Sono nati prima gli imbecilli o i social network?

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Sono nati prima gli imbecilli o i social network?

Sono nati prima gli imbecilli o i social network?È risaputo: i social network sono un po’ come quell’amica che abbiamo tutti. Quella di cui tutti parliamo male, che proprio nessuno sopporta, che si cerca sempre di non invitare. E lei, puntualmente, riesce a scovarvi e esce con voi anche se nessuno l’ha invitata. Rimarrà sempre un mistero come proprio non capisca che nessuno la sopporta.

Forse perché, alla fine, nessuno le dice mai cosa pensa davvero e quindi lei certo non può immaginarsi quali immani cattiverie vengano dette sul suo conto.

Ecco, Facebook è come quella povera disgraziata di cui si parla un sacco male ma con cui puntualmente si esce. Anche chi fa parte della fazione ostile ai social ha un profilo fake, usa quello degli amici o utilizza comunque Facebook nella speranza di farsi gli affari dei compagni del liceo poco attenti all’uso della privacy.

Ma, mi raccomando, bisogna sempre parlare male dei social network. Soprattutto sui social stessi, lì il tocco di classe è davvero strabiliante.

Come sostiene Olivero Toscani

La cosa che hanno fatto i social network? Mettere gli imbecilli in ordine alfabetico.

E continua:

 Non si possono trovare talenti su Instagram. O meglio, si può trovar tutto, ma non è così che si fa. Tutti sappiamo fotografare, però per dire cosa? Tutta la fotografia è instant. Tutto è una documentazione di ciò che ci circonda, mi va benissimo che tutti scattino o tutti cantino – purtroppo ci sono anche tanti stonati, li sopporteremo. Chi ha voglia di andare a cercare nella spazzatura se c’è qualcosa di interessante?

Viaggio nell'irriverente arte fotografica di Oliviero Toscani
Oliviero Toscani

Per carità, posso comprendere che il mio feticismo per il cappuccino non renda il mio profilo Instagram variato o piacevole. Non sono una fotografa ma, volente o nolente, posso anche io cimentarmi nei selfie e spammarli su qualsiasi social. Come d’altro canto posso non essere un tuttologo, eppure dire la mia su qualsiasi cosa grazie ad un Tweet. A meno che tu non sia una Kardashian, perché allora tutto ciò che fai è di pubblico dominio e senza dubbio interessante.

Eco lo aveva detto, forse un po’ profeticamente:

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.

Mai niente di più vero. Io, per esempio, non sopporto la gente che commenta i link senza aprirli. Articoli di note testate, o anche meno, commentanti un po’ a casaccio. Magari con un sempreverde commento complottistico sulle scie cimiche. O sui Marò e sulle Fobie che, si sa, stanno bene un po’ su tutto. Come il Grana, insomma.

Magari persone che gli articoli non li leggono ma commentano solo le foto del link. O che commentano solo per fare i radical chic del tipo «ci sono notizie più importanti, chissenefrega se Fedez e la Ferragni si sposano!». E intanto le notizie del «chissenefrega, ci sono cose più importanti!» sono quelle più lette e condivise perché, da che mondo è mondo, hanno maggior risonanza proprio quelle futilità che non dovrebbero averne. Perché voi commentate, mettete faccine che fanno GRR e inveite contro i giornali che parlano di quanto costa l’anello della Ferragni regalatole dal fidanzato.

Eppure, proprio come l’amica di cui sopra, siete sempre lì. Ah, com’è diventato pregevole parlare male di Internet, dei social, della tecnologia.

La stessa che vi permette di non perdervi perché non sappiamo più le strade a memoria, o quella che vi dà sempre sotto mano altre nozioni che non teniamo più a mente come i numeri di telefono o il pin del bancomat. Tramite Facebook troviamo amici lontani, magari persi da tempo. Oppure quelli che, grazie ad un economia italiana che non gira, sono emigrati all’estero.
Su Facebook, ormai, ci informiamo: chi compra più un giornale? Una volta per farti i fatti degli altri dovevi mettere il naso fuori casa e parlare con la pettegola del paese. Oggi, molto semplicemente, Zuckerberg è diventano la Perpetua mondialmente riconosciuta per eccellenza.

Sono nati prima gli imbecilli o i social network?
Fedez e Chiara Ferragni

Eppure, voi, oggi, siete arrivati a queste mie molto probabilmente da un link su un social. Magari commentando a caso senza aver letto una parola. Con tanti punti esclamativi, mi raccomando, e pure tutto IN CAPS LOCK CHE RENDE MEGLIO IL MESSAGGIO.

Perché, anche se continuiamo a criticarla, la tecnologia fa parte di noi. La tecnologia fa parte di quell’homo faber che milioni di anni fa si è messo in posizione eretta, così sfavorevole e svantaggiosa in un mondo di pericoli e gravità, e ha inventato il fuoco. Le frecce. Il disegno. La scrittura codificata.

Chissà se qualcuno, nel passato, si è mai lamentato per l’invenzione della ruota.

Noi, oggi, lo faremmo di sicuro.

Rigorosamente a cavalciano di una ruota.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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