Ian Fleming e James Bond: l'alter ego di una vita vissuta e desiderata

Ian Fleming e James Bond: l’alter ego di una vita vissuta e desiderata

Ian Fleming e James Bond: l'alter ego di una vita vissuta e desiderata
Ian Fleming

Se tutti hanno sentito nominare almeno una volta nella propria vita James Bond, forse meno conosciuto è il padre di questo famosissimo personaggio dalla cui fantasia è scaturita tutta la serie di avventure dell’agente speciale 007, Ian Fleming (Londra, 28 maggio 1908 – Canterbury, 12 agosto 1964).

Di origini aristocratiche, il giovane Fleming si caratterizza per una personalità vivace, poco dedita allo studio ma piuttosto interessata allo sport, alle donne, all’alcol, alle auto e alle bravate. Questa esuberanza viene parzialmente ridimensionata durante la sua permanenza in Austria all’età di venti anni e durante il successivo arruolamento nella Naval Intelligence Service della marina britannica nel corso della seconda guerra mondiale, evento che ha profondamente segnato l’autore. Nel dopoguerra, Ian Fleming inizia la sua carriera giornalistica al Sunday Times e nel 1952 sposa Anne Geraldine Rothermere, contessa di Charteris. In realtà la tragica perdita delle precedente amante Muriel Wright durante il conflitto mondiale in aggiunta al fuoco sopito ma sempre vivo di una vita che definiremmo libertina, rendono l’autore disilluso, diffidente e annoiato nei confronti della vita coniugale così da costringerlo a trovare un rifugio periodico, lontano dalla moglie, nella sua amata tenuta giamaicana.

È qui che l’autore si estranea dal mondo per dedicarsi metodicamente alla scrittura, alla pesca subacquea e al golf per poi consegnare alla stampa, puntualmente alla fine di marzo, anno dopo anno a partire dal 1953, ben dodici romanzi e due raccolte di racconti brevi.

Ian Fleming e James Bond: l'alter ego di una vita vissuta e desiderata
Libri 007

Casino Royale, Vivi e lascia morire, 007 il grande slam della morte, Una cascata di diamanti, A 007, dalla Russia con amore, 007 Licenza d’uccidere, Il dottor No, Agente 007 missione Goldfinger, Solo per i tuoi occhi, Operazione tuono, La spia che mi amò, Agente 007 al servizio segreto di Sua Maestà, Si vive solo due volte, L’uomo dalla pistola d’oro, Octopussy (postumo) sono le avventure, derivate spesso da esperienze di vita vissuta dell’autore, dell’affascinante agente segreto del controspionaggio diventato particolarmente famoso grazie alla filmografia di successo che, già dagli anni sessanta, ha catturato milioni di spettatori rendendo Ian Fleming e i suoi romanzi inaspettatamente conosciuti nel panorama sia letterario sia cinematografico.

L’agente 007 avrebbe dovuto inizialmente chiamarsi James Secretan ma il nome fu modificato in James Bond a seguito dell’amicizia dell’autore con un omonimo ornitologo. La sigla 007, con il suo doppio zero, identifica l’agente con la licenza di uccidere. Significativamente, fu proprio Agente 007 – Licenza di uccidere il primo film ad essere prodotto nel 1962 da Harry Saltzman e Albert R. Broccoli con un trentaduenne Sean Connery nei panni del protagonista.

Ian Fleming e James Bond: l'alter ego di una vita vissuta e desiderata
Licenza di uccidere

James Bond viene presentato inizialmente come un individuo freddo e calcolatore, ma non invincibile. Anzi, il primo 007 era una metafora perfetta del Regno Unito che, sottoposto alla prova, cade e si rialza. Più in generale, la famosissima spia è il personaggio che perfettamente incarna il clima, le mediazioni e la sensazione di vivere sul filo del rasoio che hanno caratterizzato il periodo della Guerra Fredda. Con il passare del tempo Ian Fleming iniziò sempre più a somigliare al suo protagonista, nato verosimilmente come la proiezione da un lato delle difficoltà sperimentate nel corso della propria esistenza e dall’altro di un desiderio di vita in un qualche modo represso dai doveri sociali, fino a quando, a 56 anni, l’autore morì per un infarto. Un’interessante rivisitazione della vita dell’autore e della sua progressiva identificazione con il suo personaggio è presentata nella miniserie inglese del 2014 Fleming – Essere James Bond.

La fortuna del personaggio creato da Ian Fleming continua fino ai giorni nostri. Autori come Kingsley Amis, Christopher Wood, Raymond Benson e molti altri hanno continuato a scrivere avventure dell’agente segreto, interpretato nei numerosi film (l’ultimo nel 2015) da Connery, George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Sfortunatamente la figura rivoluzionaria di questo eroe in giacca e cravatta si è lentamente trasformata in un uomo prima più seducente, poi più rude, quindi più atletico e alla fine quasi un soldato.

Riprendere in mano i romanzi di Ian Fleming può essere un’ottima occasione per ritrovare dei lineamenti della spia più famosa del mondo diversi e poco esaltati nella cinematografia e collegati alla complessità dell’autore e, di conseguenza, dell’uomo moderno.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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By on agosto 12th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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