Il sillabario dei Malintesi di Francesco Merlo: la Storia d'Italia raccontata dalle parole

Il Sillabario dei Malintesi: la Storia d’Italia raccontata dalle parole

Francesco Merlo

Inizia con Monarchia e termina con Matria, ripercorrendo e definendo altri termini come identità, musulmano e trasformismo. Queste e molte altre parole sono le protagoniste del nuovo romanzo del giornalista e scrittore Francesco Merlo, Il Sillabario dei Malintesi. Storia sentimentale d’Italia in poche parole, edito da Marsilio.
Il libro si presenta come un dizionario che procede in ordine non alfabetico, contenente 79 lemmi con definizioni eccentriche che ripercorrono le più importanti tappe della storia politica e civile italiana, dal dopoguerra a oggi.

Per la struttura stessa del suo romanzo, Merlo intende comunicare che sono le parole a decidere davvero il corso della Storia. Gli stessi termini, usati nei vari contesti, sono destinati a diventare fatti, anche se ultimamente volti nelle loro accezioni più insolite. Per questo una parola chiave è ossimoro, che si lega a eventi e nomi della politica passata a presente, quali Moro e Grillo.

Si tratta di voci, racconti, sintagmi, si inizia con la parola Monarchia e si finisce con la parola Matria. Sono come due parentesi che chiudono una lunga storia che ha a che vedere con il paese degli ossimori. Lo stesso titolo è un ossimoro.

Si tratta di un paese tutt’altro che lineare, è un paese degli aggettivi, non dei sostantivi. Non prende quasi mai di petto ciò che gli sta di fronte. Si possono dare anche dei giudizi ma bisogna sapere che cosa si ha di fronte.

Così lo definisce Antonio Gnoli, giornalista, alla presentazione tenutasi il 5 giugno scorso a Roma.

Il Sillabario dei Malintesi

Merlo vuole quindi andare oltre le definizioni di un canonico vocabolario e mettere il lettore nella condizione di osservare attentamente la sua stessa immagine riflessa, in un insieme di frammenti e visioni. Non a caso la prima parola del romanzo è Monarchia.

Ho una mamma di 97 anni che nel ’46 votò per la monarchia, mentre mio padre, di destra, votò per la Repubblica. Ho intravisto in questa cosa un po’ di malintesi e ho scoperto che tutti gli italiani erano dentro questo stesso malinteso. Il primo presidente della Repubblica Italiana votò infatti Monarchia. Si tratta di una saggezza che oggi è arrivata anche in Inghilterra. I due leader che oggi sono a capo della Brexit si schierarono dalla parte del REMAIN.

Molti malintesi possono dunque estendere le proprie conseguenze non solo alla storia personale del singolo individuo ma anche quella nazionale e in certi casi mondiale. È il caso di complotto o di cretinocrazia, termine con il quale ci si riferisce al dominio dei cretini e al concetto di incompetenza spavalda, da associare a personaggi al centro dell’attuale attenzione politica e mediatica, come lo stesso Donald Trump.

Le definizioni addotte dall’autore hanno infatti la capacità di essere tanto mordaci e irriverenti, quanto ironiche e veritiere, così da saper affrontare anche gli argomenti più controversi in modo da suscitare nel lettore le più ampie riflessioni.

Francesco Merlo ha la capacità di essere allegro anche quando scrive le cose più tremende, che ti lasciano disarmato. Possiede un certo cinismo positivo. Mi sento molto vicino a lui perché è un uomo innamorato, e si sente nella scrittura, quando nelle sue critiche alla politica e alle situazioni reali si sente la voglia di migliorare tutto. Ha un’energia giovanile, eppure ha più di 30 anni […]. Ha la capacità di sorprendere. Ha la classe, lo stile, il rigore e nello stesso tempo energia.

Così lo ha descritto Oliviero Toscani, alla medesima presentazione del 5 giugno scorso. Secondo il celebre fotografo è l’ironia il vero leitmotiv di tutto il libro. Più precisamente, si tratta dell’ironia dell’Italia e della sua lingua, arrivata a tali livelli per cui è ormai difficile comprendere come si possa riuscire a comunicare.

Antonio Gnoli, Francesco Merlo ed Oliviero Toscani, alla presentazione del romanzo a Roma il 5 giugno scorso.

Lo schema circolare degli ossimori si chiude nelle ultime pagine, dove Merlo definisce la parola silenzio. L’autore vuole riferirsi a personaggi specifici, come Mattarella e Papa Ratzinger, caratterizzati da un atteggiamento estremamente taciturno, che negli anni si è riflesso in una vita appartata ma, contemporaneamente, portata sotto l’attenzione mediatica in modo quasi più memorabile del brusio confuso di voci che ha sommerso il popolo. A loro è infine affidato il compito più importante: comunicare che ormai ogni parola del nostro vocabolario è stata consumata nelle sue più minuziose sfaccettature e non rimane altro che tacere.

Il Sillabario dei Malintesi vuole quindi proporre ai lettori una strategia per usare al meglio la propria lingua, anche se al termine della sua impresa la constatazione finale si riduce anch’essa a un ossimoro amaro e arduo da ammettere: le parole non richiamano più in modo veritiero le cose che nominano, e per questo la storia italiana è da definirsi di malintesi.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

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By on agosto 13th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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