Tutti al bar sport con Stefano Benni

Visionario, stravagante, anticonformista, critico, in poche parole: Stefano Benni.

Stefano BenniNato a Bologna il 12 agosto 1947, Benni rientra a pieno titolo nel panorama letterario italiano come scrittore e poeta, sceneggiatore e drammaturgo, giornalista e umorista che raccontò e ancora oggi racconta, critica e descrive la società con quel pizzico di immaginazione e visione sociologica che rendono le sue opere un vero e proprio spaccato della realtà italiana. È un solitario e distaccato “Lupo”, soprannome che lo insegue dalla sua infanzia trascorsa nella campagna di Monzuno e che compare in svariate sue opere per dare sempre quel tocco autobiografico.

Autore televisivo e direttore cinematografico, la sua strada si affianca a quella dell’amico e collega Beppe Grillo, scrivendo i testi per il comico genovese ancora agli esordi. Con il leader pentastellato condivide anche l’interesse verso la politica, passione che lo ha coinvolto in poche polemiche, a causa soprattutto dei giornalisti che spesso hanno provato ad inquadrare il suo orientamento politico, sbagliando però clamorosamente, poiché è impossibile etichettare il genio di Benni come la fazione politica a cui appartiene.

Famoso anche per le sue collaborazioni con diverse testate giornalistiche italiane come L’Espresso, Panorama, Repubblica o il Manifesto, Benni è conosciuto soprattutto per i suoi romanzi e antologie di racconti dal sapore agrodolce, tradotti in più 30 lingue. Grande amico di Daniel Pennac, fu Benni a convincere la casa editrice Feltrinelli (con cui pubblicò moltissimi libri) a tradurre in italiano le opere dello scrittore francese, favorendone la diffusione anche in Italia. Da quella vicenda in poi, i due scrittori collaborano nella promozione delle nuove pubblicazioni vicendevolmente.

Benni_Bar sport copertinaUn personaggio dunque poliedrico lo scrittore bolognese, che si colloca in tutti gli ambiti della comunicazione, un settore che lui stesso contribuì a sviluppare, e tra i suoi tanti ruoli trova spazio anche quello di attore nel film del 2002 Sleepless in cui fece un cammeo. Un uomo sempre impegnato in tanti abiti diversi, che conosce e collabora con personalità di spicco di tutto il mondo.

Tra i suoi racconti più famosi ricordiamo Terra!, Stranalandia, Bar Sport, La compagnia dei Celestini, Il bar sotto il mare e raccolte di poesie come Prima o poi l’amore arriva. Portavoce dell’Italia più grottesca, utilizza uno stile che a volte supera la satira, fornendo una caricatura del Bel Paese aspra e ironica, per far ridere ma anche per consegnare consapevolezza ai suoi lettori. Tra le sue ultime raccolte di racconti abbiamo Cari mostri del 2015 e nello stesso anno rifiuta il Premio Vittorio de Sica, attribuito alle alte personalità italiane e straniere distintesi nelle arti, per protesta contro i tagli alla cultura e alla scuola attuati dal Governo Renzi,  motivando così la sua scelta: «Vorrei più rispetto per la cultura, non decreti che la distruggono».

Stefano Benni è un militante della cultura, ma per tutti rimarrà soprattutto l’autore di Bar Sport che festeggia il suo quarantesimo anniversario quest’anno e che uscirà con una nuova edizione a settembre. Il bar, quel luogo tanto immaginario quanto reale, è frutto delle sue ispirazioni e rappresenta l’arena italiana per eccellenza, il luogo dove parlare di sport e non solo, dove si incontrano tutti gli stereotipi della società, quel luogo ancora oggi così attuale, reso immortale dalle parole di Benni:

Il Bar Sport non è un pubblico esercizio.
È un collettivo aperto, un continente, una galassia. Certo, ha i suoi pericoli. C’è il krapfen ’67 che attende in agguato nella bacheca, con la sua crema micidiale come gorgonzola. C’è il caffè lungo alla tedesca, con la terribile schiumina da mare inquinato e il bacherozzo sul materassino. C’è l’Astuta Cassiera, che come resto delle vostre diecimila vi snocciolerà un sorriso, un non-ho-spiccioli, un Campari, tre biglietti del tram e duecentotrenta caramelle, quasi tutte al rabarbaro. C’è il tecnico del calcio ansioso di sapere se non vi spaventa che il Toro insidi la Vecchia Signora e che Rivera abbia fondo atletico. E poi raffiche di flipper, whisky annacquati, attaccabottoni a presa rapidi, schedine a mezzo col sistemino sicuro, pescatori che mimano e non si capisce se è Moby Dick o una domenica sul Marecchia, e il nonno che dice ma voi l’avete mai visto Coppi sulla bicicletta, e il playboy che dice ma voi l’avete mai vista la lattaia sulla bicicletta, e il poveretto che dice ma voi l’avete vista la mia bicicletta, era qui davanti un momento fa.
Comunque, vale la pena di fare un salto dentro.

 

Sara Govoni per MIfacciodiCultura

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By on agosto 12th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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