Perché visitare… Oria, il borgo nel cuore della Puglia

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La città di Oria, nell’entroterra pugliese, è conosciuta per le testimonianze storiche lasciate da Federico II di Svevia, come per esempio il celebre Castello, e per l’appuntamento estivo del Torneo dei Rioni, rievocazione dell’arrivo dell’imperatore svevo ad Oria per accogliere la futura moglie Isabella di Brienne. La cittadina diventa così meta preziosa per gli tutti gli appassionati di borghi e dimore medievali.

Perché visitare... Oria, il borgo nel cuore della Puglia
Il Castello

Oria sorge sulle ultime propaggini delle Murge pugliesi, nell’Alto Salento, a metà strada tra Taranto e Brindisi, ed è attraversata da una delle vie consolari più importanti, la via Appia. Con il suo imponente castello costruito dai Normanni ed ampliato proprio da Federico II, la città è ben visibile da ogni via che conduce ad essa, dominando la vasta pianura dalla quale è circondata.

Una volta giunti in città si può abbandonare tranquillamente l’auto e passeggiare nel centro storico, dove le due porte, Porta Manfredi e Porta degli Ebrei, indicano l’ingresso nell’abitato antico, luogo dove convissero diverse comunità tra cui anche quella ebraica. Infatti Oria è stata sede di un’illustre Accademia Ebraica, luogo di studi scientifici e religiosi che rese la città celebre in tutto il Mediterraneo. Passeggiare lungo le vie del centro permette così di immergersi nella storia di cui la cittadina ne è custode. Lungo le vie del borgo si ammirano alcuni abitazioni con adiacenti piccole chiesette costruite dalle famiglie illustri che hanno abitato il centro storico nel corso dei secoli. Continuando il cammino si possono incontrare i resti delle antiche mura della fortificazione messapica, come la Torre Palomba detta “La Carnara” dagli abitanti per via della sua funzione di ossario fino al XVIII secolo.
Per la sua composizione geologica, il centro storico è un continuo sali e scendi. Se mai capitasse di chiedere informazioni agli abitanti di Oria sicuramente vi indicheranno le vie utilizzando proprio questi verbi. Ed è così che si sale verso la  Cattedrale e ancor più si sale verso il Castello (momentaneamente chiuso per restauro).

La Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo è la sede della più antica confraternita del paese, ovvero l’Arciconfraternita della morte. Scendendo dall’oratorio si giunge alla cripta delle mummie, dove si trovano i corpi dei vecchi confratelli, mummificati per ricordare il sacrificio dei combattenti della confraternita che partirono per la difesa di Otranto durante l’invasione dei Saraceni.
Il piazzale sottostante la Cattedrale conserva gli antichi resti dell’acropoli messapica: la città si rivela così centro dell’antico popolo che ha vissuto queste terre intorno all’VIII secolo a.C.

Il centro storico

Come già detto, Oria sorge su un altopiano in mezzo alla pianura salentina: il meraviglioso panorama che circonda il paese è godibile sia dal Belvedere della piazza cattedrale che dal cuore verde al centro della città, costituito dal Parco Montalbano e dal Monte Sabba. Il Parco Montalbano è situato sulla cortina orientale dello splendido Castello ed è un antico giardino dell’abbazia dei Celestini. Il Monte Sabba invece è disposto su più terrazze dove si possono osservare i recenti scavi archeologici che hanno rivelato un insediamento bizantino.

Nel sali e scendi inevitabile di questo luogo, fin’ora siamo soltanto saliti, ma ora è il momento di scendere: partendo dalla cattedrale e proseguendo lungo le strette vie del centro, si incontra Palazzo Martini, sede del nuovo Museo Archeologico dei Messapi, custode dei reperti rinvenuti nella città. Dal palazzo si arriva in Piazza Manfredi e non passa inosservata la sua forma circolare, che come un abbraccio circonda chiunque si trovi all’interno: non a caso è il luogo della movida della città, dove è possibile gustare un ottimo panzerotto o un buon gelato.

Oria si sviluppa anche all’esterno del borgo antico con chiese rupestri, percorsi naturalistici e l’importante pellegrinaggio verso il Santuario di San Cosimo, che coinvolge i tutti i paesi del Salento e del Tarantino, tanto da essere considerato una piccola Santiago de Compostela

Non vi resta che visitare Oria e farvi conquistare dalle molteplici storie che racconta questo paese dell’entroterra brindisino.

Azzurra Carucci per MIfacciodiCultura

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