autorità: il padre, il datore di lavoro, un capo religioso. Senza dubbio oggi la coscienza comune identifica prima di tutto l’autorità nello Stato e di conseguenza nella classe dirigente che rappresenta le istituzioni in un dato ordinamento. Parallele al concetto di autorità vi sono sempre state forme di sbeffeggiamento di essa, al punto tale da affermare che la rivolta al potere, nelle sue varie forme (violente o pacifiche), sia consustanziale all’uomo. Tra queste merita un menzione particolare la satira.

Ma cos’è la satira? Questa è definibile come un genere di comunicazione artistica di stampo ironico, umoristico, comico e sarcastico che si caratterizza per l’attenzione verso la società e la politica: la ridicolizzazione della realtà si fa strumento della riflessione morale in funzione del cambiamento sociale, attraverso l’indicazione alla pubblica opinione di aspetti criticabili di un personaggio pubblico in un modo tale da far nascere un riso non fine a se stesso, ma che mira produrre nello spettatore una successiva riflessione critica sul tema affinché se ne prenda coscienza. È in questo fondamentalmente che la satira si rende indipendente dalla parodia e dalla comicità, forme artistiche che mirano a suscitare la mera risata immediata e bonaria, anche se a queste si accomuna per alcune coordinate di metodo: il ridicolo, la fine amarezza, il paradossale, la scherzosità, la descrizione iperbolica e l’esagerazione.

evidenza_vignette-608x400La satira di contenuto politico è da sempre quella che riscuote il successo maggiore all’interno della società, soprattutto quando il suo bersaglio è una personalità al vertice della vita politica di una comunità, l’intoccabile. In questo modo l’artista riesce a ridimensionare la figura colpita, l’autorità, depotenziandola, riposizionandola sul piano dell’uomo medio e facendo così ricordare a tutti che quell’individuo è una persona come tutte le altre, con i propri vizi, virtù e contraddizioni. Sotto questa luce possiamo considerare la satira come uno strumento di democrazia ed uguaglianza. Infatti non è un caso che questa, come espressione artistica e di pensiero, sia riconosciuta e tutelata dalla nostra Costituzione (artt.9, 21 e 33). Ovviamente è indispensabile che sia esercitata nel rispetto della dignità umana senza che sia strumentalmente utilizzata come arma diffamante (non è casuale che il labile confine tra satira e diffamazione sia oggi un tema così attuale e scottante). In sostanza parlare di satira vuol dire trattare di una parte rilevante di quel gigantesco fenomeno sociale funzionale alla costruzione di una coscienza civica, linfa vitale della dialettica indispensabile all’interno della società affinché si possa svolgere il gioco della democrazia.

Ma la satira non appartiene solo al nostro tempo. Ha segnato ogni grande epoca della civiltà umana, presentandosi nelle forme più svariate: poesia, prosa, teatro, musica, raffigurazioni grafiche come la vignettistica. Era già presente nelle civiltà antiche: nel mondo greco è magistrale la commedia di Aristofane; a Roma il numero di autori che si sono distinti in questo campo è cospicuo (Ennio, Lucilio, Orazio, Flacco con i Sermones, Persio, Marziale, Giovenale, Petronio col Satyricon, Seneca con l’Apokolokynthosis), ma basta ricordare la celebre frase di Quintiliano «Satura quidem tota nostra est», a voler affermare la satira come primo genere letterario originale della letteratura latina, elemento che ci restituisce l’importanza della satira già in quell’epoca. Nel Medioevo la tradizione satirica continua e si trasforma: si affermano la satira allegorica, con cui si iniziarono a rappresentare i caratteri umani con gli animali, e gli spettacoli dei giullari di corte. Si ricordino autori del calibro di Walter von Vogelweide, Guittone d’Arezzo, Jacopone da Todi, Dante, Petrarca, Alfieri (emblematiche sono le sue 17 Satire), Ludovico Ariosto. In epoca moderna I Viaggi di Gulliver (Gulliver’s Travels) sono opera geniale di Jonathan Swift. Per il primo Novecento si possono citare Palazzeschi, Calvino e Rodari come autori più rappresentativi. Infine per la seconda parte del secolo scorso non si può evitare di richiamare Pirandello e Svevo.

moretti-110Oggi performer come Maurizio Crozza e giornalisti come Marco Travaglio la fanno da padrone in televisione e a teatro. Per non parlare dell’universo sterminato dei meme, i fenomeni che corrono sul web. Sono immancabili sui quotidiani nazionali le vignette di artisti come Staino, Vauro, Altan, Ellekappa. La vignettistica a contenuto satirico-politico è forma artistica quasi quanto quella letteraria, ma purtroppo ai più sconosciuta. Anche a ciò sopperisce l’opera di Paolo Moretti L’insana Passione, una raccolta di 200 immagini satiriche che raffigurano grossomodo la storia recente del genere, frutto degli anni di collezionismo dell’autore, che ha deciso di condividere la sua passione con il grande pubblico. Un’opera che ci dona un racconto totalmente nuovo della storia europea, dalla quale si ricava l’immortalità della satira in tutte le sue forme.

Pierfrancesco De Felice per MIfacciodiCultura

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