Elsa Morante: una vita per la scrittura

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Elsa Morante: una vita per la scrittura

Elsa-Morante_Elsa Morante nacque a Roma il 18 agosto 1912 da Irma Poggibonsi, maestra ebrea, e Francesco Lo Monaco, impiegato postale. Alla nascita fu riconosciuta dal già marito di Irma, Augusto Morante, istitutore in un riformatorio di minorenni, che accudì Elsa e gli altri suoi fratelli, anch’essi figli di Lo Monaco, morto suicida nel 1943. La giovane Elsa trascorse l’infanzia nel quartiere popolare di Testaccio, nel cuore di Roma, e sviluppò fin da subito la passione per la scrittura. Iniziò con la produzione di filastrocche e racconti per bambini, che vennero pubblicati su riviste di vario settore – tra le più celebri ricordiamo il Corriere dei Piccoli, Il Meridiano di Roma e Oggi – quando la Morante aveva solo 21 anni.

Proprio ai ragazzi si rivolgono i suoi primi romanzi: Il gioco segreto, raccolta di racconti pubblicato da Garzanti nel 1941, e Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, pubblicato l’anno successivo da Einaudi e corredato da illustrazioni della stessa Morante.

Nel 1936 conobbe lo scrittore Alberto Moravia e i due si sposarono il 14 aprile 1941. In quegli anni la coppia cominciò a frequentare grandi esponenti della scrittura e della cultura in generale, tra cui Umberto Saba, Attilio Bertolucci e Pier Paolo Pasolini – con cui la Morante intrattenne un lungo rapporto di amicizia, fino al definitivo allontanamento nel 1971.

immagine-elsa-morante-brochureQuando gli anni della Seconda Guerra Mondiale videro l’occupazione di Roma, la Morante e Moravia si rifugiarono a Fondi, piccolo paesino vicino al mare in provincia di Latina. In questo periodo Elsa Morante avviò la stesura del suo primo romanzo dedicato ad un pubblico adulto, Menzogna e sortilegio, che pubblicherà nel 1948 grazie all’aiuto di Natalia Ginzburg. In parallelo, la scrittrice iniziò i suoi primi lavori di traduzione partendo dal diario di Katherine Mansfield, e – quando la guerra finì – entro in contatto con il traduttore statunitense William Weaver, che la aiutò a raggiungere il pubblico internazionale. Grazie a Weaver, Menzogna e sortilegio fu tradotto e pubblicato in America nel 1951. La Morante però non fu mai realmente soddisfatta della traduzione a causa dei numerosi tagli all’edizione originale.

Gli anni successivi a questo romanzo la videro impegnata nel mondo del cinema: collaborò alla stesura di due sceneggiature per film mai realizzati, e grazie all’amicizia con Pasolini durante gli anni Sessanta fu spesso presente nei suoi set: seppur mai accreditata, fu aiuto regista di Il Vangelo secondo Matteo e collaborò alla realizzazione delle colonne sonore di quasi tutte le produzioni dell’amico.

Nel 1957 uscì un nuovo romanzo della Morante, L’isola di Arturo, che le valse un grande successo di pubblico e critica, nonché il Premio Strega. Il romanzo di formazione racconta le avventure di Arturo, orfano di madre nato e cresciuto nell’isola di Procida, che passa la sua infanzia e adolescenza senza mai entrare in contatto con una donna. Quando suo padre porterà a casa Nunziata, una nuova compagna, da cui Arturo sarà attratto e svilupperà una complessa relazione fatta di gelosie e chiarimenti mai avvenuti, anche il rapporto con il genitore arriverà ad una rottura. Nel 1965 pubblicò la conferenza Pro o contro la bomba atomica, saggio breve in cui la Morante espose la sua poetica: la poesia mantiene viva la realtà, e sconfigge l’irrealtà.

Elsa Morante con Pasolini e Laura Betti
Elsa Morante con Pasolini e Laura Betti

La vita privata della Morante in quegli anni subì vari scossoni: si separò da Moravia – senza mai divorziare – nel 1961, dopo aver intrattenuto qualche anno prima una burrascosa relazione col regista Luchino Visconti. A seguito della separazione, Elsa Morante si legò al pittore newyorchese Bill Morrow, che però morì precipitando da un grattacelo nel 1962. Sconvolta dalla perdita, continuò a scrivere, ma sporadicamente: il romanzo Senza i conforti della religione non vide mail la luce. Fu solo nel 1974 che si arrivò ad una nuova pubblicazione: La Storia, ambientato a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. L’ultimo suo romanzo fu Aracoeli, pubblicato nel 1982. Dopo l’uscita del libro la donna scoprì di essere gravemente ammalata: questo la indusse a tentare il suicidio nel 1983. Ricoverata in clinica, morì il 25 novembre 1985 in seguito ad un infarto.

Elsa Morante fu una donna forte e fragile insieme, una personalità complessa e affascinate che contribuì attivamente allo sviluppo della Cultura in Italia.

Federica Caricilli per MIfacciodiCultura

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