Armi d’istruzione di massa: la Cultura salverà il mondo

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Armi d’istruzione di massa: la Cultura salverà il mondo

Che ben fu il più crudele e il più di quanti | mai furo al mondo ingegni empi e maligni, | ch’imaginò sì abominosi ordigni.

Ludovico Ariosto

Armi d'istruzione di massa: la Cultura salverà il mondoAnche la guerra, ovviamente, come tutte le grandi arti subisce la legiferazione internazionale: ed è così che le armi si distinguono in convenzionali e non. Infatti, la diplomazia insegna che utilizzare armi di distruzione di massa non è così semplice né così usuale, ma AK-47 e rivoltelle possono essere invece commerciati e utilizzati con molti meno problemi burocratici.

In queste regole scritte (ma non sempre sottoscritte) sui modi in cui è più lecito uccidersi l’un l’altro, dove potrebbe prendere posto un’arma d’istruzione di massa?

Su questo problema si era interrogato il signor Raul Lemesoff, di origine argentina, durante la giornata del libro di qualche hanno fa, quando ha girato per Buenos Aires guidando un carrarmato che, al posto di morte, distribuiva libri gratuiti. Oltre novecento.

In realtà non era un vero cingolato, ma una Ford Falcon del ’79 ricoperta di libri. Ma questo modello ha comunque un infausta storia alle sue spalle: era infatti la macchina usata dagli squadroni della morte durante i loro giri di ricognizione fatti per assassinare esponenti politici, cittadini o bambini delle favelas.

La sua Arma de Instrucción Masiva (arma d’istruzione di massa) vuole appunto, attraverso il simbolico uso di un carrarmato di libri, mandare un messaggio forte e facilmente intuibile: leggere può essere l’arma più potente e convincente che possiamo avere. Contro i governi che vogliono crescere masse di ignoranti facilmente comandabili, contro un’informazione fallace e menzognera, contro scuole e istituzioni che ci vogliono far crescere e allevare come piccoli automi.

Costruire al posto di distruggere, proprio come suggerisce il latino instruere. Perché istruire non è solo dare nozioni, inculcare nella testa di un bambino informazioni che forse a malapena riesce a metabolizzare: è costruire una persona, un essere capace di ragionare da solo e decidere da solo cosa sia meglio per sé e per la propria cultura.

Armi d'istruzione di massa: la Cultura salverà il mondoL’arma di distruzione di massa può essere qualsiasi cosa: ovviamente, l’atomica è diventata la più rappresentativa. Ma il termine venne usato, in realtà, ben prima di Hiroshima e Nagasaki: fu il bombardamento di Guernica nel 1937 a dare vita a questa definizione. La Luftwaffe aveva anche provato delle nuove armi incendiare, in un attacco aereo che simboleggia il primo attacco a tappeto della storia. Erano armi non convenzionali e, potenzialmente, l’attacco aveva ucciso molte più persone (civili) di un normale raid aereo.

Le armi di distruzioni di massa indicano, semplicemente, uccidere il maggior numero di persone su un raggio il più vasto possibile nel minor tempo possibile.

Solo dopo la Guerra Fredda, e quindi dopo la Seconda Guerra Mondiale, questa definizione simboleggia soprattutto l’utilizzo di armi batteriologiche o nucleari.

Il termine è tornato in voga soprattutto tra i ’90 e i 2000, sia per le presunte armi nascoste da Hussein (mai trovate) sia per gli attacchi terroristici dell’11 settembre che legarono, nell’immaginario collettivo, anche gli attacchi a base di antrace alle armi non convenzionali.

La guerra al terrorismo diventò, in breve tempo, la battaglia degli americani che, pur di giustificare la presenza massiccia in Medio Oriente, parlarono di chissà quale armi detenute dai regimi o da Al Quaeda.

E se la vera arma non convenzionale fosse la Cultura? In un mondo in cui si fa la guerra alla guerra, più che la guerra per la pace, come possiamo contrastare la spirale uroborica che non elimina la violenza ma, anzi, la amplifica sempre più?

I libri sono la vera risposta.

Armi d'istruzione di massa: la Cultura salverà il mondoPerché quando vi diranno l’ultima faciloneria sull’Islam, o quando vi verranno a dire che la in Corea oggi non sta facendo nulla di male, avrete delle armi che potranno farmi argomentare le vostre posizioni: potrete smetterla di informarvi tramite post di Facebook senza fonti e iniziare a capire da dove è nata la Jihad, e magari potreste anche scoprire perché tra Turchia e Russia la situazione e tutt’altro che distesa.

E potreste anche capire perché l’Isis non minaccia solo il Vaticano o il Duomo di Milano, ma anche luoghi come la Scala e Palmira.

Perché la vera arma di cui hanno paura oggi non è l’atomica, ma la Cultura. L’unica vera bomba che potrebbe distruggerli in un soffio, smascherando come la loro guerra all’infedele sia, come tutti i conflitti, condotta in realtà da interessi economico-politici e non dai comandamenti di un Dio.

Le armi cedano il posto alla toga, l’alloro militare alla lode.

Marco Tullio Cicerone

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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